
Le due notizie si sono succedute una dopo l’altra, così contraddittorie che lo stesso annunciatore ha dovuto fare uno sforzo per nascondere lo sconcerto. Nella prima si parlava della concentrazione popolare in occasione del prossimo primo maggio, mentre la seconda decretava la fase di allerta di fronte alla minaccia di una possibile epidemia di influenza suina. A partire dalla sera di martedì in tutto il paese sono state attivate una serie di opportune misure di prevenzione. Malgrado ciò, non è stata abbandonata l’idea di radunare quasi un milione di persone nella sfilata del prossimo venerdì.
La mia esperienza in tema di raffreddori e dolori influenzali mi dice che un raggruppamento di persone è lo scenario più propizio per la diffusione di un virus. Le misure annunciate dovrebbero comprendere, come minima prevenzione, lo spostamento o la cancellazione dei festeggiamenti per il giorno dei lavoratori. Non voglio provocare allarmi immotivati. Non conosco nessuno che sia stato contagiato ed è stata pronunciata una dichiarazione ufficiale che non esiste alcun caso registrato di quella malattia, ma ricordo che dissero la stessa cosa per molto tempo prima di confessare che l’AIDS si era diffuso a Cuba, per non parlare del numero annuo di contagiati dal dengue che viene tenuto nascosto.
Con umiltà, chiedo al governo cubano di riconsiderare l’idea di radunare migliaia di persone proprio in questo periodo. Per favore, meno senso dello spettacolo e più protezione nei confronti della cittadinanza.
Traduzione di Gordiano Lupi
Entradas (RSS)
È strano che Yoani si preoccupi per la potenzialità di contagio nella sfilata del Primo di Maggio.
Strano che non parli delle misure di prevenzione che ormai sono attivate in ogni comunità. Strano che a lei, che non scappa nessuna «informazione alla popolazione», questa le sia sfuggita.
Strano che dopo più di 300 post non abbia dedicato nemmeno uno alla guerra biologica degli Usa contro Cuba.
Alcuni dei fatti accertati:
1961-62. Contaminazione dei coltivi di canna di zucchero con prodotti chimici per colpire i contadini. L’azione era parte dell’operazione Mangosta.
Malattia Newcastle dei polli. Provoca la morte di più di un milione di esemplari.
1972. Febbre porcina che obbligò a sacrificare (senza utilizzare) 500 mila capi. 1980. Introduzione, nella provincia di Guantanamo, la febbre porcina.
1981. Pseudo dermatosi nodulare delle mucche.
1989. Mamelitis ulcerosa delle mucche.
1993. Influenza emorragica dei conigli.
1996. Contaminazione con Thrips palmi. I danni, soprattutto ai coltivi di patate, si stesserono per due anni.
Introduzione della varroasi delle api. Un terzo morì.
E per ultimo, e andando a ridosso, fra 1979 e 1981, l’influenza e la congiuntivite emorragica. In quel periodo, 344.203 cubani presero l’influenza e in 10 mila (secondo l’OMS) furono «chiaramente» affetti dell’influenza del tipo emorragico. Morirono 158 persone, delle quali 101 bambini. Allo stesso tempo, gli Usa, ostacolarono (con il Blocco e pressioni dirette sui paesi) l’acquisto dei prodotti chimici per eliminare la zanzara trasmittente della malattia, l’Aedes aegypti.
Gli Usa e la lobby di Miami non hanno risparmiato animali in Cuba; nemmeno gli umani.
Perché Yoani si preoccupa tanto adesso? Perché non ne ha parlato mai di questi drammatici fatti? Perché non ha approfittato della sua “internazionalizzazione” per fare una contundente denuncia?
Sarà ipocrita?
«Comunicazione interna»
Dov’è Niki Japan? Al meno, a me manchi. D’avvero.
la strumentalizzazione che Yoani fa dell’allarme epidemia per colpire il primo maggio è una cosa vergognosa ed è la dimostrazione di quanto questa donna sia subdolamente reazionaria, infatti definisce come puro senso dello spettacolo il primo maggio e cio che esso significa per Cuba perchè sono occasioni in cui a dispetto delle cose che propaganda puo solo stare guardare quanto e in che modo questo popolo sia unito..
Yoani per il primo maggio fai una cosa chiuditi e resta tu a casa, Cuba non ti vuole e disprezza quelli come te!
Gordy secondo Lei perchè? Sempre se vuoLe rispondere o come ultimamente dice lascio dibattere senza “censurare” nessuno.
Annulliamo il concerto del Primo Maggio, la dottoressa yoani sarà daccordo che ne dite?
Il dito indica la luna, ma molti guardano il dito.
Lupi
http://www.mangialibri.com:80/node/4180
Lupi
29-04-09
USA-CUBA: RAUL CASTRO, NON SIAMO NOI A DOVER FARE GESTO DI APERTURA
(ASCA-AFP) - L’Havana, 29 apr - Cuba non deve fare alcun gesto di apertuta nei confronti degli Stati Uniti. Lo ha affermato il presidente Raul Castro, chiedendo la fine dell’embargo economico imposto all’isola da Washington.
”Cuba non ha imposto alcuna sanzione agli Stati Uniti o ai suoi cittadini. Non e’ Cuba a dover fare dei gesti di apertura”, ha dichiarato il fratello del Lider Maximo nel corso di una riunione del Movimento Non-Allineato a L’Havana.
Castro ha ribadito la disponibilita’ del suo Paese a discutere con gli Stati Uiniti in un dialogo senza precondizioni.
Ha poi elogiato la decisione del presidente statunitense Barack Obama di revocare una serie di restrizioni nei confronti di Cuba, agevolando tra l’altro i viaggi degli americani che hanno famiglia sull’isola, ma ha osservato che l’apertura del capo della Casa Bianca ha un impatto molto limitato.
Gli Usa stanno lavorando all’avvio di contatti informali con Cuba per preparare un negoziato su alcuni temi specifici, come la lotta al narcotraffico e l’immigrazione, ma responsabili americani hanno sottolineato che spetta a L’Havana fare il primo passo.
mlp/mcc/bra
La trasmissione a UNO MATTINA è saltata. Sarà messa in onda in data da dstinarsi. In compenso parlo di Cuba a Radio 24 sabato mattina - trasmissione su Yoani Sanchez (La quota rosa) - ore 9 - 10. Non è spam, sono informazioni, se qualcuno è interessato. Non guadagno niente su queste cose…
Lupi
Grande Gordy.
Buon primo maggio Cuba!
W la lotta rivoluzionaria dei lavoratori contro la borghesia imperialista!
capitalisti codardi, assassini infami e affamatori di tutto il mondo vi seppeliremo!
La resistenza di Cuba vive!
Lotta di classe per il comunismo!
Oggi un commento “carino” di Tonybola (Tonipalla, in italiano) in «Adesso cosa accadrà?». Lui dice: «Sarò in Italia in due settimane e se mi trovo qualcuno di questi che tanto amano al comandante, come se dice? Calcio in culo, da Roma alla’Avana!».
Tutto sommato, adesso che sto per andare a Cuba, non sarebbe male: risparmierei il biglietto e la paura dell’aereo.
Tonybola, ti devi sbrigare, però, perché devo partire al più presto. Non posso aspettare due settimane per i suoi piedini.
