Sono stata un paio di giorni senza collegarmi a Internet, perché è venuta fuori una nuova complicazione nel percorso dei blogger alternativi. Diversi alberghi del paese esigono, per collegarsi alla rete, la dimostrazione  che una persona vive fuori dell’arcipelago cubano. Gli impiegati della reception mi dicono - pure se sono nativi come me - che questa carta d’identità bluette non dà diritto a entrare nella grande ragnatela mondiale.  “Si tratta di una decisione presa nelle alte sfere” mi ha precisato una signora, come se una decisione di quel tipo potesse essere presa a un livello diverso dagli uffici governativi.  

È improbabile che mi possa trasformare in straniera dalla notte alla mattina. Non mi resta che protestare per una simile proibizione e rendere pubblica l’esistenza di un nuovo apartheid. Mi toccherà tirare fuori ancora la maschera da turista, anche se questa volta dovrò imparare una lingua piuttosto complessa come l’ungherese, per mettere fuori strada i venditori delle carte prepagate per accedere a Internet. Forse mi metterò a curiosare negli alberghi, per chiedere agli stranieri di comprare per me quella chiave d’ingresso che mi viene vietata, quel salvacondotto per cui necessito “non essere cubana”.

 

Traduzione di Gordiano Lupi

www.infol.it/lupi

99 Respuestas a “Passi da granchio: uno avanti, due indietro”
  1. rosario dice:

    Pensavo che all’Avana e a Cuba in generale, una famiglia di 4-5 persone per luce, acqua, gas e telefono non arriva a pagare più di 8 dollari al mese. Parlo di tutte queste voci messe assieme.
    La differenza la paga la Rivoluzione.
    Se cambia l’orchestra e la musica cambieranno anche i prezzi delle bollette. Soprattutto per le aziende.
    A me sembra questa la chiave di tutta la questione, a parte i proclami e i toni accesi.
    Certo ci sono tante altre questioni che andrebbero affrontate, ma di fronte a questa a me sembrano tutte accessorie.
    Dirò di più. Ho come l’impressione che le questioni accessorie (internet si o no, libertà di stampa, libertà di associazione politica, etc.) abbiano il compito di nascondere quella principale.
    Che succederà quando lo Stato non pagherà più la differenza?

  2. marco il rosso dice:

    Rosario, purtroppo il compito dell’ideogia borghese è quello di occultare e nascondere le questioni principali che davvero fanno la differenza per le famiglie come giustamente dici tu..

    è evidente che siamo davanti ad una affabulatrice che per fare passare le sue provocazioni sarebbe disposta a flaggellarsi; queste seguenti parole della Sanchez lo dimostrano appieno:

    “Non mi resta che protestare per una simile proibizione e rendere pubblica l’esistenza di un nuovo apartheid.”

    Per tutti riporto dalla enciclopedia di wikipedia, <>

    Queto è quanto, vergogna a Yoani e quanti le vanno dietro!

    Comunque se Yoani vorrà denunciare come dice il presunto regime di apartheid per il fatto di non potere propagandare le sue menzogne su internet, al soldo delle lobby capitaliste che vogliono rientrare, non sarà certo un problema perchè i neri cubani ricordano molto bene il regime di schiavitù razziale a cui erano sottoposti fino all’epoca del dittatore Batista, ed è la prima cosa che hanno trasmesso alle loro generazioni di figli liberati!

  3. marco il rosso dice:

    <>

  4. marco il rosso dice:

    La parola apartheid significa in lingua afrikaans “separazione” e sembra che sia
    stata usata per la prima volta in senso politico nel 1917 dal primo ministro
    sudafricano Jan Smuts. Viene correntemente usata per descrivere la politica di
    segregazione razziale che il governo bianco sudafricano istituì nel dopoguerra e che è
    rimasta in vigore fino al 1990. L’apartheid è stato proclamato crimine internazionale
    da una convenzione delle Nazioni Unite, votata dall’Assemblea Generale nel 1973 e
    entrata in vigore ne 1976 (International Convention on the Suppression and
    Punishment of the Crime of Apartheid) ed è stato recentemente inserito nella lista dei
    crimini contro l’umanità che la Corte penale internazionale può perseguire.
    La filosofia dell’apartheid affermava di voler dare ai vari gruppi razziali la possibilità di condurre il proprio svilupp o sociale in armonia con le proprie tradizioni.
    Questa giustificazione, come si sarebbe
    visto, non era che un paravento per una
    politica razzista.
    In Sudafrica mentre i neri costituivano
    l’80% circa della popolazione, i bianchi si
    dividevano in coloni di origine inglese e
    afrikaner. Questi ultimi, che costituivano la
    maggioranza della popolazione bianca,
    erano da sempre favorevoli ad una politica razzista.
    Con le elezioni del 1924 vennero introdotti nel paese i primi elementi di segregazione
    razziale.
    Fu nel 1948, e più precisamente dal 1954 al 1958) che l’apartheid prese
    definitivamente forma.
    Le principali leggi che hanno messo in piedi il sistema sono state:
    • proibizione dei matrimoni interraziali.
    • legge secondo la quale avere rapporti sessuali con una persona di razza diversa
    diventava un reato penalmente perseguibile.
    • legge che imponeva ai cittadini di registrarsi come bianchi, neri.
    • legge che permetteva di bandire ogni opposizione che venisse etichettata dal
    governo come “comunista”. Questa legge fu usata per mettere fuorilegge nel
    1960 l’African National Congress (ANC), la più grande organizzazione politica
    che includeva i neri, di stampo socialista (ma non comunista).
    • legge che proibiva alle persone di diverse razze di entrare in alcune aree
    urbane.
    • legge che proibiva a persone di razze

  5. tonybola dice:

    Il dittaore Batista era nero, ma questo non e importante, e storia passata.

    Dall altro lato, Castro non è discriminatorio, tratta tutti i cubani allo stesso modo, male, cattivamente, ma senza discriminazione.

    Quando si parla di la differenza che paga lo Stato, dobbiamo dire che lo Stato e il propietario di tutto, in modo da non dover pagare nessuno. Lo Stato non paga neacnche la banca straniera che prestano il denaro.

    Oltre a tutto, questo di come si guadagna e quanto si spende per una cosa e relativo.

    Ad esempio, mia sorella ha un dottorato in chimica e guadagna l’equivalente di 16 dollari al mese. Uno dei piu alti stipendi di Cuba. Se si spendono 8 dollari di reddito questa è la metà del suo denaro.

    Se vuoi sapere come vivono i cubani oggi tutto ciò che dovete fare è andare a l’Isola e cercare di vivere con 16 dollari al mese. Mi passi l’affitto e la bolletta elettrica e del gas.

    Ci vediamo tra un mese!

  6. marco il rosso dice:

    Sono gli Usa che trattano male tutti i Cubani imponendo loro il blocco economico!

    Le banche sraniere sono solo agguzzini ed è un bene che non ce ne siano a Cuba!

    La ricchezza sociale dipende da tutta una serie di determinanti che hanno a che fare con il settore della produzione da cui dipende la società tutta, lo stato di Cuba il modo di produzione essendo socialista e anticapitalista è isolato, minacciato, ricattato e attaccato appositamente.

  7. rosario dice:

    Tonybola, quello che cercavo di dire è che il giorno che bisognerà pagare le bollette, non a prezzi politici ma secondo il prezzo di mercato, saranno guai seri con questi salari. Non ne faccio una questione politica, ma di semplice economia di mercato. Devo aggiungere che è lo Stato che paga perchè importa l’energia comprandola all’estero e in minima parte producendola in loco. Potrebbe far pagare i servizi di base almeno il doppio ma non lo fa. Per il momento garantisce un minimo la popolazione. Quando però il prezzo della bolletta energetica lo deciderà il mercato libero, le famiglie cubane piangeranno lacrime di sangue.
    Quanto a Yoani, la sua letteratura è spesso gradevolissima. Ci racconta parte della vita di ogni giorno a Cuba con grande acume e capacità di sintesi, ma ho paura che le “questioni chiave” siano ben altre.

  8. monnalisa dice:

    Internet rappresenta un’apertura, un oceano di informazioni pronte ad andare e ad arrivare. Un flusso pericoloso per chi tenta di mantenere cristallizzato un Paese. Le restrizioni e i divieti insensati, come al solito, non fanno che generare infrazioni e dimostrare la debolezza di chi li impone solo perché non è in grado di accettare una realtà palese ed innegabile: essere parte di un insieme “globale”. Volente o nolente.

    Negare o rinnegare il potere del Web è come ostinarsi a vivere in una sorta di medioevo. Se siamo qui lo dobbiamo ad Internet non ad altro. Per noi è una liberà scontata, per qualcuno un salto mortale.

    Spero che Yoani trovi sempre e comunque un canale per connettersi e parlare con il resto del mondo e continuare a raccontare la Cuba che vive ogni giorno.

  9. giuseppe dice:


    grazie rosario,
    credo infatti che le istanze riguardanti l’iniziativa economica privata (e non si parla di artigiani o piccoli ristoranti) e la creazione di Partiti (emanazione politica di interessi corporativi) siano il nodo non sbrigabile,
    se queste due ‘pretese’ vengono accantonate anzi neanche ipotizzate x il futuro (sulla democrazia l’editoriale d’internazionale), credo che tutto il resto sia passibile di confronto politico ed elaborazione democratica con tutta la partecipazione diretta necessaria dei vari settori popolari della società, in cui i Comunisti sono una piccola parte e neanche partecipano come Org. alle elezioni…

    g,

  10. giuseppe dice:


    nello specifico mi pare strano che in un Paese intero venga impedito l’accesso ai ‘netpoint per prevenire i post di Yoani e di pochi altri, la storia della censura nn regge neanche un pò… Yoani e i dissidenti fanno sentir al mondo intero la propria voce come e quando vogliono, e l’attenzione dei media ne glorifica ogni intervento.