Vieni a Napoli tonybola che infilo i tacchi a spillo e ti pianto un calcio dove dico io e vediamo dove arrivi. Ovviamente scherzo mi si rovinerebbero i tacchi.
Vorrei fare gli auguri di buon 1° Maggio anche ai compagni che animano questo combattuto blog..
mi piacerebbe che noi potessimo conoscerci e fare delle cose insieme, magari gestire un Blog proCuba insieme, sarebbe bellissimo!! secondo me abbiamo i numeri, peccato che molti post sono andati perduti, potevano essere raccolti e approfonditi..
la mia email è marcareilrosso@gmail.com
Il 1′ maggio è una ricorrenza dedicata e vincolata agli obiettivi generati dalle domande e bisogni dei lavoratori.
Posso comprendere ciò che riguarda il buon senso nell’organizzare manifestazioni di massa in condizioni di scarsa sicurezza per eventuali contagi, ma far passare questa data come una forma di spettacolo mi sembra ingeneroso.
L’umiltà, citata nel post, a mio avviso è la qualità più importante che si può riscontrare in una persona, purtroppo cade questo concetto se si usa questo aggettivo accostato ad una richiesta di annullare un’avvenimento legato si ad una certa cerchia politica, ma solamente perchè altre forze sempre politiche non sono ricettive di certe esigenze.
Ci saranno sicuramente altri modi per porre critiche nei confronti di chi si pensa non sia più in grado di rappresentare il Popolo.
Le conquiste sociali del mondo operaio, che mi sembra si stiano perdendo, fatte negli anni con lotte anche impari nel rapporto delle forze in campo si sono ottenute attraverso una forza generata dall’unità dei deboli, o presunti tali, non disgreghiamo quel poco che ci resta, probabilmente il problema sta nello spirito con cui si festeggia tale data e come ognuno lo vive nel proprio contesto e su questo non mi permetto di porre dubbi, chi meglio conosce la realtà di questi luoghi avrà sicuramente più chiara la situazione rispetto a me.
http://www.ecoradio.it/index.php?option=com_content&task=view&id=4841&Itemid=93
UNA MIA INTERVISTA SU CUBA - L’ARCA DEI DIRITTI - ECO RADIO 20 aprile 200
Lupi
Per chi è interessato, trovate Cuba nella terza parte.
Lupi
Non sono molto d’accordo su tutto quello che dice Yoani, questa volta. A Cuba ho sempre visto un’attenzione profonda nei confronti della salute civica, sia in occasione degli uragani che durante situazioni di epidemia. Il regime non è esente da critiche in molti settori, ma dove non è il caso limiterei gli attacchi.
Gordiano Lupi
ECCO DOVE VA CRITICATO IL REGIME CUBANO E PURE IL FUTURO (O CI SIAMO GIA’?) REGIME ITALIANO:
Rapporto di Freedom House, organizzazione non-profit e indipendente
Libertà di stampa: l’Italia fa un passo indietro, unica nazione in Europa
La causa: la «situazione anomala a livello mondiale di un premier che controlla tutti i media, pubblici e privati»
(da Freedomhouse.org)
NEW YORK - L’Italia è l’unico Paese europeo a essere retrocesso nell’ultimo anno dalla categoria dei «Paesi con stampa libera» a quella dei Paesi dove la libertà di stampa è «parziale». La causa: la «situazione anomala a livello mondiale di un premier che controlla tutti i media, pubblici e privati». Lo afferma in un rapporto Freedom House, un’organizzazione non-profit e indipendente fondata negli Stati Uniti nel 1941 per la difesa della democrazia e la libertà nel mondo, la cui prima presidente fu la first lady Eleanor Roosevelt. Lo studio viene presentato venerdì al News Museum di Washington e sarà accompagnato da un live web cast che si potrà scaricare sul sito Freedomhouse.org.
CLASSIFICA - Nell’annuale classifica di Freedom House, l’Italia va indietro come i gamberi, insieme a Israele, Taiwan e Hong Kong. «Un declino che dimostra come anche democrazie consolidate e con media tradizionalmente aperti non sono immuni da restrizioni alla libertà», ha commentato Arch Puddington, direttore di ricerca per Freedom House. Su un punteggio che va da 0 (i Paesi più liberi) a 100 (i meno liberi), l’Italia ottiene 32 voti: unico Paese occidentale con una pagella così bassa. I «migliori della classe» restano le nazioni del Nord Europa e scandinave: Islanda, Finlandia, Norvegia, Danimarca e Svezia (prime cinque a livello mondiale). Le «peggiori»: Corea del nord, Turkmenistan, Birmania, Libia, Eritrea e Cuba.
PROBLEMA ITALIA - Il «problema principale dell’Italia», secondo Karin Karlekar, la ricercatrice che ha guidato lo studio, è Berlusconi. «Il suo ritorno nel 2008 al posto di premier ha risvegliato i timori sulla concentrazione di mezzi di comunicazione pubblici e privati sotto una sola guida», spiega. Altri fattori: l’abuso di denunce per diffamazione contro i giornalisti e l’escalation di intimidazioni fisiche da parte del crimine organizzato. Intanto giovedì il Committee to Protect Journalists, un’organizzazione non-profit che lavora per salvaguardare la libertà di stampa nel mondo, ha pubblicato la top ten dei peggiori Paesi al mondo per i blogger. La Birmania guida la lista, seguita da Iran, Siria, Cuba e Arabia Saudita. Sesto il Vietnam, seguito a ruota da Tunisia, Cina, Turkmenistan ed Egitto.
Alessandra Farkas
30 aprile 2009(ultima modifica: 01 maggio 2009)
Le «peggiori»: Corea del nord, Turkmenistan, Birmania, Libia, Eritrea e Cuba.
Inviterei a riflettere…
Lupi
Cuba/ L’Avana definisce Washington “delinquente internazionale”
di Apcom
Nella lista nera dipartimento di stato: Iran, Siria, Cuba, Sudan
L’Avana, 30 apr. (Apcom) - Il ministro degli Esteri cubano Bruno Rodriguez ha definito Washington un “delinquente internazionale” e ha respinto un rapporto del Dipartimento di Stato americano che inserisce nuovamente Cuba nella lista nera degli stati che sostengono il terrorismo. “Non riconosciamo agli Stati uniti alcuna autorità morale” per inserire l’isola comunista fra gli stati terroristi, ha dichiarato Rodriguez alla stampa. L’autore di questo rapporto è lui stesso un “delinquente internazionale”, ha aggiunto. Il dipartimento di Stato degli Stati uniti ha pubblicato oggi una nuova lista, che comprende quattro paese: l’Iran, la Siria, Cuba e il Sudan. (fonte afp)
…
poco felice il paragone con la questione SIDA (strano in un paese latino siglarlo AIDS), x tanti motivi compreso le ragioni, nn concesse, per manipolare eventuali dati,,,
ma: “numero annuo di contagiati dal dengue che viene tenuto nascosto”
che significa?
g,
significa che - secondo yoani - il governo non direbbe il numero dei contagiati effettivi dal dengue, io non ho elementi per dire se è vero oppure no, di certo so che minimizzano molto e dicono che è tutto sotto controllo, facile in un paese dove non esiste una stampa libera… il problema è sempre e soltanto quello, a mio parere, su tutto il resto potremmo pure discutere, ma non sulla libertà che manca…
lupi
…grazie,
ma xchè mai dovrebbero farlo?, tener nascosti dati sanitari quando conoscono bene i parametri di trasparenza nel settore utili a mantnere la fiducia dei Paesi fonte di turismo, non è la Cina e mi sembra strano avvenga,
A livello scentifico la Stampa specialistica esercita influenza e risente in parte meno della censura e forse di più del finanziamento,
cmq nello scambio di dati nessuno credo possa fare dei bluf e mantenere la credibilità che mantiene tutt’oggi Cuba nella comunità scentifica internazionale,
inoltre in Cuba non esiste la competizione tra varie ditte farmaceutiche e la ricerca non è finanziata da privati, perche mai nascondere eventuali dati o informazioni sanitarie?