    Penso che il Governo Cubano abbia invece intenzione di garantire senza privilegi l’accesso alla rete ed ai servizi online a tutta la popolazione cubana, così come ha perseguito negli anni questa politica x tutti i servizi di base credo stia tentando anche con quest’importante tecnologia, renderla fruibile ed accessibile a tutti, democraticamente gratuita.

    Per far questo ha bisogno del “cavo Venezuelano” dato che viene boicottata anche in questo (vedi rete di cavi nel caribe)ed in più distibuire internamente il servizio, intanto evitare che si formi in qualche modo un’elite, una classe privilegiata che di questi mezzi possa avvantaggiarsi, economicamente o no, im quest’ottica va letta ogni regolamentazione attuale in questo settore, insieme cmq certo ad una comprensibile scarsa conoscenza del mezzo ed una diffidenza sedimentata negli anni d’isolamento verso il mondo ‘libeale’…

    g,

  11. tonybola dice:

    Il problema è che i comunisti sempre dicono di prendere decisioni a nome del popolo e la patria. Piaciono molto di parlare a nome del popolo, ma sempre senza consultazione.

    Il governo cubano sempre parla come se fose la voce dil popolo. Per loro la parola Cuba e Castro sono lo stesso.

    Non credo che nessun paese ha il sistema ideale, ma se c’è uno che non deve essere imitato, si tratta di Cuba.

    L’embargo è unilaterale, solo da parte degli Stati Uniti. Cuba potrebbe commerciare con tutti i paesi che volevano, è stato il governo cubano chi non ha lasciato di entrare all’Isola il turista di paese capitalista prima del 1976 e dopo tale data hanno permesso alcuni pochi, ma sotto un controllo rigoroso. Quasi tutti erano amici, compagni, capisce?

    Cosa che vuole il cubano è determinare da sé ciò che è la vita che si desidera.

    Se l’energia elettrica è più o meno costosa non credo sia la principale preoccupazione del popolo cubano, in particolare quando essi sono stati formati da più di 50 anni a vivere in condizioni di estrema povertà e soprattutto senza la libertà.

    Più di 20 anni fa ho avuto una conversazione con una comunista cubana e alla fine della nostra conversazione lei è venuta ad ammettere che i cubani avevano bisogno di un po ‘più di libertà. La mia risposta è stata che la libertà non può essere misurata come una kilo di zucchero o di caffè, uno è libero o non è.

    Baci e abbracci per tutti.

  12. giuseppe dice:


    oppure, caro lei, qualcuno è libero a spese di qualcun altro, come nella democrazia liberale…

  13. tonybola dice:

    Ma Pepe, come si può dire che il governo cubano vuole portare Internet per la disponibilità di tutti i cubani se lo certo è totalmente l’opposto?

    Lavori anche per la UCI?

    Puoi fare un semplice test, prendi l’indirizzo di qualsiasi persona che lavora nel giornale Juventud Rebelde e scrivi una e-mail che non è lodando la rivoluzione e poi mi dice se ti rispondono.

    A volte scrivo a questi caratteri. L’ho fatto di recente a dire che mio padre, che sempre è stato un comunista stava per morire in più estrema mancanza di cure e l’unica cosa che hanno fatto è stata andare a fargli visita per raccontare da un suo figlio al di fuori preoccupati per la sua salute, ma nessuno ha risposto me. Tra questa gente è stato uno dei più importanti portavoce della rivoluzione, Randy Alonso, quello col volto pieno di buchi, che ovviamente non poteva rispondere perche come dicono loro “potrebbe essere pericoloso”.

  14. giuseppe dice:

    Il nostro povero blog italiano non avrà mai migliaia di commenti. Per fortuna, forse, perchè più sono i commentatori, più scade il livello.


    allora è il prezzo del successo?
    riduttivo, credo,
    questo ‘dato’ cmq arriverà all’ufficio marketing dell’impresa (collocato secondo me ancora nel celebro di Yoani e nn in miami) insieme ai molti altri derivati dall’operazione italiana, quali la reazione (critica) e l’accoglienza (calda) solo apparentemente in contradizione,

    e se considero la sostanza dei nuovi comm. dopo l’exploit pubblicitario mi consolo assai considerando la pochezza degli argomenti “a favore” assolutamente acritici e mai aderenti alle tematiche dei post, la discussione su Cuba per loro s’identifica con un becero anticomunismo cieco e sordo, che in Italia conosciamo bene, stragi comprese…

    a monalisa vorrei dire che, a parer mio, nel ‘particolare’ si posson trovare gli embrioni di scenari idealmente applicabili al ‘generale’ ma difficilmente si può fare il percorso inverso con analoghi risultati,
    Cuba ed i suoi Governi sono da sempre ben volenti rispetto all’idea d’esser un’unica Specie a popolar il pianeta,e che l’umanità si deve emancipare a livello globale se no ogni sforzo è vano, e l’ha messo in pratica in decine e decine di occasioni, in molte parti del mondo, ed a volte con ottimi risultati, ultimo Morales che con gli Organismi Internazionali ringraziavano la decennale collaborazione dei maestri Cubani servita ad ottenere la scolarizzazione del Paese…

    g,

  15. giuseppe dice:


    la Costituzione Cubana è leggibile su web, profittatene, gente, profittatene…

  16. giuseppe dice:


    scrivo e ricevo mail da Cuba, difficile e raro, vero,
    ma credo che sia x la connessione lentissima e le apparecchiature obsolete,
    e per risolvere questo serve il cavo del venezuela e poi la connessione in etere (nn ricordo il nome tecnico) che è gratis,
    in più cè il discorso che allontanarsi da windows ed applicare alternative meno rigide e controllate sarebbe un passo avanti x l’umanità, ed anche questo il Governo lo prevede,
    corrispondo anche con una periodista (nn dico chi, visto i suoi interventi precedenti nn ho troppa fiducia) ed in libertà mi esprimo dubbioso su alcune questioni, e lei mi risponde a tono, essendo una compagna, ironica e dignitosa,

    per lei forse le questioni sono ‘personali’ ma allora ha la mia solidarietà umana che c’entra poco con la politica però…

    ed è uno dei nodi negli interventi di alcuni Cubani:
    l’avercela personalmente con qualcuno di particolare x aver subito dei ipotetici torti e da qui odiar un Sistema che a parere loro permette anzi incentiva certi tipologie di abuso di potere…
    ma in tutto il mondo c’è chi potrebbe dir questo di qualunque governo, in fondo…

    g,

  17. giuseppe dice:


    era la risposta a tonibola, al quale davo del ‘lei’ e del quale comprendo il recriminare personale, come chiunque si senta osteggiato da un’autorità, la quale x natura è spesso vessante nei confronti dei cittadini,
    g,

  18. giuseppe dice:


    cmq
    la foto è una figata e mi ci faccio un poster,

    g,

  19. giuseppe dice:


    dovrei studiare lo spagnolo e non limitarmi al prodotto di lontane esperienze in Paesi Latinos, infatti è vero ch nn ho copreso il sig fernandez nel suo comm. ma non lavorando per la UCI ne per enti cubani non è poi poi necessario,

    invece nel mio lavoro son immerso in una babele di idiomi sconosciuti e la comunicazione tra le persone avviene con gli sguardi, i gesti, i toni e le vocalità, la mimica facciale, fino a dimenticare l’origine di alcune parole e utilizzarle con un senso ‘comune’, ed a lungo andare questo diventa un linguaggio,

    l’assenza di tutte queste variabili, di questo scenario che include info visive ed emozionali al messaggio verbale, a volte smentendolo adirittura mentre lo si afferma, rende a mio vedere sterili o ininfluenti le relazioni in rete in questo contesto, che rimane un “pour parlè” (acc!),

    così non è probabilmente a Cuba, credo, dove la discussione puo avvenire nelle sedi adeguate e con aspettative maggiori che mai,
    si tratta sempre e cmq di alzare la mano e portare istanze argomentabili a favore o contro,
    è questa forse un’abitudine che manca e che lo stesso Governo dovrebbe aver cura di stimolare,,

    g,

  20. giuseppe dice:


    quello che encomiabili giovani fanno in Italia ed in giro x il mondo a favore dello sviluppo in Ong volontari e non retribuiti, nella popolazione cubana è una prassi che va avanti da anni, con il lavoro gratuito, il servizio civile, le missioni all’estero, generazioni si sono succedute per costruire pozzi, portare ospedali e cure mediche, istruire personale e creare scuole di base e di formazione in molti Paesi del cosiddetto terzo mondo,
    anche questa è una cosa di cui si parla poco.

    g,

  21. giuseppe dice:


    monalisa,
    sempre su internet e sulla sua molto ipotetica libertà forse molti non considerano che l’impulso principale, i motori fondamentali, l’interruttore globale della Rete è in USA e da li puo venir chiuso in qualunque momento, per qualunque motivo, essendo la rete in realta un sistema a diffusione capillare dove qualcuno riceve e manda dati tramite qualcun altro che glielo permette,
    non solo, la presunta libertà è condizionale al controllo militare tutt’oggi essendo di derivazione appunto Strategica,

    tanto da porre a Russia in condizione di tentare la riattivazione dell’omologa ex sovietica, ancora anni luce distante dal “nostro” virtuale, e stimolare chiunque voglia evitare una tale assoluta dipendenza dagli States a munirsi al più presto di satelliti e “reti” proprie,

    il comune denominatore di tanti vari interessi nazionali è evitare questo moderno giogo, x i più svariati motivi,
    e Cuba mi pare ovvio che sia in prima posizione a cercare valide alternative.

    g,

  22. monnalisa dice:

    Giuseppe, non credi di monopolizzare un po’ troppo questo luogo? Un’idea: potresti aprire un blog tutto tuo. Potresti anche averne uno, ora che ci penso. Ma qui sei un ospite, dovresti usare maggiore misura o sintesi. Doti graditissime da chiunque. I lunghi e numerosi commenti annoiano a morte. Ci hai mai pensato?