Che c’entra la libertà di stampa?
g,
Lupi e Giuseppe, vuol dire che Yoani mente di nuovo.
In Cuba mai è stata nascosta nessuna epidemia. I malati di Aids erano trattati pure in un centro interno vicino al tempio del cubanissimo San Lázaro (che non centra niente con il Lázaro biblico), in Santiago de las Vegas, Città dell’Avana. I numeri dei malati erano pubblici, sposti pubblicamente nel programma televisivo «Scienza e Salute». In ogni caso, se qualcuno aveva dubbio, gli bastava darsi un giretto da quelle parti e conteggiargli. Erano tutti lì. Tanto che Miami non presi l’opportunità di dire che era un campo di concentramento.
I numeri dei malati di dengue sono stati sempre pubblici. Bugiardi sono stati quelli che, nel 1993, “assicurarono” che in Cuba c’erano delle centinaia di decessi. La “veloce” notizia, incredibilmente faceva riferimento a un fatto di più di 10 anni fa, quando l’epidemia del 1979-1981 (introdotto dagli Usa) nella quale ci sono state più di una centinai di vittime mortali. Col’obbiettivo di boicottare il turismo, la “notizia” arrivò, lauda e veloce, in Italia. Lo ricordate? Bugie.
L’unico caso a Cuba di lentezza (non occultamento) dell’informazione successe con la polineuriti, causata dalla avitaminosi del complesso B, specie di beriberi. Hector Terry, viceministro della salute, essendo a conoscenza dei primi casi delle malattie non informò, in tempo, al Consiglio di Ministri né la Consiglio di Stato. La sua lentezza gli costò la carica. Come succede, la notizia dello sbaglio che era stata diffusa dal governo cubano arrivò, anche questa, in Italia. Il Corriere della Sera, il 21 maggio di 1993, pubblica un articolo con il titolo (maiuscole mie): «Un morbo MISTERIOSO acceca Cuba». Che misteriosa né misteriosa: l’avitaminosi si conosce da centinaia di anni. Il Corriere non perde occasione per – facendo uno sforzo d’immaginazione – sottolineare «[...] vice ministro alla sanità: tacque per non spaventare i turisti». Poi, nel 1993, i turisti erano poco più di mezzo milione; oggi sono più di 2 milioni.
Eh, 9.000 chilometri sono tanti; non si può aspettare che i fatti arrivino così come accaduti.
Yoani mente. Non ci sono motivi per nascondere le vittime di dengue; anzi, tutto il contrario, visto che l’Aedes Aegypti (il vettore della malattia) è stato prodotto in lavoratori Usa e introdotto (fatti provati) in Cuba come parte della guerra biologica. Al “regime” non conveniva nascondere le vittime. Caso mai, gonfiarle. Secondo la logica dei regimi, più morti meglio.
Il governo cubano non ha nascosto né gonfiato. Né l’uno nell’altro.
Yoani mente. Scusatemi quelli che non gradiscono quando dico tali cose. Se avete un altro modo per chiamare chi dice delle bugie, vi prego di farmi sapere: con piacere cambierò il termine.
«I brogli di Brogi»
Approfitto, delle piazze, la sfilate e i lavoratori per cominciare – po’ a po’ – a fare alcune segnalazioni al “libro” del signore Brogi.
Premetto che – leggendo gli assurdi – non so bene si sia responsabilità dello scrittore o della guida turistica che a Cuba gli è capitato.
Lui dice che dal 1959 oggi città ha una piazza della Rivoluzione. Non è vero. Le piazze delle Rivoluzione in alcune (non tutte) nelle capitali provinciali (non tutte le città) sono posteriore al 1984, quando si costruisce la prima in Guantanamo.
Lui dice che lo stipendio medio è 10 CUC. Non è vero. Sono 415 pesos. Equivalente a 16,6 CUC. E parliamo sempre di stipendio statale. C’è circa un 13% dei lavoratori che sono per conto proprio, artigiani o contadini che guadagnano di più.
Lui si chiede: «Ma allora le piazze piene, il consenso di massa che si manifesta pubblicamente e che vediamo in tv? Il Primo Maggio?». Nicolás, rauco e veloce, risponde: «se non partecipi, ti viene decurtato lo stipendio».
Oltre che è un’immensa bugia di Nicolás (o di Brogi), vorrei sapere che gli frega a un milione di cubani che gli sia decurtato un giorno di lavoro? In media, circa 16 pesos cubani, ossia 69 centesimi di dollaro, ossia 52 centesimi di euro.
Non è lo stesso Brogi che dice (con tanto di cubitali) : «è l’economia illegale e sotterranea che sorregge l’intero Sistema»? Non dice pure il lavoro statale è «un reddito fittizio? Ma cosa ne frega ai cubani di andare in piazza se rischiano 1/26 di quel stipendio che, per completo, è «fittizio»?
Per fortuna, quelli che fanno propaganda contro Cuba, nell’intento, finiscono pestandosi i piedi. O come a me piace dire – alla Yorubà – «il ballerino, che di tanto girare, si affoga con la sua stessa cravatta».
Mi è arrivata la notizia che mio padre – che è a Cuba – sta meglio, perciò sono in fase euforica, perciò avanzo una altra di Brogi. Soltanto per fare lo stronzo.
Il cadavere di Antonio Maceo non riposa nel cimitero Santa Epigenia in Santiago de Cuba (come dice Brogi) se non nel Cacahuale, Santiago de las Vegas, provincia Città dell’Avana.
Nello stesso posto ha voluto riposare, in terra, Blas Roca, presidente del Partito Socialista Popolare (Comunista) prima della Rivoluzione e fondatore assieme a Fidel del partito comunista. Nella Rivoluzione fu presidente del Parlamento. È anche il padre di Vladimiro Rocca, uno dei 6 più importanti e conosciuti dissidenti (?) di Cuba, amico intimo di Martha Beatriz Roque.
Vi prego di ricordare questi nomi. Ci saranno delle sorprese in futuro. Sicuro!
…
bhò, cmq questo post mi pare un pò strumentale,
se dal martedì stesso son state prese opportune misure come dice, ovviamente essendo vicini col Mexico, perchè accusar di irresponsabilità l’adunanza del 1°, e magari perchè nn chieder invece uno screening generale profittando della folla presente quel dì?
nn capisco la scelta di legare i 2 avvenimenti, l’influenza ed il 1°maggio…
credo che renda meglio quando racconta le ‘piccole storie’…
g,
3661 foro in spagnolo 1 Maggio
Moyuba oyá :
per CARLO RuSSo que aveva fatto 4 entrate inneggiando F…Castro e la Rivoluzione
rispondo:
se non sei capace di avere rispetto …stai zitto e vai a lavorare per risolvere i problemi del tuo paese…vedi un pó che cosa fai con il tuo capo Berlusconi giá che sei tanto bravo… e lascia noi nelle nostre lotte…
viva el Caribe Libre y Digno…
*(si no eres capaz de tener respeto , calla y vete a trabajar para resolver los problemas de tu país ( Italia) mira a ver como haces con tu Capo Berlusconi ya que eres tan revolucionario…y dejanos a nosotros en “nuestra ” Lucha …viva el Caribe Libre y Digno )
vattene a vivere sull`isola e poi mi dici se dopo un mese di mangiare male e poco ci vuoi restare…se poi ti fanno uscire ?! o forse ti piace solo per fare “turismo sessuale” come tanti tuoi concittadini che “amano” l’isola e la loro povertá che tanto vi conviene con gli Euro !!
*( vete a vivir a la isla y luego me dices si al termino de un mes de comer mal y poco te quieres quedar !.. eso si te dejan salir !! ? o talvez te gusta solo para hacer “turismo sexual” como muchos de tus conciudadanos que “aman” la Isla y su pobreza porque les conviene mucho por sus Euros !!
y Carlo Russo me contesta, sigue diciendo que Fifo C. es un ejemplo para él y su patria europea… a ver que fácil estando entre tanto lujo y privilegios…
hago una nota para CARLO RUSSO :
cuando dije calla: quise decir ”escucha y aprende” para que no repitas como un lorito !!
si necesitas traducción me lo dices , va bene “signorino “?!
poi risponde ancora … ( *luego vuelve a responder…)
carlo russo
Mayo 1st, 2009 en 20:50 allora tu lotti dal lato sbagliato!cuba avra’ i suoi problemi ma ti posso chiedre una cosa?invece il capitalismo ha fatto tanto bene alle altre isole del caribe?
*per finirla replico io…
no ¡! sbagli forte amico !!! Io habito su una di queste “isole ” del tuo ideale socialismo e ti posso dire che é una mer…da da tutti i punti di vista , e la fame e la miseria non solo
continua ma si espande ,senza parlare dell’economia e dei diritti civili… giá detto : vieni e vivilo da te poi mi dici…ma vivilo dalla parte nostra, no come un turista…
ma poi mi sono stancato di uno que entra sul foro in spagnolo per dire tante st …senza pensarci un pó…
Saluti a tutti per apoggiare Yoani e la nostra libertá in tutto il Caribe ¡!
questo testo è arrivato al Foro in spagnolo e stiamo cercando di distribuirlo verso Messico attraverso le e-mail di amici messicani e di diffonderlo a giornali di interesse latinoamericani… grazie per la vostra colaborazione…
1º Maggio, 2009 alle 23:46
La comunitá Cubana in Messico condanna la viltá della Dittatura Castrista nel decidere codardamente la sospensione di voli a questo paese fratello, in questi momenti così difficili e ci solidarizziamo con l’eroico Popolo e Governo Messicano che con tanto coraggio e capacità stanno superando
gli effetti della epidemìa porcina.
Non devono gli Messicani dimenticare mai che il Castrismo è solo amico del Castrismo.
Gli Cubani residenti in Messico manifestiamo a questo belliissimo paese la nostra più alta gratitudine per la sua ospitalità e in consecuenza disprezziamo l’ ignobile e vile comportamento di quella nefasta dittatura che non rappresenta al Popolo di Cuba per non essere stata eletta democraticamente.
Tantissime Grazie.
VIVA MEXICO * VIVA MESSICO
VIVA FELIPE CALDERON HINOJOSA
VIVA CUBA LIBRE * VIVA CUBA LIBERA
il testo originale in spagnolo mi sono permesso di tradurlo con le mie limitazioni, gradirei tanto dal Sr. Lupi una verifica e successiva correzione prima di diffonderlo, grazie…
Lascio in originale. Il senso si comprende.
Preferisco anch’io Yoani quando racconta il quotidiano. Il narratore non deve fare politica, non è suo compito. Pure io - con i miei limiti - scrivo, sui difetti italiani, sulla provincia. Ecco, credo - bene o male - di essere capace a raccontare i limiti di un sistema sotto forma di racconto, ma non saprei da che parte cominciare se dovessi risolvere i problemi e non mi sogno neppure di avere un programma politico. La letteratura - e Yoani fa letteratura - serve a questo e per questo deve essere libera: poter dire ogni tanto che il re è nudo.
Gordiano Lupi
http://www.alleo.it/content/yoani-sanchez
Un inedito letterario di Yoani Sanchez su Lezama Lima.
Lupi
…
“Obama ha fatto un primo passo importante, e sarebbe imperdonabile se non ne facesse un altro mettendo fine all’assurdo embargo economico”
estrapolato da uno scritto di Yoani del 23/04 gia tradotto su Internazionale.
imperdonabile
non mettere fine
all’assurdo
embargo economico
il Blocco cè! è assurdo! ha da finììììì !!! da sottoscrivere in pieno.
ps(il messicano di sopra nn vien certo dal Chiapas, forse neanche dal Mexico)
g,
http://www.alleo.it/content/yoani-sanchez
YOANI SANCHEZ, L’ALTRA VOCE DI CUBA
poetry – storie di poesia: DAL BLOG UNA VOCE INDIPENDENTE
Le parole di Yoani Sanchez rischiano di far tremare il trono di Fidel e Raul Castro, perché questa ragazza di appena 33 anni lancia critiche ironiche e veritiere contro Cuba da un blog molto frequentato come Generacion Y.
Cliccando sulla sezione POETRY, e scorrendo sotto “storie di poesia” si trova un inedito per l’Italia, scritto dalla filologa a blogger cubana. Introduzione, commento e traduzione sono a cura di Gordiano Lupi, esperto di Cuba e della sua letteratura contemporanea.
Gordiano
Questo post non è ancora uscito su Generacion Y. A Internazionale. Yoani dà pezzi inediti per contratto. Mi daresti il link?
Gordiano
TROVATO! Per Leonardo: Vede che sull’embargo Yoai la pensa come me? Lo definisce “assurdo”.
Lupi
Dialogo con Washington
Le parole del presidente statunitense hanno rafforzato nei cubani la speranza che il cambiamento sia vicino
Internazionale 792, 23 aprile 2009
Al vertice delle Americhe di Trinidad e Tobago non c’erano rappresentanti cubani, ma l’isola è stata uno degli argomenti più discussi. Mentre Barack Obama si diceva pronto a risolvere le dispute tra i due paesi, sul malecón dell’Avana, nelle piantagioni di caffè sulle montagne, nelle discoteche e negli stadi di baseball tutto proseguiva come prima. Ma le parole del presidente statunitense hanno rafforzato nei cubani la speranza che il cambiamento sia vicino.
Anche se entrambe le parti si sono dette disposte al dialogo, a Cuba non ci sono state riunioni straordinarie del governo e non sono state convocate assemblee popolari per discutere della questione. I giornali cubani sono cauti e Fidel Castro ha preferito soffermarsi sul discorso del presidente del Nicaragua Daniel Ortega piuttosto che sull’apertura di Obama.
Dopo anni passati a fare propaganda antimperialista e a instillare la paura del potente vicino pronto ad attaccarci, è difficile convertirsi alla convivenza pacifica. Ecco perché l’opinione di chi spera nella fine dello scontro continua a coesistere con gli slogan politici su una possibile invasione dal nord.