    Il socialismo è morto, il capitalismo è morto, il liberismo è morto. Bisognerebbe farsene una ragione. Sono tre “paradigmi” che hanno fallito. Il primo ormai da anni, gli altri due li abbiamo visti saltare in aria di recente e la crisi economica mondiale ne è la riprova. Il fatto è che molti (troppi!) ritengono che la fine del capitalismo, e del liberismo suo fratello, possano riportare al risorgere del socialismo. Nulla di più folle!

    Una crisi come quella che viviamo dovrà necessariamente condurre alla nascita di un nuovo “paradigma”. Il salvataggio di banche o aziende automobilistiche è l’ultimo “massaggio cardiaco” prima della fine. Questo tipo di aziende dovranno cambiare approccio, filosofia e natura. Sono dei “fossili”, giganteschi dinosauri che, per quanto si voglia provare, sono destinati all’estinzione. Fisiologica.

    Ultimo paragrafo: proibire Internet o filtrarlo (come avviene in Iran, Cina, ecc.) non ha niente a che fare con la volontà di “garantire senza privilegi l’accesso alla rete ed ai servizi online a tutta la popolazione cubana”. Giuseppe: un minimo di lucidità, per favore!

  23. giuseppe dice:


    monopolizzare mi sembra ecessivo, cmq, avrò sdegno e reazioni ad ogni falsità che leggerò,

    a monalisa ho dedicato poche righe che nn ha letto bene forse annoiata, nn si parlava di proibire alcunchè anzi di trovar alternative a un solo padrone dei fili, yanki,
    e riguardo agli scenari possibili ogniuno ha i suoi strumenti per lucidamente o meno immaginarli più o meno suffragati da teorie,
    il Socialismo Marxista non è un ideologia ma un pensiero critico in movimento e la dialettica materialista lo strumento scentifico di analisi, analisi che prevede tra l’altro le crisi da te evocate ed il loro sviluppo,,,
    poi si puo anche sostenere il disegno divino del destino, e dire che Darwin è arcaico, o che arriviamo dalle stelle,
    ma è un’altra storia.

    g,
    ps scrivi anche te così ti passa, posto ce nè, e al Lupi nn credo dispiaccia

  24. A me non dispiace nessun intervento e non censuro . Mi piacerebbe che si intervenisse restando nel dibattito civile, senza offendere. Questo per rendere il nostro blog diverso dall’originale spagnolo, come in realtà è sempre stato.

    Lupi

  25. monnalisa dice:

    Non mi sembra di aver offeso nessuno. Uno scambio vivace, se vuoi, Lupi, ma non offensivo.

    Per Giuseppe: non ho parlato di ideologia, ma di “paradigma”. Sono due cose diverse. Le ideologie, in senso stretto, non muoiono mai.
    In merito ad Internet, ormai le cose sono mutate. E da parecchi anni. E’ pur vero che il Web è una derivazione di un sistema pensato per l’esercito USA, ma da allora sono passati decenni. La Rete non è più dominio degli Yankee e potrebbe tranquillamente andare avanti anche se staccassero la spina dagli States.

  26. rosario dice:

    Giuseppe, a proposito della Costituzione puoi leggere quella italiana, ma puoi anche vedere come viene ogni giorno calpestata. Forse il livello di democrazia in un paese non si misura verificando la quantità di tornate elettorali ma analizzando la qualità del consenso. Se il consenso è scambiato, comprato o addirittura estorto, puoi votare quante volte vuoi ma non avrai mai vera democrazia. E l’Italia è il paradigma di questo adagio.
    Dipende sempre tutto dagli uomini che stanno al vertice. Come diceva quel cantante un pò noioso e raccomandato “lo Stato siamo noi, nessuno si senta escluso”. Puoi avere la migliore costituzione e democrazia sulla carta e ritrovarti in un regime, di contro, puoi avere un regime o perfino una dittatura sulla carta e per certi versi passartela meglio che in una democrazia “riconosciuta”.

  27. rosario dice:

    Lupi ha ragione. Se si urla un pò meno magari ci viene tutto un pò meglio.

  28. giuseppe dice:


    noo o, come diceva nella reclàm un buon chitarrista scomparso,
    i motori fondamentali son in USA, e se staccano rimaniamo tutti al buio,

    Qualche autorevole fonte puo confermare o smentire?,
    non è di scarso rilievo rispetto all’approccio Cubano alla questione…

    pensieri,,, l’ideologia è dogmatica e granitica, il Socialismo non lo è, tantomeno quello Cubano,
    dove un paradigma differente lo si sta praticando, una declinazione diversa moderna e pluralista del verbo Democrazia, così svuotato dagli algoritmi del Capitale nelle nostre Camere e nei nostri Paesi,

    bòn!, ma solo fino a domani, forse, cara monalisa,,, (e offendermi è davvero difficile)

    g,

  29. giuseppe dice:


    come nn detto,
    rosario, in quella Cubana sta scritto che chiunque veda calpestare i diritti sanciti nella stessa è autorizzato con ogni mezzo a difenderla,
    nella nostra questo nn è esplicitato ma ancora sentito come diritto inalienabile, tanto da costringer allo stop l’apparato P2 che ne vuol modificare la struttura portante, almeno per ora,

    ma il richiamo costante che mi vien da fare alla Costituzione è perche credo che all’interno vi siano tutti gli strumenti per ottenere quella democrazia progressiva, sviluppata, partecipativa, declinata in una forma differente dalla liberista, che nn esclude delega e rappresentanza ma che pone sotto controllo diretto degli elettori i delegati..

    un altro cantante, ne destra ne sinistra, la libertà non è il volo di un gabbiano, non è star sopra un albero, la libertà è partecipazione,
    molto diverso dalla libertà di aprire aziende e sfruttar il lavoro di operai, questa tipo di democrazia non è libertà…

    g, (sicuro di nn aver mai nè urlato ne offeso)

  30. La rivoluzione contro il tiranno è sacrosanta e la cacciata di Batista e dei suoi soci yankees lo è ancor di più. Ma è triste vedere il risultato sul lungo periodo. Ed è facile per noi giudicare dalle nostre comode poltrone.
    Chissà che farebbe il Che.

  31. Si Paolo hai ragione, purtroppo questa rivoluzione si è guastata con il tempo. Poi certo dalle nostre comode poltrone è facile fare i piccoli ribelli virtuali. Come si dice siamo tutti froci con il culo degli altri :D.

  32. monnalisa dice:

    Ottimo Paolo.
    Condivido in toto.

  33. marcello dice:

    giuseppe parla come se non fosse mai stato a Cuba. Ha mai assistito, per esempio, ad una tornata elettorale laggiù? sto leggendo il libro di Yoani Cuba Libre. non dice nulla di esagerato su come si vive nell’ isola. semmai si potrebbe dire che la situazione che decrive è addirittura edulcorata. Lei vive all Avana. In provincia è molto peggio.

  34. giuseppe dice:


    non dice nulla di esagerato e lo dice spesso in modo accattivante, non sempre ma spesso,
    la questione che propone come risolutivo, soluzionante, l’intervento liberista in economia e la creazione dei partiti,
    e qui non c’è possibilità di compromesso, la direzione è un’altra…
    Nn sono stato durante le elezioni, conosco la procedura teorica xchè l’ho letta, gli spazi sono evidenti, forse il problema è usarli,,,,
    alzare la mano nell’assemblea, ad esempio, senza paura d’offrire il fianco al nemico nè di venir tacciati d’esser nemici,,
    questo dipende dalle Cubane e dai Cubani, non certo da Raul,,,

    Per ciò che m’arriva, in campagna è m,eglio dal punto di vista dell’alimentazione ed è peggio per ciò che riguarda la ricostruzione, ma già ne parlammo, compreso la storia dell’eternit…

    g,

  35. giuseppe dice:

    … dalle nostre comode poltrone (ma io nn ne posseggo, sigh) è forse facile consigliar un sistema in cui x pagar le bollette e l’affitto spariscono i redditi principali e che c costringe ad allienare il tempo e il benessere ad un ulteriore lavoro, e viver in base alla produyyività. cosa sconosciuta in Cuba, così come la competitività,,,

    io come proletario non consiglio certo la mia condizione,,, forse che a CUba un domani saran tutti imprenditori ed intellettuali borghesi?

    g,

  36. marcello dice:

    alzare la mano nell’assemblea, ad esempio, senza paura d’offrire il fianco al nemico nè di venir tacciati d’esser nemici,,
    è ben quell che fa yoani, non credi? quello che dici è molto vero: i cubani non sono abituati a produrre e pagar bollette. ed allora qual è la soluzione? continuare così? il salto da un sistema assistenziale ad un sistema produttivo, per come fidel ha ridotto l’ isola, sarà traumatico, ma necessario. eppoi non sottostimare i cubani: già ora, per come sanno gestire il sommerso, danno prova di grande vitalità :)

  37. marcello dice:

    per ciò che riguarda la differenza fra l’ Avana e la provincia, non mi riferisco solo a dopo i cicloni. è una storia vecchia. è l’ esperienza diretta e testimonianze raccolte a lungo sul posto (nella fattispecie Nuevitas) che mi fanno dire così

  38. marcello dice:

    solo per dire che siamo due “marcello” a lasciare i commenti e che io non la penso esattamente come il mio omonimo(pur rispettandolo).mi sa che mi devo trovare un nomignolo anch’io.saluti

  39. marcelo dice:

    lo cambio io. mi tolgo una l, così divento più cubano. e m’ interessa sempre sapere come la pensi, perchè come disse valtaire “non la penso come te, ma darei la vita perchè tu ti possa semore esprimere liberamente”. cosa che purtroppo, a cuba, in questo momento è pura utopia

  40. francesco dice:

    Torno dopo un periodo di assenza causata da problemi casalinghi, anche se molti non credo abbiano sentito la mancanza…come dire Giuseppe e Marco, io credo seriamente nella vostra onestà comunista di volere difendere l’idea, eprò non capisco come si possa sacrificare sull’altare della ideologia la libertà di opinione ed espressione!!!
    Tutto qua, se ci fosse serenità nelle istituzioni cubane non avrebbero da proibire nulla; se la rivoluzione avesse davvero questo consenso tra la gente, per quale motivo vietare le voci discordanti??? Io solo questo dico: non volgliono abolire lo stato socialista perchè è il non plus ultra della perfezione:benissimo, abbiate però il coraggio di misurarvi apertamente con chi lo critica…

  41. marco il rosso dice:

    Cuba non puo essere serena perchè isolata, sotto embargo e continuamente minacciata da chi la vuole rovesciare e finanzia il peggio dello schifo, chi difende Cuba non ne difende la perfezione ma un sistema che da comunque più garanzie sociali di tutti quelli dei paesi latinoamericani, non è vero che non c’è liberta d’espressione è vero che non puo essere consentita la campagna di propaganda politica e di informazione espressione delle lobby borhesi che vogliono stabilire il loro potere, allo stesso modo delle dittature capitaliste dove i comunisti vengono perseguitati in ogni settore, dove non esiste informazione di classe, ne veri partiti comunisti o sindacati che non siano controllati dai dirigenti al servizio dei padroni. Un sitema basa se stesso sulla giustizia l’altro sullo sfruttamento.

  42. marcello dice:

    ok marcelo,sono anch’io interessato alle tue opinioni anche se i dibattiti su cuba cominciano ad annoiarmi.pur essendo coinvolto da un matrimonio,una parentela cubana molto affettuosa e anni indimenticabili vissuti da quelle parti,oggi penso che essendo cuba dei cubani è giusto che ne facciano quello che vogliono.se riusciranno a migliorarla,meglio per loro.

  43. marcelo dice:

    molto brevemente, perchè il tema non è questo. mi sembra che giuseppe dica la sua portando buoni argomenti,e che la sua idea di “sinistra” sia pienamente congruente col mondo che cammina. mentre marco mi sembra un pò il bufalo ferito a morte che spara le sue cornate a destra e a manca. forse sa ma non vuole sapere che i suoi partitucoli non esistono più, che gli operai, quasi tutti, votano lega. El pueblo unido jamas sera vencido è un bel ricordo ed ha fatto dei bei danni al pueblo. forse marco sostiene fidel perchè anche fidel sta tirando le ultime cornate in difesa della sua utopia. qualcuno ha detto” il capitalismo è una ingiusta distribuzione della ricchezza, il comunismo è una giusta distribuzione della miseria” questo è molto vero. e bisognerebbe lavorare non per distribuire miseria, ma per ridistribuire ricchezza. che non può prescindere dalla libertà.

  44. marco il rosso dice:

    difendo le mie idee con argomenti che lasciano spazio a tutte le obiezioni e le confutazioni possibili non certo a metafore fuori luogo, è il capitalismo che è una tigre di carta ed ha paura di noi, la faremo fuori ancora tante volte stai sicuro

    avevo finito di dire che non ci sono partiti comunisti ne sindacati dei lavoratori o informazione di classe in paesi che sono infatti vere e proprie dittature capitaliste, in conseguenza di ciò in Italia le masse votano lega e tutte le derivazioni possibili e pericolose del populismo di destra, dai fascisti a berlusconi passando dalla xenofobia padana che detta la linea a un governo di criminali.
    Di certo questo non è colpa dei comunisti ma del fatto che i comunisti non ci sono!

  45. marcelo dice:

    caro marco il rosso. che difendi le tue idee, ci si accorge e come. lo spazio alle obiezioni lo lasci, ma nel blog non vedo come potresti non lasciarlo. dimmi per favore quali sono le metafore fuori luogo, perchè non l’ ho capito. che il capitalismo sia una tigre di carta, non posso che essere daccordo con te: guarda cosa sta succedendo! descrivimi chi siete voi che lo farete fuori. se pensi che in italia ci siano mancanza o deviazione d’ informazione tali da influenzare fortemente le masse, prova a trasferire questo concetto a cuba. su berlusconi e la xenofobia padana, campo libero. io ho sempre votato per Emma Bonino

  46. marco il rosso dice:

    la metafora che facevi è quella del bufalo ferito a morte, penso che questo sia un modo di spostare il problema da parte di chi non ha argomenti per affrontarli, Cuba in America latina è un modello che ha vinto ed è scomodo per questo, cacciare le multinazionali e la corruzione politica fuori da un paese del sudamerica significa vincere e garantire la vita alla popolazione, in alternativa c’è però la morte la miseria e la dittatura che il capitale continuera a garantire sempre, parlate di questo lasciate perdere Cuba.. il capitalismo è il cancro del mondo.. cuba è un piccolo paese che resiste ad esso garantendo la vita dei suoi… andate in paraguay, colombia, argertina, brasile, cile andate a vedere come stannmo messi.. non c’è

  47. marco il rosso dice:

    la metafora che facevi è quella del bufalo ferito a morte, penso che questo sia un modo di spostare il problema da parte di chi non ha argomenti per affrontarli, Cuba in America latina è un modello che ha vinto ed è scomodo per questo, cacciare le multinazionali e la corruzione politica fuori da un paese del sudamerica significa vincere e garantire la vita alla popolazione, in alternativa c’è però la morte la miseria e la dittatura che il capitale continuerà a garantirle sempre, parlate di questo lasciate perdere Cuba.. il capitalismo è il cancro del mondo.. cuba è un piccolo paese che resiste ad esso garantendo la vita del suo popolo… andate in paraguay, colombia, argertina, brasile, cile andate a vedere come stannmo messi.. non c’è altra strada da percorrere nel mercato dei criminali capitalisti che sfruttano derubano e assoggettano i popoli.. la democrazia borghese non è mai esistita perche è solo una squallida dittatura che tiene il mondo alla fame attraverso guCuba non puo essere serena perchè isolata, sotto embargo e continuamente minacciata da chi la vuole rovesciare e finanzia il peggio dello schifo, chi difende Cuba non ne difende la perfezione ma un sistema che da comunque più garanzie sociali di tutti quelli dei paesi latinoamericani, non è vero che non c’è liberta d’espressione è vero che non puo essere consentita la campagna di propaganda politica e di informazione espressione delle lobby borhesi che vogliono stabilire il loro potere, allo stesso modo delle dittature capitaliste dove i comunisti vengono perseguitati in ogni settore, dove non esiste informazione di classe, ne veri partiti comunisti o sindacati che non siano controllati dai dirigenti al servizio dei padroni. Un sitema basa se stesso sulla giustizia l’altro sullo sfruttamento.
    erre e politiche di privilegio che portano al collasso..

    infatti marcelo ti consiglio di non vantarti dei radicali perche a parte le lotte sui diritti civili il loro modello è sempre stato il neoliberismo, sono guerrafondai, erano e restano a favore della guerra , irak e afghanistan, nel 99 in serbia, hanno sempre appogiato le politiche terroriste e di colonizzazione dello stato di istraele contro il popolo palestinese, e nel 94 ti ricordo che erano al governo con Berlusconi..

  48. marco il rosso dice:

    ripubblico per l’errore di pubblicazione precedente

    la metafora che facevi è quella del bufalo ferito a morte, penso che questo sia un modo di spostare il problema da parte di chi non ha argomenti per affrontarli, Cuba in America latina è un modello che ha vinto ed è scomodo per questo, cacciare le multinazionali e la corruzione politica fuori da un paese del sudamerica significa vincere e garantire la vita alla popolazione, in alternativa c’è però la morte la miseria e la dittatura che il capitale continuerà a garantirle sempre, parlate di questo lasciate perdere Cuba.. il capitalismo è il cancro del mondo.. cuba è un piccolo paese che resiste ad esso garantendo la vita del suo popolo… andate in paraguay, colombia, argertina, brasile, cile andate a vedere come stannmo messi.. non c’è altra strada da percorrere nel mercato dei criminali capitalisti che sfruttano derubano e assoggettano i popoli.. la democrazia borghese non è mai esistita perche è solo una squallida dittatura che tiene il mondo alla fame attraverso guerre e politiche di privilegio che portano al collasso..

    infatti marcelo ti consiglio di non vantarti dei radicali perche a parte le lotte sui diritti civili il loro modello è sempre stato il neoliberismo, sono guerrafondai, erano e restano a favore della guerra , irak e afghanistan, nel 99 in serbia, hanno sempre appogiato le politiche terroriste e di colonizzazione dello stato di istraele contro il popolo palestinese, e nel 94 ti ricordo che erano al governo con Berlusconi..