Stiamo assistendo al funerale di una retorica ancorata al secolo scorso e ormai del tutto inadeguata. Obama ha fatto un primo passo importante, e sarebbe imperdonabile se non ne facesse un altro mettendo fine all’assurdo embargo economico.
Ma se Raúl Castro si lascerà sfuggire quest’opportunità e non approverà le necessarie riforme, i cubani non lo perdoneranno e per lui sarà difficile restare al potere.
Lo scenario politico obbliga entrambi i presidenti a venirsi incontro. Il nostro leader si è detto disponibile. Ma siamo in molti a temere che siano solo parole.
…
sul sito di internazionale in “firme”, intitolato a Woshinton mi pare, letto stamane…
…
ok,
però dirlo una volta ogni 2anni è un po limitarsi, nn le pare?
cmq ben venga questo deciso ed ufficiale pronunciamento, fa si che si tracci un confine con il peggio di Miami, speriamo sia sempre più netto!!
g,
Leggo la Sanchez da tempo su “Internazionale”. Sto leggendo “Cuba Libre” in questi giorni. Sfoglio da un po’ questo blog e i commenti che lo animano. E non ho nessuna conoscenza reale di Cuba: non ci sono mai stata.
Ieri mattina ho seguito uno speciale de “La storia siamo noi” su Fidel. L’ennesimo. Insomma: cerco di capire le due “verità” che questo Paese dà di sé al mondo.
Non è affatto semplice.
In questo post, ho percepito lo spirito “materno” di Yoani. E’ solo una donna che si preoccupa del pericolo di un contagio. Nulla di più. Forse ha enfatizzato alcuni elementi, ma immagino le siano servite argomentazioni. Le ha addotte. La sua, qui e altrove, è una visione della realtà: soggettiva, personale e legittimissima.
Mi pare che Monnalisa ha centrato lo spirito delle cose che vengono scritte da Yoani. Non stiamo leggendo i proclami di un politico, ma una scrittrice. Non ce lo dimentichamo.
Per Giuseppe: non mi ossilizzerei soltanto sull’embargo, che è uno dei problemi di Cuba, non il solo. Vale la cosa detta sopra: Yoani non fa politica, ma letteratura. Sono due mondi che si confrontano ma che non si annullano l’uno nell’altro.
Lupi
Esatto, Lupi, quello che mi ha colpito spesso, tra i commenti, è la “durezza” con la quale vengono giudicate le parole di Yoani. Lei scrive e racconta, osserva e parla. Non fa politica, non fa proclami. E, soprattutto, non è depositaria della verità assoluta, né ha mai preteso di offrire la versione più “giusta” di Cuba.
E’ una forma di “letteratura” la sua. Non è un dettaglio trascurabile. Anzi, credo sia l’essenza di questo blog. Ma ho la sensazione che a qualcuno sfugga.
…
nn credo ci sia pericolo che Yoani si fossilizi sull’argomento, cmq credo che l’embargo sia “IL problema” di Cuba ma non da solo, certo…
nn mi pare che si ci fissi neanche noi che lo contestiam ’sto blocco, si discute ad ampio raggio sulle mille declinazioni della Politica Cubana,
grazie a Yoani ed al suo modo di rendere la sua letteratura pubblica, fruibile a tutti e gratuita, tre belle cose direi…
ma per quel che si diceva io credo che il “Politico” pervada l’esistenza della persona nella sua interezza e la relazione tra se e gli altri, e gli scritti di Yoani proprio per il valore che hanno permettono una lettura , spesso, a più livelli, dall’emozionale al analisi sociale anche se, nei casi migliori, inseriti in ‘piccole’ storie apparentemente marginali, personali o modeste,
legittimo il punto di vista di chi racconta ma inevitabile che influisca su quello di chi ascolta…
g,
Roma, 1. mag. (Apcom) - Cuba studia “accuratamente” il presidente americano Barack Obama, per capire le sue vere intenzioni. E’ l’avvertimento lanciato dall’ormai 82enne Fidel Castro con un editoriale pubblicato su Internet. “E’ presto per dire l’ultima parola sull’evoluzione dell’attuale amministrazione nordamericana - secondo l’ex lider maximo - ci sono delle novità, sia dal punto di vista oggettivo che soggettivo. Noi studiamo e osserviamo con cura ognuno dei suoi passi” avverte. “L’avversario non dovrebbe mai illudersi che Cuba si arrenderà” sostiene l’ex presidente cubano, in riferimento alla volontà espressa da Obama di rilanciare i rapporti fra Washington e l’Avana dopo cinquant’anni di ostilità pur mantenendo l’embargo contro Cuba che dura dal 1962. Il nuovo inquilino della Casa Bianca ha comunque annunciato la revoca di tutte le restrizioni sui viaggi e sulle rimesse dei cubani degli Stati Uniti verso il loro paese d’origine. Misure che però non sono bastate ad alimentare la fiducia di Fidel Castro e del fratello più giovane, il presidente Raul. “La collisione fra la grande potenza del Nord e la rivoluzione cubana era inevitabile. La resistenza eroica del popolo del nostro piccolo paese è stata sottovalutata - afferma Fidel Castro - oggi sono pronti a perdonarci se ci arrenderemo come schiavi e, dopo aver sperimentato la libertà, accetteremo di nuovo la frusta e il giogo”. E ancora: “Non siamo incendiari come alcuni pensano ma neanche stupidi che si fanno ingannare facilmente da chi pensa che le uniche cose importanti al mondo siano le leggi del mercato e il sistema di produzione capitalistico - aggiunge Castro - Abbiamo tutti il dovere di lottare a favore della pace, non c’è alternativa”.
…
e sempre a proposito delle prospettive di sviluppo dell’attività di Yoani, letteraria e non, mi ricorda un pò la storia personale di Angela Merkel, con le dovute differenze,
ed è un complimento…
g,
L’impatto “politico” credo che sia imprenscindibile. Meglio: viviamo (anche Yoani) in un contesto “sociale” in cui la “politica” segna la vita di ognuno di noi. Con forme e pesi diversi, ovviamente. Le sue testimonianze, attraverso il blog, ne sono la riprova.
E’ chiaro, Giuseppe, che ad ogni sua (di Y.) esternazione scritta corrispondano una serie di re-azioni da parte di chi legge.
Sono convinta che ogni atto sia passibile di giudizio. Fenomeno umanissimo, per carità. A volte ciò che mi turba, qui, è la forma che assume tale giudizio. Che, per altro, è sempre, per forza, soggettivo e, a sua volta, di parte e legittimo. Almeno quanto la letteratura della Sanchez.