  49. marcelo dice:

    caro marco il rosso. ti ringrazio del consiglio che mi dai. non mi sono vantato di essere radicale. ho solo detto di aver votato per Emma Bonino. le metafore in genere non sono fatte per spostare problemi, ma semmai per farli capire meglio, con immagini più comprensibili. per il lavoro che faccio, sono stato in colombia, brasile, cile ed argentina. mi manca il paraguay. per quello che ne ho capito, la gente è molto meno stressata che a cuba. ti ricordo che, anche se è passato tanto tempo, la rivoluzione francese, quindi la “madre di tutte le rivoluzioni” l’ ha fatta la borghesia. posso farti un paio di democratiche domande? ti va di dirmi quanti anni hai e cosa fai nella vita? Non è il CDR cubano che te lo chiede. puoi rispondermi qualsiasi cosa, ma sinceramente. anche il vaffa….

  50. marcello dice:

    marcelo,in quei paesi ci sono stato anch’io,ma allora che mi dici della violenza,denutrizione,malattie infantili,bambini randagi,analfabetismo,immense sacche di povertà?tutti fenomeni che nei paesi che tu citi sono presenti.

  51. marcelo dice:

    ho letto su una pubblicazione che sicuramente non è di parte che il “bloqueo” fa comodo sia al “monstro” che a fidel: perchè da parte di fidel giustifica il fallimento del comunismo a cuba e da parte USA serve come barriera all’immigrazione clandestina da haiti ed altri paesi che ora filtrano solo attraverso il messico. ed inoltre è filtro per la droga colombiana. non mi sembra un’ analisi campata in aria. che ne pensa marco il rosso?

  52. marcelo dice:

    caro marcello, vedo che non sei poi così stanco del dibattito. mi fa piacere. hai ragione.a cuba tutti i bambini hanno una casa ed un’ istruzione.però penso che cuba, per avere la stessa cosa, probabilmente avrebbe potuto pagare un prezzo meno caro. di sacche di povertà non parlerei , perchè cuba è un’ unica sacca di povertà e denutrizione. vogliamo parlare della violenza? non so ora, ma qualche anno fa cuba si fregiava del record di essere il quarto paese del mondo riguardo alle condanne capitali , non in assoluto ma in relazione al numero degli abitanti. per quanto riguarda la violenza quotidiana, nulla si scrive ma molto si sa. io vivo parte del mio tempo a cuba, avendo una moglie cubana ed una figlia di 15 anni. nella nostra piccola realtà, ti posso assicurare che ci sarebbe da riempire molta cronaca. e cuba è un paese piccolo, ben circoscritto, e con pochi abitanti. lula da silva sicuramente ha più problemi da risolvere

  53. marcello dice:

    sulla violenza quotidiana e domestica a cuba sono d’accordo con te.sulla denutrizione un pò meno,non c’è abbondanza,ma non parlerei di denutrizione.il dibattito mi stanca in base alla qualità degli interlocutori.quando posso confrontare le mie esperienze con quelle degli altri,con cognizione di causa e serenità di giudizio(come nel tuo caso),sono sempre disponibile.
    e così anche tu sei finito fra gli artigli di una cubana…a chi lo dici.ti saluto cordialmente.

  54. rosario dice : Ho come l’impressione che le questioni accessorie (internet si o no, libertà di stampa, libertà di associazione politica, etc.) abbiano il compito di nascondere quella principale.

    Caro Rosario, è sempre stato così ! I leninisti e gli stalinisti, come tutti i marxisti d’altronde, hanno sempre affermato che quelle che tu chiami ” questioni accessorie”, sono vezzi piccolo borghesi e con questa scusa hanno sempre represso e censurato quelli che non la pensavano come loro.

    In pratica hanno sempre sostenuto, per giustificarsi, che era lecito fare del male a fin di bene. Questa filosofia è alla base di ogni Stato Etico, sia esso fascista, leninista, stalinista, nazista, maoista o castrista, per non parlare di altri energumeni tipo Pol Pot etc… etc …

    Il comunismo o è libertario o non è ! E Cuba è una società non libera, in quanto, come già denunciava Cienfuegos, “mata los companeros!” Dopo questa denuncia l’aereo che lo stava riportando all’ Havana esplose …

    Caro Rosario, devi sapere che la libertà è un potentissimo strumento economico, a condizione che sia il sistema comunista ( a ciascuno secondo i propri bisogni e da ciascuno a seconda delle proprie possibilità), che quello collettivista ( a ciascuno a seconda del proprio lavoro) che quello cooperativista, o semplicemente individualista, abbiano la libertà di sperimentare quale dei tre è il migliore o il più adatto alle diverse e differenti realtà locali.

    Il sistema del Soviet non doveva essere un sistema chiuso o imprigionato nella centralizzazione statale, doveva essere un sistema aperto alla sperimentazione … ma così non fu, ed il sistema è imploso miseramente!

    La burocrazia di Stato che vi governa è stata la prima nemica della Rivoluzione Cubana ne è stata la soffocatrice …
    le conquiste della rivoluzione, istruzione, alimenti per i bambini ed i bisognosi, cure mediche, tutte conquiste, tutti miglioramenti certamente importanti, ma ricordati che anche sotto il nazismo non esisteva disoccupazione e miseria … ma in cambio il regime esigeva ordine ed obbedienza e creava sudditi non cittadini! Esattamente come i vostri tiranni, a partire dal CHE’, fino a Fidel ed oggi Raul.

    E’ inutile che vi piangiate addosso denunciando il sabotaggio economico degli USA! Cosa pretendete da un nemico ?
    Aiuti, comprensione, dialogo ? Quella è una società della libertà di “libere volpi tra libere galline”, trattare con costoro significa accettarne poi i condizionamenti !

    L’unica strada per Cuba è la libertà ai cubani di scegliere loro cosa vogliono ! Lo sfruttamento capitalista non può essere sostituito da uno sfruttamento di avannguardie tecno-burocratiche, di mosche cocchiere della rivoluzione che ricreano il privilegio e lo sfruttamento. In questo modo “tutto cambia purchè tutto resti come prima” !

    Penso che ormai sia un pò tardi, uomini come “marco il rosso”, rappresentano la peste per ogni rivoluzione, ne rappresentano l’ostacolo principale per il loro cammino, sono i cani da guardia del “regime” basato sulla autorità, sulla violenza, sul privilegio e l’arroganza del potere. Infine che mestiere fanno ? Gli hai mai chiesto come si guadagna da vivere ? Dubito che sappia mettere a dimora una pianta, un fiore, un seme di speranza …

  55. rosario dice:

    Caro Alfredo,
    mai messa in dubbio l’importanza della libera circolazione di idee in un paese che si definisce libero. Si tratta di una delle risorse fondementali di qualunque democrazia.
    Volevo solo dire che, come insegnano i fondamenti del pensiero politico laico e liberale, bisogna adattare le proprie azioni politiche alle particolari contingenze in cui ci si trova ad agire.
    Senza “priorità assolute” stabilite in nome delle ideologie. Così pensano i laici in politica. Non fanno proclami.
    Adesso, secondo molti, le priorità sono di ordine economico. A me sta tanto a cuore la condizione economica dei cubani perchè credo di conoscere a fondo la realtà dell’isola. Poco importa, sempre secondo molti, in questo momento, se puoi navigare in internet liberamente o meno. I problemi sono altri. E i giochetti e gli enigmi mediatici proposti da certe parti dell’opposizione hanno come obbiettivo finale solo la confusione.
    E c’è anche chi considera la pur sacrosanta liberazione dei prigionieri di coscienza come precondizione assoluta per il dialogo. Questa parte fa semplicemente il gioco di chi vuole che nulla cambi. E non so fino a che punto lo faccia in buona fede!
    Forse, in questo momento, la leva economica è l’unica che può sbloccare la condizione dei rapporti tra le parti.
    E in questi giorni, chi sta attento a certi segnali, avrà ben capito che questa è destinata solo ad incancrenirsi ulteriormente se non si fa qualcosa subito.

  56. Caro Rosario,
    il potere conosce solo la leva del potere … centralismo ed autoritarismo !
    L’idea che uomini liberi vogliano sperimentare forme di autogestione al di fuori della guida del “partito”, inteso come avanguardia rivoluzionaria, lo fa rabbrividire e per ostacolare questo progetto, mette in galera, reprime, arresta, chiude giornali, spegne radio, blocca il libero accesso al web, insomma, non solo impedisce la libera circolazione delle idee, ma degli uomini e dei loro progetti.

    La questione di Cuba non è economica, la questione di Cuba è politica !

    Anche Marx pensava che una volta risolto il problema della “struttura”, poi le classi sarebbero scomparse e lo Stato borghese si sarebbe estinto, sostituendo “al governo sugli uomini l’amministrazione delle cose” ! Purtroppo questa illusione ha significato repressioni e genocidi. Le modificazioni strutturali da sole non hanno impedito il proliferare di nuove classi egemoni e di nuovi privilegi, col risulato che una rivoluzione vittoriosa ha trasformato in un lagher la società, la socializzazione forzata dell’economia una tomba per lo sviluppo, con alla fine del tunnel la non lieta prospettiva dell’avvento di una società consumistica…

    Finchè esiste una possibilità di non regredire in questa situazione involutiva, i cubani dovrebbero pensare alla distruzione del potere castrista, per instaurare una autogestione delle loro vite, sia in campo economico che sopratutto in campo politico. Non esiste alternativa a questa feconda utopia, da una parte Raul, dall’altra Obama! Sono due aspetti della stessa medaglia, dove il fine è il profitto ed il potere per il potere, il suddito e non l’uomo.

    In fine perchè aspettarsi sempre dagli altri la liberazione ? Quando capiremo che dipende solo da noi stessi ?

    Ti ringrazio per la’attenzione e buona domenica

  57. marcelo dice:

    alfredo, marco il rosso per farti dispetto sarebbe capace di dirti che fa il giardiniere….