…
si può dire che spesso l’Uomo è cio che fa, ed uno scritto pubblico è un’azione rilevante, allora chi scrive è identificabile con il suo scritto da qui l’attacco a volte personale che si trova Yoani, almeno quando il testo è più simile alla cronaca giornalistica che al racconto esistenziale, giacche s’evidenzia il carattere critico magari giustamente ma colpevolmente poco dialettico e univoco nelle argomentazioni,
fino ad oggi almeno, anche se bisogna ammettere non sempre è stato così.
per esser interlocutori è necessario avere un comune terreno di gioco ed intendersi sule regole, abbandonando la pretesa liberista dell’”iniziativa privata” (tipo il senior Juan) e accettando la pregiudiziale sulla revoca del Blocco senza condizioni Yoani si pone sicuramente più vicina alle reali istanze popolari, come il benessere diffuso e la liberta di movimento e di espressione…
istanze a parer mio rintracciabili nella Carta Costituzionale Cubana del 76 e modernata nel 92 mi pare,,,
La Costituzione Socialista garante di reale Democrazia (leggetela…) può esser il tavolo su cui elaborare un futuro già delineato dal Castrismo e ricco di inedite prospettive, di partecipazione e sviluppo…
g,
bò, io leggo male che m’appare tutto a pezzi…
problema mio?
lupi, questa teoria che il narratore non deve fare politica
perchè non è il suo compito è esilarante!
si parla di organicità dell’intellettuale.
alcuni arrivano a dire che la vita è politica.
quando in messico gli atleti americani alzarono il pugno chiuso
alcuni dissero che sport e politica vanno separati ed erano
i veri fascisti.
lupi tu sei vivo e se lo sei fai politica solo per il fatto che
stai al mondo.
yoani è quanto di più politicizzato esista a cuba oggi.
ed è giusto che sia così.
la sua è ormai una vera battaglia.
i funzionari del Minculpop
dicevano che artisti e scrittori devo tenersi
alla larga dalla politica.
fidel stesso disse agli artisti: “adentro de la revolucion todo, afuera nada”,
o qualcosa di simile…
spero leonardo mi possa perdonare se la citazione non è esatta al 100%.
quanto a Brogi, a parte le inesattezze (internet è il brodo di coltura delle inesattezze)
quì si tratta di vero stupro della lingua italiana.
ma anche lui ha diritto a una vetrina.
Credo che si sia verificato un problema di impaginazione a causa della pubblicazione di un commento di Lupi: “Roma, 1. mag. (Apcom) - Cuba studia “accuratamente” il presidente….”.
C’è una riga troppo lunga che ha scompattato la pagina. Anche io vedo tutto in disordine. Spero che Lupi possa risolvere…
loenardo se mi mandi la tua mail ti invio una cosa…….
…
ben diverso è il contenuto dei messaggi di Castro agli intellettuali e agli artisti,
dal diktat staliniano del “realismo sovietico”,
la Rivoluzione Cubana non è caduta in mano ai reazionari e ai normalizzatori,
ed ha prodotto diverse avanguardie,
tutt’ora la cultura popolare cubana in sincronia col mondo è fonte d’ispirazione
e laboratorio di fusione…
g,
Per Gordiano.
Vorrei ricordarti che ridurre i problemi dell’Italia a quelli che hai elencato riportando l’elenco di freedom house è davvero ridicolo e parziale,
Il primo fondamentale e annoso problema del paese è dato da un capitalismo fatto solo di criminali, speculatori, mafiosi, e monopolisti entro cui poi si colloca anche un reazionario criminale monopolista come Berlusconi.
Mario Draghi governatore della Banca d’Italia, non certo un comunista, ha più volte affermato che la nostra classe di capitaslisti ha ridotto il paese ad una simil New Orleans fatta di criminali in pieno stile anni 30; essendo il sistema rappresentativo pura espressione dei gruppi borghesi che dominano gli interessi del paese ecco che analizzando questi nel concreto abbiamo tratto lo stato complessivo della democrazia in Italia senza dovere
scomodare le solite classifiche giornalistiche internazionali, ricordiamo che anche che lobby di sinistra che fanno capo al PD utilizzano l’organizzazione politica per fare scalate alle banche come la BNL con l’aiuto
degli stessi furbetti del quartiere.
Tuttavia in questo momento è vero che per una serie di congiunture stiamo vivendo la legislatura più a destra della storia repubblicana, con un governo di postfascisti nostalgici, xenofobi leghisti che dettano la linea, e un presidente del cosiglio che non solo controlla tutti i mezzi di informazione ma è l’uomo più forte sia economicamente che politicamente, (la FIAT si è sotterrata da un bel pezzo), ma questo neanche i media
internazionali lo possono denunciare ficuriamoci quelli nazionali.
Da questo punto di vista il regime capitalistico italiano è governato da una dittatura politica ed economica senza precedenti storici, Berlusconi economicamente quini economicamente di fatto è più forte di quel Mussolini che era solo un fantoccio nelle mani della borghesia industriale che aveva utilizzato lui e la piccola borghesia,(la lega nord di allora), per colpire il movimento operaio e contadino.
Rcordiamo però che la condizione fondamentale della repubblica Italiana che è nata dalle ceneri del regime fascista è rimasta sempre quella di essere per 50 anni di fatto quella di un paese a sovranità limitata fino alla caduta del muro, la DC ha governato per questo aggravando le contraddizioni sociali del paese rimaste tali, poggiando il proprio consenso elettorale attraverso lo sfruttamento dell’arretratezza economica del sud e lasciando alla mafia il governo di queste regioni volutamente mantenute nel sottosviluppo. La famosa italietta per metà europea e metà sudamericana.
E’ questa la verità storica del doppio stato, (stato della borghesia industriale controllato dai politici cattolici corrotti e dalla chiesa dentro lo stato della mafia governato spietatamente in funzione anticomunistae antiproletaria), un controllo poltico antidemocratico che nei momenti di espansione delle lotte degli anni 60 e 70 ha difeso se stesso con le stragi di stato e utilizzando erroristicamente i gruppi di neofascisti, togliendo di mezzo manager illuminati come Mattei, facendo razzia di giornalisti e uomini di inchiesta, intellettuali come Pasolini che denunciavano tutto questo senza giri di parole; (furono gli scritti corsari e film come le 100 giornate la vera causa delle suo assassinio).
Essere intellettuali, letterati, storici, fare politica e giornalismo non significa altro che dire e denuciare quella verità che non puo che essere rivoluzionaria, dalla parte giusta e mai della reazione: ecco perchè Yoani non è ne un intellettuale ne una letterata, mentre ha in essere quello che tu Guardiano vuoi levargli come status: l’essere una bassa politicante strumentalizzatrice al servizio della dissidenza e della reazione cubano americana anche se non per forza di Miami..
Non vi rendete conto che il vostro lavoro, mi riferisco a quello che tu hai preso in appalto dalla Yoani, è stato creato ad hoc e utilizzato da chi vuole che gli si dia spazio e visiblità, (blog traduzioni e server pagati in giro per il mondo da non si sa chi, con relative pubblicazioni e premi compresi), unicamernte con il fine di strumentalizzare politicamente la condizione politica Cubana, quella scomoda di un paese nonostante tutto ancora socialista resistente all’imperialismo USA.
Continua pure a sfruttare il tuo momento di celebrità dato da interviste e presentazioni del lavoro di Yoani Sanchez, ma chiamiamo le cose con il loro nome perchè trattasi di propaganda politica; di certo non fa differenza che lo spazio deupatato sia quello del Giornale, di Repubblica, di Uno mattina o quello dei trotskysti borghesi di Internazionale, non è un caso che di pubblicazioni di libri o inchieste pro Castro nei media nazionali non venga dato risalto alcuno, a dimostrazione di come la diffussione del caso Yoani sia totalmente pilotata ed orchestrata.