  58. marcelo dice:

    caro marcello, sono finito fra gli artigli di una cubana circa 16 anni fa, all’ inizio del “periodo especial”. abbiamo messo al mondo una figlia, solo perchè c’ era la certezza che il gringo, o lo yuma, che ero io, poteva assicurare il necessario per una crescita decente della bimba. poi, appena è stato possibile, le ho portate in italia. Quello che scrive Yoani, mi riporta pari pari a quei tempi. allora era molto più dura che adesso. avrei cose da raccontare difficili da credere. noi qui, facciamo begli esercizi di cultura sociopolitica, spieghiamo quello che abbiamo letto o riportiamo quello che abbiamo copiato. e ci scordiamo un pò della realtà. visto che il blog è di Yoani, cerchiamo di attenerci ai suoi inputs. una domanda a tutti: avete mai avuto la sensazione che nel blog ci siano inserimenti sospetti? io si. ci sono da pochi giorni, ma ho avuto questa sensazione. non mi riferisco a marco il rosso, poverino. ma mi sembra che qualche infiltrazione ci sia da parte del grande fratello

  59. marco il rosso dice:

    alfredo mazzucchelli di marxismo ne sa come dei cavoli a merenda, e penso che non sia questa la sede per dargli lezioni di filosofia politica, della peste sono ammorbate le sue basse provocazioni da anticomunismo dei poveri, il crollo degli stati socialisti ha cause che non hanno a che fare con i soliti luoghi comuni e non puo essere certo ricondotto alla teoria marxiana, infatti per essi non si puo certo parlare di fallimento di un sistema semplicemente perche la storia è fatta di lotte, in questa lotta ha avuto la meqlio tendenza ideologica espressione della borghesia che dall’interno dell’apparato di stato ha portato alla disgregazione dell’URSS, per i veri comunisti marxisti leninisti quel crollo è semmai la controprova del fallimento storico della revisionismo borghese che ha portato alla deriva politica quegli stati e che ha influito negativamente anche sull’evoluzione del socialismo a Cuba, per intenderci il regime di coesistenza pacifica tra i due blocchi portato avanti da burocrati controrivoluzionari alla Krusciov dal 53 in poi è quanto di piu lontano dalla teoriae dalla prassi di marxiana e leniniana memoria, quindi la finisca mazzucchelli di riempirsi la bocca di parole come struttura ed estinzione delle classi perche non sa di cosa parla..

    suscitare l’inimicizia e la povera e bassa rabbia anticomunista di certa gentaglia deve farci ricordare sempre di essere per la giusta strade quella della classe! Ciò di cui dovrebbe vantarsi anche Minà che ha stuzzicato la feroce reazionaria Yoani travestita da intimista!
    Il giorno in cui andremo d’accordo con certa gente saremo solo dei traditori!

  60. marcelo dice:

    caro marco il rosso quello che ammiro di te è l’ intensità con la quale sostieni le tue idee. quello che mi fa essere critico nei tuoi confronti, è la sensazione che tu non sia disposto a metterle in discussione e che, nell’ accaloramento di proporle, perda un pò il senso della misura col risultato di diventare poco credibile

  61. marco il rosso dice:

    difendere con fervore la giusta teoria e parlare di storia dei movimenti rivoluzionari da sinistra non è poco credibile lo è l’anticomunismo che utilizza la teoria a proprio piacimento partendo da cio che non conosce non certo chi riconduce la teoria alla vera conoscenza storica..

  62. hahaha,
    marco il rosso supera se stesso ! Non sei nemmeno un poco originale !

    Cosicchè la teoria che è infallibile, ma è chi la applica è lui che sbaglia ! Vecchie ed abusata argomentazione Stalinista per giustificare i suoi fallimenti e quelli del SUO sistema!!! Naturalmente ciò gli diede anche lo spunto per iniziare le grandi purghe di metà anni ‘30 !

    Non ho bisogno di lezioni di marxismo, da un fanatico come te, poi ! Sarebbe come sparare sulla Croce Rossa !

    Ma una cosa te la voglio dire, marco il nero, il marxismo, a 150 anni dalla sua formulazione o meglio dire dalla sua asemblazione, ha sbagliato tutte e quante le previsioni fatte nel campo della sociologia … se fose stato un metereologo, avrebbe mandato gli uomini in costume da bagno in Siberia … ma a questo ci hanno pensato i suoi epigoni.

  63. marcelo dice:

    caro marco il rosso non ti conviene molto parlare di vera conoscenza storica, perchè lasciando in pace la croce rossa,quello che è successo nei lager in siberia non ti può aiutare molto nelle tue esposizioni.

  64. giuseppe dice:


    lager…
    che c’entrano con Cuba?
    che c’entra tutta sta menata anticomunista con un Paese che sta eleborando un’evoluzione del patrittismo collettivista in Socialismo, con tutte le difficoltà dovute ad percorso inedito nella storia politica e sociale dell’età moderna,
    Stalin era parte della controrivoluzione che ha portato la tragedia in mezzo mondo,
    ancora dobbiamo star lì a discernere su questioni storiche confondendole con quelle filosofiche e politiche?

    Cuba ha la possibilità di evolvere la Rivoluzione, proseguirla, e senza abbandonare il Marxismo, anzi, la dialettica materialista è lo strumento per analizzare ed elaborare pianificando i passi necessari, economici e politici, tali da portare la pratica in una fase di democratizzazione del benessere e dei consumi,
    non sono le ricette del FMI la soluzione, e neanche il Capitalismo di Stato di stampo sovietico al quale Cuba nn ha mai aderito efficacemente, è una strada nuova ed è una strada Latina, finalmente, chiamiamolo paradigma se piace di più, ma differente anzi antagonista al modello anglosassone che determina lo sviluppo capitalista dalla rivoluzione francese in poi…

    g,

  65. marcelo dice:

    anzi, la dialettica materialista è lo strumento per analizzare ed elaborare pianificando i passi necessari, economici e politici, tali da portare la pratica in una fase di democratizzazione del benessere e dei consumi,

    fai il politico, per caso? forse tu e qualcun’ altro ci capite qualcosa in quello che scrivi. io non sono un granchè, ma se mi parlano chiaro capisco.Non so quale sia la “Cuba che ha la possibilità di evolvere la rivoluzione”, ma sò per certo che la quasi totalità dei cubani ne ha piene le tasche della rivoluzione di fidel. E più che democraticizzare il benessere ed i consumi, vorrebbe poter usufruire di benessere e consumi. per quanto riguarda il paradigma cubano, ho la netta sensazione che finrà con la prossima “assenza biologica” dei due dioscuri . scusa la franchezza.

  66. adesso che hai svolto il tuo compitino, peppino, spero che tu ti senta meglio ! serigrafia essenziale di un vetero marxismo!
    Ma sai, c’è sempre un ma ! L’ Isola è un lagher, ovverossia un non luogo, una non libertà! Solo le mosche cocchiere della rivoluzione sono libere, libere di opprimere un popolo che si dissolverebbe dalla vostra tirannia sol che potesse fuggirne! Sono i condannati ad una pena coloro che non possono fuggirne, che non possono allontanarsene, sono i forzati del Regime castrista che da 50 anni si dibatte nelle sue inefficienze e nei suoi privilegi, riservati esclusivamente ad una nuova classe egemone, che il marxismo, per sua insufficienza teorica non poteva prevedere … avete creato una immensa galera e l’avete chiamata socialismo! Avete creato, o meglio ci avete provato, a creare una società di formiche, ubbidienti al solo istinto, ubbidienti ad un programma di minima sopravvivenza … avete clamorosamente fallito e sotto ogni latitudine !

    Lasciate liberi di andarsene quelli che vi rompono i coglioni, quelli che trattenete con la forza del vostro potere, quelli che si vogliono liberare di voi ! Ma non lo fate! PERCHE’ ? Si dice, a nemico che fugge ponti d’ oro! Vi manca forse l’oro ? A noi basterebbe un semplice visto di uscita!

    Permettete ai cubani che vogliono rientrare, di tornare ad abbracciare dei loro cari, a calpestare il suolo dove sono nati, dove hanno stretto le amicizie, dove da giovani hanno provato i primi palpiti d’amore ! Ma no ! Non sia mai detto che permettiate di rientrare a dei provocatori, a degli agenti del capitalismo …

    Così nè dentro nè fuori, basta che siate voi a decidere, a comandare sulla vita e sulle passioni degli altri, di chi non la pensa come voi !

    “Cuba non ha mai aderito efficacemente al capitalismo di stato di stampo sovietico ! ”
    Questa è l’ultima battuta sul fesso !

    Capitalismo di Stato significa statizzazione delle terre, delle fabbriche e di tutte quelle attività che lo Stato ritenga strategiche per i suoi programmi di centralizzazione dell’economia, quindi espropriazione dei mezzi di produzione a favore della collettività.( Lo Stato Bolscevico, come paradigma )

    Il sistema capitalista, pur nelle sue aberranti contraddizioni, ha salvato parte del pianeta dalle carestie e dalla miseria, ha organizzato un modello di sviluppo certamente da emendare e cambiare profondamente, ma questo non può avvenire secondo i canoni marxiani, delegando alla sola struttura il compito di costruire una società senza classi e senza sfruttamento, è la sovrastruttura che ricrea la schiavitù, l’oppressione ed il privilegio della nuova classe, della tecnoburocrazia di stampo leninista-stalinista.

    Il marxismo è ormai una teoria ferma ai tempi del fuso ed all’arcolaio, fallace e fallita laddove ha tentato di rimediare, col potere allucinato di imporre la giustizia e la libertà. La libertà e la giustizia non si impongono, si costruiscono giorno per giorno con la reciprocità e la sperimentazione, unico sistema scientifico che ci consente di volta in volta di adottare quel metodo che l’esperienza ha riconosciuto come valido.