Per quanto riguarda il tuo mettere in evidenza la posizione progressista della Sanchez non mi stancherò mai di ripetere che le operazioni intelluttali
di cui serve la girafrittate e liberissima dissidente per basare le sue intimistiche ricamature sono logore e comuni essendo basate sull’occultare
e separare i problemi dell’economia Cubana dall’embargo, e l’embargo stesso dalle politiche del governo Cubano, quando vi porrete affrontando questo piano
del discorso avrete fatto quel salto di qualità che ben si addice all’esercizo dell’onesta e della verità intellettuale.
Sulla questione della partita diplomatica Obama-Cuba bisogna dire che la posizione assunta del ministro degli Esteri cubano Bruno Rodriguez è giusta
e le sue parole suonano come un macigno contro l’uso spietato di trappole e menzogne del dipartimento di stato USA;
è giusto che il governo di Cuba si difenda dalle delazioni e dai soliti nemici che vorrebero metterla per interesse politico e opportunismo in quella
ingiusta condizione di stato terrorista e canaglia..
Non si puo tendere una mano e nascondere poi quella con la pietra!
Che Guevara lo gridava sbattendo i pugni chiusi anche in sede ONU: dell’imperialismo non bisogna mai fidarsi neanche per un niente!
(correzzioni)
Per Gordiano.
Vorrei ricordarti che ridurre i problemi dell’Italia a quelli che hai elencato riportando l’elenco di freedom house è davvero ridicolo e parziale,
Il primo fondamentale e annoso problema del paese è dato da un capitalismo fatto solo di criminali, speculatori, mafiosi, e monopolisti entro cui poi si colloca anche un reazionario impreditore politico come Berlusconi.
Mario Draghi governatore della Banca d’Italia, non certo un comunista, ha più volte affermato che la nostra classe di capitaslisti ha ridotto il paese ad una simil New Orleans fatta di criminali in pieno stile anni 30; essendo il sistema rappresentativo pura espressione dei gruppi borghesi che dominano gli interessi del paese ecco che analizzando questi nel concreto abbiamo tratto lo stato complessivo della democrazia in Italia senza dovere
scomodare le solite classifiche giornalistiche internazionali, ricordiamo che anche le lobby di sinistra che fanno capo al PD utilizzano l’organizzazione politica per fare scalate alle banche come la BNL con l’aiuto degli stessi furbetti del quartiere.
Tuttavia in questo momento è vero che per una serie di congiunture stiamo vivendo la legislatura più a destra della storia repubblicana, con un governo di postfascisti nostalgici, xenofobi leghisti che dettano la linea, e un presidente del cosiglio che non solo controlla tutti i mezzi di informazione ma che resta l’uomo economicamente più forte del paese, (la FIAT si è sotterrata da un bel pezzo), ma questo neanche i media internazionali lo possono denunciare.. ficuriamoci quelli nazionali.
Da questo punto di vista il regime capitalistico italiano è governato da una dittatura politica ed economica senza precedenti storici, Berlusconi sia economicamente che politicamente di fatto è più forte di quel Mussolini che era solo un fantoccio nelle mani della borghesia industriale che aveva utilizzato lui e la piccola borghesia,(la lega nord di allora), per colpire il movimento operaio e contadino.
Rcordiamo però che la condizione fondamentale della repubblica Italiana che è nata dalle ceneri del regime fascista è rimasta sempre quella di essere per 50 anni di fatto quella di un paese a sovranità limitata fino alla caduta del muro, la DC ha governato per questo aggravando le contraddizioni sociali del paese rimaste tali, poggiando il proprio consenso elettorale attraverso lo sfruttamento dell’arretratezza economica del sud e lasciando alla mafia il governo di queste regioni volutamente mantenute nel sottosviluppo. La famosa italietta per metà europea e metà sudamericana.
E’ questa la verità storica del doppio stato, (stato della borghesia industriale controllato dai politici cattolici corrotti e dalla chiesa dentro lo stato della mafia governato spietatamente in funzione anticomunistae antiproletaria), un controllo poltico antidemocratico che nei momenti di espansione delle lotte degli anni 60 e 70 ha difeso se stesso con le stragi di stato e utilizzando erroristicamente i gruppi di neofascisti, togliendo di mezzo manager illuminati come Mattei, facendo razzia di giornalisti e uomini di inchiesta, intellettuali come Pasolini che denunciavano tutto questo senza giri di parole; (furono gli scritti corsari e film come le 100 giornate la vera causa delle suo assassinio).
Essere intellettuali, letterati, storici, fare politica e giornalismo non significa altro che dire e denuciare quella verità che non puo che essere rivoluzionaria, dalla parte giusta e mai della reazione: ecco perchè Yoani non è ne un intellettuale ne una letterata, mentre ha in essere quello che tu Guardiano vuoi levargli come status: l’essere una bassa politicante strumentalizzatrice al servizio della dissidenza e della reazione cubano americana anche se non per forza di Miami..
Non vi rendete conto che il vostro lavoro, mi riferisco a quello che tu hai preso in appalto dalla Yoani, è stato creato ad hoc e utilizzato da chi vuole che gli si dia spazio e visiblità, (blog traduzioni e server pagati in giro per il mondo da non si sa chi, con relative pubblicazioni e premi compresi), unicamernte con il fine di strumentalizzare politicamente la condizione politica Cubana, quella scomoda di un paese nonostante tutto ancora socialista resistente all’imperialismo USA.
Continua pure a sfruttare il tuo momento di celebrità dato da interviste e presentazioni del lavoro di Yoani Sanchez, ma chiamiamo le cose con il loro nome perchè trattasi di propaganda politica; di certo non fa differenza che lo spazio deupatato sia quello del Giornale, di Repubblica, di Uno mattina o quello dei trotskysti borghesi di Internazionale, non è un caso che di pubblicazioni di libri o inchieste pro Castro nei media nazionali non venga dato risalto alcuno, a dimostrazione di come la diffussione del caso Yoani sia totalmente pilotata ed orchestrata.
Per quanto riguarda il tuo mettere in evidenza la posizione progressista della Sanchez non mi stancherò mai di ripetere che le operazioni intelluttali
di cui serve la girafrittate e liberissima dissidente per basare le sue intimistiche ricamature sono logore e comuni essendo basate sull’occultare
e separare i problemi dell’economia Cubana dall’embargo, e l’embargo stesso dalle politiche del governo Cubano, quando vi porrete affrontando questo piano
del discorso avrete fatto quel salto di qualità che ben si addice all’esercizo dell’onesta e della verità intellettuale.
Sulla questione della partita diplomatica Obama-Cuba bisogna dire che la posizione assunta del ministro degli Esteri cubano Bruno Rodriguez è giusta
e le sue parole suonano come un macigno contro l’uso spietato di trappole e menzogne del dipartimento di stato USA;
è giusto che il governo di Cuba si difenda dalle delazioni e dai soliti nemici che vorrebero metterla per interesse politico e opportunismo in quella
ingiusta condizione di stato terrorista e canaglia..
Non si puo tendere una mano e nascondere poi quella con la pietra!
Che Guevara lo gridava sbattendo i pugni chiusi anche in sede ONU: dell’imperialismo non bisogna mai fidarsi neanche per un niente!
Lupi e Monnalisa, discordo. Yoani fa politica. Eccome! Quasi tutti temi sono politici e anti socialisti e pure anti Stato. I proclami sono abbondanti. In più, con le continue generalizzazioni e i «noi», «in tanti», «la maggioranza» e «i cubani» ha preteso soppiantare altri, ignorato storia e fatti.