    Voi vi siete dedicati alla pratica del “fare del male a fin di bene” ! Bene, ci avete provato ad emulare Machiavelli ma avete fallito, non poteva essere altrimenti, vi concedo l’onore delle armi, ma adesso è giunto il momento della necessaria catarsi … uscite docilmente ed in maniera nonviolenta dalla scena, lasciate il posto all’umanità che vuole costruire in libertà e reciprocità una grande utopia, l’utopia della solidarietà e dell’amore tra gli uomini, al di fuori e lontano dalle ideologie, lontano dagli Stati Etici.

    Le colpe dei vostri fallimenti a catena non possono perennemente essere scaricate sul nemico di classe … troppo comodo ! Il nemico di classe fa il suo dei mestieri! E non c’è determinismo marxiano che tenga, da invocare! Qualche volta è necessaria l’autocritica, il riconoscimento dei propri errori e fallimenti, altrimenti finirete con l’attribuire al turismo sessuale l’unica speranza di riscatto economico di una Nazione.

    A proposito della Rivoluzione Francese non sarà male rammentarti che fu figlia dell’illuminismo, di quel movimento culturale che considerò la ragione il calibro della civiltà, fu certamente un movimento per certi aspetti velleitario, ma instillò negli uomini l’amore per la libertà ed il rispetto delle idee degli altri. Thomas Jefferson, terzo presidente degli USA, estensore della Costituzione Americana, ebbe a considerare che ” forse all’umanità gioverebbe la benedizione dell ‘ autogoverno” ! Se tu volessi approfittarne …….

  67. giuseppe dice:


    a parte l’assoluta parzialità dei dati e delle azzardate conclusioni
    (sul capitalismo di stato vasta è la letteratura, s’informi prima di ridurre a formulette)
    il discorso sulla struttura dello Stato e nel ruolo secondario rispetto alla necessità di avere una asse di trasmissione dialettica dinamico è stato affrontato e da diverse angolazioni,
    a Cuba credo sia uno degli argomenti su cui si giocano trasformazioni possibili,
    possibili, strana parola x chi come lei anela ad ipersoluzioni, tragiche nella loro essenza in quanto irragiungibili,

    i successi a catena delle pratiche collettivistiche hanno permesso l’evoluzione della specie umana,
    non le pretese individualiste della soprafazione e del dominio,
    quest’ultime anzi hanno spesso portato sull’orlo del baratro,
    ed ogni volta più vicino,

    o socialismo o barbarie non è uno slogan ma una reale prospettiva,
    sopratutto ora e a Cuba

    g,

  68. In effetti, giuseppe, sul capitalismo di stato la letterature circa i suoi clamorosi fallimenti è ricchissima, sono d’accordo!

    sul fatto dell’asse di trasmissione dialettica … mi scusi sa, ma non ho mai saputo che la dialettica avesse bisogno di un asse di trasmissione, forse a Cuba, o nel vicino triangolo delle Bermude !!!

    L’unica trasformazione prevista a Cuba sarà molti passi indietro, come i gamberi e proprio nelle mani del neoconsumismo!

    Sulle pratiche collettivistiche sono daccordo con lei, è stata sempre la solidarietà l’elemento distintivo della razza umana nei confronti degli animali, il collettivismo è solo un aspetto del socialismo, come del resto il comunismo.

    Io aggiungerei o socialismo libertario o barbarie, ma al momento la sua collocazione non è individuabile, forse nel movimento zapatista ?

  69. Leonardo Mesa dice:

    Tonybola, in Cuba non si guadagna di più per essere dottore di ricerca o meno, si guadagna secondo il lavoro effettivo che si fa. L’essere dottore permettere avanzare di livello nell’università e centri di ricerca.
    16 dollari non è uno degli stipendi più alti, visto che il medio (statale) è equivalente a 18 dollari (415 pesos). Il costo di luce, acqua, telefono non sono 185 pesos (8 dollari), se non, ovviamente nei consumi e la quantità nel nucleo familiare. Un nucleo medio di 4 persone paga intorno ai 60 pesos.
    L’affitto statale non può essere superiore a un 10% dello stipendio di chi è proprietario di casa, misura approvata e inalterabile dal 1959, dopo il presidente mulato, Batista. Quel presidente mulato che, alla fine gradì all’oligarchia e diviene “bianco” perché, eccetto lui, tutti gli altri continuarono a essere neri e mulati. Batista inscrissi tutti suoi figli come di «pelle bianca», anche si il loro naso somigliava molto a quello di .
    Il Blocco fu multilaterale fino agli anni 70; ovvero, nessun paese americano poteva commerciare con Cuba. Si sono rifiutati soltanto Messico e Canada, il primo per la sua tradizione il secondo per il suo potere.
    I turisti del mondo capitalista potevano entrare in Cuba. Molte non andavano per le ritorsioni del Blocco e per l’antipropaganda turistica. Sono stati gli Stati Uniti (e non Cuba) dal 1962 a proibire a suoi cittadini recarsi a Cuba ed sono stati gli Stati Uniti a sospendere l’emigrazione legale di cubani verso loro paese.
    Prima del 1976, nonostante tutto, arrivavano turisti capitalisti, soprattutto spagnoli e canadesi. Dopo, con gli accordi Carter, gli esuli cubani, le «farfalle».
    Sino alla fine degli anni ’80 la priorità turistica l’avevano i cubani. Già in quel tempo, sapendo quel che si avvicinava, si promozionò il turismo straniero. Dopo, con la crisi dei ’90, la priorità si invertì: apertura totale al turismo straniero, proibizione di accesso alla maggioranza delle istallazioni per i cubani, eccettuando una quantità (più grande di quel che si dice) però soltanto come premio al lavoro, fondamentalmente fra maggio e ottobre che sono i mesi di bassa.
    Batista non era nero, era mulatto. Non vorrei che si sentirsi male. Il fatto di essere mulato, all’inizio, non era ben visto dall’oligarchia. Si veda la storia: appoggiato dai comunisti (anche per altre circostanze), bocciato dall’oligarchia rappresentata dei governi chiamati «autentici».
    Batista era mulato però non levò nessuna delle misure razziste che in Cuba prevaricavano, a cominciare della segregazione dei club in neri e bianchi, il divieto di accesso alle spiaggia, il minore stipendio e i lavori più dire (eccettuando quelli della manifattura dei sigari).
    Batista iscrisse i suoi figli come di «pelle bianca», nonostante il loro naso fosse molto simile al di nostro simpatico «fratello» Idris.

  70. Leonardo Mesa dice:

    Monnalisa, lei cita dei paradigmi falliti. Bene, perché il socialismo che – secondo lei – è fallito deve smetterla, mentre il capitalismo, anche queste – secondo lei – fallito, dovrebbe continuare? Un altro paradigma? Un altro sistema? Bene! Ma quale?
    La sua posizione odora della già – e ancora – sventolata concezione della fine dei paradigmi (conosciuti), delle storie e delle ideologie. Concezione che non fa altro che perpetuare quel che c’è in attesa di un non si sa che.
    Tanto il socialismo come il capitalismo hanno dei difetti. Potrebbero essere, tutti due, migliorati.
    Se il capitalismo abbandonassi lo spreco dei pochi e lo sfruttamento dei molti, andrebbe benissimo. Purtroppo, non sarebbe più capitalismo e si avvicinerebbe, nonostante tutti difetti, al socialismo.

  71. giuseppe dice:


    non mi devo collocare, nè ne sento il bisogno,se nn all’interno della Specie, genere maschile,
    certo che il Capit di Stato non è altro che Capitalismo,
    quando lo Stato si occupa dell’economia nel capitalismo lo fa in funzione dello stesso e dei suoi bisogni,
    a volte inventa così una dittatura, Franco, Stalin, Mussolini…sono gli esempi di dittatura( anche se per stalin è + complesso il legame alla reazione mondiale)

    diverso è la dittatura del proletariato dove x dittatura si deve intendere l’obbligatorietà della società intera di seguire le istanze delle classi alla base della piramide xchè questi sono gli interessi della reale maggioranza del popolo,
    non si può parlare di dittatura di Castro, è storicamente e politicamente sbagliato, secondo me,

    e non ho mai scollato nel mio lungo percorso politico la parola comunismo dalla parola libertà, ma entrambi le definizioni si prestano a strumentalizzazioni a volte fino ridicole,,, ad es: casa delle libertà

    g,

  72. come mai ogni volta che scrivo VIVA FIDEL sul blog originale cubano di YOANI mi viene cancellato ???

    chi mi risponde ???

    katia


  73. Anche oggi ho provato a scrivere
    VIVA FIDEL ALEJANDRO CASTRO RUZ
    sul blog originale cubano di Yoani
    ma mi à stato cancellato - PERCHE?
    Chi mi risponde seriamente ? —
    ciao da katia —

  74. A CUBA ANCHE GIOVANI ITALIANI AL CONVEGNO MONDIALE
    DEDICATO AI CINQUE EROICI ANTITERRORISTI CUBANI
    DA OLTRE DIECI ANNI NELLE PRIGIONI STATUNITENSI -

    Fonte Liberazione del 24-05-09 <<< vedi sito :::

    http://www.liberazione.it/giornale_articolo.php?id_pagina=68108&pagina=10&versione=sfogliabile&zoom=no&id_articolo=464816

    ———————————

  75. RZZqey comment3 ,

  76. SALVE, SONO SPOSATO CON UNA BELLA RAGAZZA CUBANA CHE MI HA MESSO AL CORRENTE DI COME SI VIVE A CUBA, L’HO VISTO ANCHE CON I MIEI OCCHI, QUINDI INVITO I BALDI E FIERI “COMUNISTI ROSSI NEL CUORE” A SALUTARE I LORO CARI E LA BORGHESIA IMPERANTE NEL NOSTRO PAESE PER FARE VELA VERSO CUBA…MA SENZA PIU’ RITORNO! SCOPRIRANNO COSI’ CHE SIGNIFICA FARE IL COMUNISTA DA QUELLA PARTI, CONSIGLIO ANCHE LA BULGARIA O L’UCRAINA. BON VOYAGE COMPAGNUCCI….!
    è duro rinunciare al pc nuovo comprato dall’odiato papi borghese, alla cena pronta, alla spesa coi soldi di mamma e al guardaroba alternativo? andate a lavorare merdine.

  77. Herman Rodriguez Perez dice:

    Todos sabemos q Cuba, su revolución, su famoso socialismo ha sido y es la mentira mas bien marketida de la historia contemporánea, claro!! para esto los dictadores y asesinos de los Castros han utilizado los recursos económicos del pueblo ,primeramente buscando la vanagloria personal , para hacer crecer su ego, y su poder , que es tan grande como el propio marketing de la revolución cubana.
    Tienen los medios represivos mas criminales del mundo.
    Pero lo mas interesante es que siempre la verdad se impone , todos los cubanos saben que los Castros y su revolución es una maquinaria diseñada para matar, cauteriza la creatividad , acaba con los valores y a creado un hombre nuevo desprovisto de ética, valores humanos , incorporándoles una psicología social fundamentada en la supervivencia , si hay que robar roban , si hay que matar matan, y si hay que chivatear chivatean todo por ese instinto de supervivencia.
    El panda, le chocolatín ubre blanca, y todos los inventos del ególatra del asesino de Fidel Castro.
    Solo nos queda llenarnos de coraje y salir a las calles a protestar como en Iran millones, con millones en la calle los dictadores se tambalean, hasta caer

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  81. Ho appena vissuto sei mesi a Cuba è adesso posso esprimermi ancor più con cognizione di causa: sono sempre io, Giordano Zordan, quello che aveva tentato di partecipare umilmente al dibattito nel famoso blog “Generacion Y”. Yoani Sanchez mi tagliò senza pietà, dopo appena tre interventi a “favore” di Cuba. Non avevo insultato, né avevo tenuto comportamenti maleducati. Inviai anche una mail direttamente a Yoani, ovviamente in spagnolo, ma non si degnò neppure di rispondermi. Bella libertà, avevo protestato, quella che si scelgono loro, quella richiesta a gran voce dal blog e dal sig. Gordiano Lupi, che, guarda caso, ritrovo qui come fido collaboratore.

    Quando scrissi al sig. Lupi della mia brutale eliminazione dal blog, ovviamente non ci credette. Ovvio, non si può credere a fatti che obbligherebbero, se non a un cambio radicale di valutazione, almeno a una piccola correzione di rotta. Noto che il vizietto di censurare quanti non la pensano come Yoani continua, a giudicare dalle lagnaze di molti.

    Rifaccio la solita domanda, non me ne servono 50, come quelle di Tampico, alle quali ha già risposto esaurientemente Leonardo Mesa: a Cuba non c’è il Paradiso, ma nessun cubano vorrebbe vivere ad Haiti, Rep. Dominicana, Belize, Nicaragua, Honduras, Salvador, Portorico, Guatemala, Perù, Bolivia, Colombia, Argentina, Cile, Brasile, Messico, tutte “democratiche” e senza i cattivoni Castro, mentre la stragrande maggioranza degli abitanti dell’America Latina vorrebbe avere, ALMENO, le condizioni di Cuba. Come mai? Un premio a chi saprà rispondermi.

    Ma tutti questi signori che straparlano di libertà, con la pancia piena e pieni di diritti che altri, di idee diametralmente opposte alle loro, hanno conquistato anche per loro, e che ora stiamo perdendo uno dopo l’altro, sanno cos’è l’embargo a Cuba? O si rifugiano nel comodo e assurdo “è un alibi per i Castro?”. Allora, scusate, ma se favorisce i Castro, sono tutti deficienti i dieci Presidenti Usa che si sono succeduti nell’inasprire le sanzioni contro Cuba?

    Perché non parlano mai di giustizia? Solo di libertà. In Italia è pieno di vie e piazze “Libertà”, ma vie e piazze “Giustizia” non ne ho mai viste. Sarà che “Tra il debole e il forte, è la libertà che opprime, e la legge che libera”, un detto che ci arriva dal lontano 1700 (J. J. Rousseau), ma che sembra non sia stato ancora capito!

    Sanno questi signori che, fino al 2007, il danno economico del bloqueo è intorno ai 90 miliardi di dollari, senza contare i danni per attentati, sabotaggi, tentativi d’invasione? Sì, perché Cuba, da cinquant’anni, anche se i turisti non se ne accorgono, o non lo vogliono vedere, è un Paese in guerra. E grazie, se non ci sono le libertà a cui siamo abituati noi ricchi del primo mondo! Grazie, se Cuba ha a tutt’oggi la sindrome dell’accerchiamento cui rispondono a volte con durezza.

    Il blocco e le sue molteplici aggressioni hanno provocato finora più di 3.000 morti e oltre 2000 feriti. Che cosa dovrebbero fare? Porgere cristianamente l’altra guancia? Non c’è spazio qui per riassumere le innumerevoli nefandezze che gli Usa hanno inflitto a Cuba con l’intento di portare la loro “democrazia”, così come vogliono fare in Iraq e in Afganistan, per citare solo gli ultimi anni.

    Per finire, vorrei sottolineare un aspetto che ritrovo in quasi tutti gli interventi. La non troppo celata stizza per la povertà dei cubani, che ovviamente sarebbe causata dai Castro. Ma vogliamo paragonare le condizioni pre-Castro con quelle post? Ancora, non c’è spazio per enumerarle. Se mi permetteranno di continuare su questo blog, posso anche enumerarle una ad una, così, solo per fare memoria.

    E poi, perché tanto stracciar di vesti per i “poveri” cubani, quando in Italia si respingono ogni giorno veri e propri miserabili, colpevoli solo di chiedere un piccolo aiuto alle nostre pance obese? Scusate, ma i ragionamenti che vedo scritti in questo blog sono in linea con chi approva i respingimenti coatti di chi ha meno di noi, per paura di perdere qualche privilegio. Se si hanno a cuore i “poveri” cubani perché non anche i magrebini, i rumeni, i senegalesi, ecc. Anche qui, come per la libertà che vorrebbe Yoani, si hanno a cuore solo le povertà che fanno comodo.
    151.

    Da quanto ho potuto costatare, a Cuba ci sono internet point per turisti (6 Cuc/ora) e anche per cubani (1 Cuc/ora). Inoltre, qualunque cubano può usare la posta elettronica accedendo negli uffici postali delle città che ho visitato. Quindi, il fatto propagandato da Yoani è vero (un cubano non può accedere da hotel) ma distorcente la realtà, in quanto i cubani si possono rivolgere altrove (e ne sono ben contenti, vista la differenza di costo).

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  98. Il sistema Cubano ha sicuramente dei problemi da risolvere.
    Ma quali DEMOCRAZIE non ne hanno?
    Gli USA forse non ne hanno? provate a sentire i disoccupati, i barboni, i senza casa, i clandestini-
    Pensate che nel 2010 per garantire un minimo di sanità a tutti stà succedendo il finimondo !
    Questa è democrazia ? chi ha più soldi detta legge e gli altri ad ubidire.
    In Italia forse siamo in una democrazia compiuta? neanche per sogno !
    I pochi giornalisti liberi perdono il posto.
    I politici hanno sostituito i Nobili in tuttu per tutto, aroganti, inpunibili, hanno leggi su misura per loro, rubano e non si presentano ai giudici.
    In Italia Internet viene messo ogni giorno sotto accusa e siti non conformi con il pensiero unico vengono chiusi.
    Le carceri sono pieni di detenuti senza processo tra loro anche per reati politici, mentre i grandi corruttori e
    sfruttatori sono il libertà.
    Ogni anno muoino più di 80 persone in carcere , senza cure , picchiati e spesso lasciati uccidere da rivali.
    In Italia comici e Vignettisti vengono denunziati e i loro programmi ostacolati in tutti modi.
    Cuba non sarà un esempio di grande libertà, ma quale paese della sua area geografica lo è ?
    Perchè si parla male solo di Cuba e non di tutti glia altri paesi dell’America Latina dove le condizioni di vita sono veramente impossibili, dove la fame , la miseria , le ingiustizie sociali la fanno da podrone?
    Come fà Yoani a scrivere quello che vuole ?
    O non è proprio come dice lei , ho il Sistema vuole che scriva, altrimente avrebbero chiuso il Sito o trovato un modo per non farla più scrivere, …in altri paesi l’avrebbero CONVINTA a smettere.
    Le carceri di tutto il mondo sono pieni di prigionieri che gli stati definiscono terroristi e altri definiscono combattenti per la libertà.
    Per colpa dell’anacronistico embargo Amerikano Cuba vive una situazione econamica e politica precaria, grazie al turismo stà venendo sù, ma gli “amici amerikani ” ingordi , per quadagnare sempre di più, incuranti dell’ecologia, hanno causato un altro disastro di proporzioni Bibliche, con il rischio che la Marea nera tocchi anche Cuba.
    L’ennesimo regalo del capitalismo a Cuba e al Mondo intero

  99. Vashgeofehoca dice:

    estimate abirbalk 3

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