Per chi – giustamente – non lo sa, Moyuba Oyà vuol dire letteralmente: accompagnami (illuminami, salvami, guidami) con tuoi occhi Oyà. Oyà è una delle deità Yorubà. Diviene un saluto di rispetto e anche un chiamato alle deità.
Tutto è politica e tutto non lo è. Pasolini era un intellettuale e faceva politica. Era grande sia come politico che come scrittore - regista e poeta.
Non tutti sono Pasolini, però. Non credo ch il compito preciso di uno scrittore sia avere le idee chiare in politica.
Credo che la politica di uno scrittore vada oltre la politica comune e sia lontana dalle categorie del passato.
Ho votato per anni comunista, ma non me la sentirei più di parlare di lotta di classe e di proletariato.
Lupi
http://www.tellusfolio.it/index.php?prec=%2Findex.php&cmd=v&id=8605
Un racconto di Alejandro Torreguitart sul Primo Maggio a Cuba.
Non è politica, è vita quotidiana, è ironia letteraria… ma tutto - bene o male - è politico e si presta e essere strumentalizzato.
Lupi
Lupi, continuo a sostenere che lei con Yoani ha poco in comune. Ed è, secondo me, un grandissimo complimento.
Fascio fatica a credere in Yoani. Troppo contraddittoria. Un giorno critica l’eco lampade e gli sforzi governativi per diminuire gli spreghi di elettricità e si lamenta della carta grigiastra (cloro free) completamente riciclabile dei libri cubani. Un altro giorno si dichiara ecologista. Un giorno confessa di avere mangiato non so quanti polli. Un altro giorno che è vegetariana perché non piace il sacrificio degli animali. Un giorno ci dice che non è dissidente. Un altro giorno contatta e parla per i gruppi dissidenti; fra questi, quello d’Adolfo, vincolato al CID di Huber Matos.
Yoani continua a dire – con evidente disgusto – che Fidel ha preferito soffermarsi sul discorso di Daniel Ortega. È strano, molto straneo. Se Yoani è veramente contro il Blocco dovrebbe lodare il discorso di Ortega; di tutti quelli pronunciati, è stato il più critico con il Blocco e quello che ha fatto – a differenza di Obama – concreti suggerimenti. Non la capisco.
Yoani continua a tergiversare incolpando il governo cubano di «fare propaganda antimperialista e a istallare la paura del potente vicino pronti a attaccarci». Yoani – che ignorante non è – ignora 50 anni di aggressioni imperiale e chiamati del governo cubano alla convivenza pacifica.
Yoani mente. Proprio adesso nessuno parla di invasione militare degli Stati Uniti. Nessuno, nonostante ancora siano vigenti leggi che esplicitamente lo richiedono. E non credo che Raúl sia disposto a parlare con chi sta per invaderlo.
Perché Yoani continua a rovesciare la situazione? Perché la sua retorica anti governativa? Perché non responsabilizza agli Usa «dell’assurdo embargo economico»? Perché responsabilizza, invece, al governo cubano? «Obama [già] ha fatto», «Ma se Raúl Castro si lascerà sfuggire questa opportunità», «Il nostro leader si è detto disponibile. Ma siamo in molti a temere che siano solo parole».
Sottolineo, visto che Yoani lo dimentica sempre, che il Blocco – oltre a economico – commerciale, finanziario ed anche politico.
Vorrei leggere l’originale in spagnolo, perché a volta un monosillabo può cambiare il completo senso della frase. Quale delle due: «e sarebbe imperdonabile se non ne facesse [Obama] un altro mettendo fine all’assurdo embargo economico» o «e sarebbe imperdonabile se non SE ne facesse [ossia Raúl] un altro mettendo fine all’assurdo embargo economico». Aldilà dell’originale e la traduzione, il testo dell’articolo si allinea di più a questa ultima versione, che è molto diversa.
Non sarà che Yoani ha saputo delle recenti dichiarazioni nel senato italiano? Non sarà che sa che i suoi lettori italiani diminuirebbero drasticamente se non prendeva posizione contro il Blocco, anche se di maniera timida, contorta e tergiversante? Non sarà che Yoani è più furba di quel che sembra?
Lupi mi spiace per te ma sono finiti i i tempi in cui era possibile dire sono finiti i tempi, lo dimostrano i fatti attuali e la catastrofica crisi economica
internazionale, le guerre imperialiste che il capitalismo sta imponendo al mondo..
parlare di lotta di classe e proletariato non è possibile neanche alla luce delle crisi industriali, della precarietà dilagande
(l’esercito di riserva di cui parlava Marx) e dei milioni e milioni di licenziamenti che sta coinvolgendo tutti i paesi?
Il funzionamento del capitalismo è inversamente proporzionale alla crescita dellla società, è a dir poco regressivo perche il
divario delle classi è cresciuto in maniera esponenziale e il sistema oggi non riesce a governare tali contraddioni esplosive,
per questo l’analisi della critica della economia politica, la critica e la politica marxista sono più attuali che mai sia come
diagnosi che come cura!
Sono d’accordo con te Pasolini non ce ne sono in giro, ma la sua storia di intelletuale è un esempio che resta più che mai
valido come misura di giudizio critico applicato a un sistema putrido e corrotto dove giornalisti, scrittori, poeti, intellettuali,
politici non sono immuni dal servizio che in ognuna di quelle funzion essi rendono al sistema culturale come
amministrazione dell’esistente.
Quello di Pasolini è un invito ad essere come uomini e in tutti i campi vere e proprie contestazioni viventi rispetto alle
contraddizioni complessive che dominano la realta sociale.
E’ solo la menzogna ad utilizzare la verità come suo strumento di riproduzione non il contrario.
Beninteso è solo la menzogna ad utilizzare la verità (PER ROVESCIARLA) come suo strumento di riproduzione non il contrario.
Mio e-mail: l.mesa@tin.it
allora lupi, la vita è politica si o no?
non ci capisco più niente.
so che oggi nessuno parlerebbe più di lotta di classe o proletariato.
tu che sei un fine linguista dovresti conoscere le teorie sul linguaggio di N. Chomsky.
Struttura profonda etc.
magari la lotta di classe oggi la possiamo chiamare “conflitto sociale”?
ti piace?
e il proletariato nell’occidente sviluppato?
lo chiamiamo “nuovi poveri”?
o magari “quelli della terza settimana” che è più carino, più familiare.
ma poco cambia.
Lupi,
la migliore letteratura si è sempre fatta
in tutto il mondo
a partire da drammi sociali
e ingiustizie di ogni genere
cioè da questioni politiche comuni come le chiami tu.
se solo ti sentisse pasolini…..
Non ho preconcetti,mi sono affacciato per la prima volta al blog di Yoani,capire e giustificare o meno l’isolamento e una certa censura informativa a Cuba,negare tutto ciò equivale a nascondersi dietro ad un dito,le ragioni si devono ricercare alle origini della rivoluzione cubana,dove lo sfruttamento e l’influenza americana somigliava a molte realtà centro-americane,sappiamo tutti quanti le criminali derive e l’impoverimento che ne è derivato da tutto ciò in questi paesi.
Naturalmente pregi e difetti sono palesemente evidenti,ma facendo un bilancio della situazione,a me pare che l’indipendenza cubana nonostante la semi libertà,la sconfitta della miseria e la cultura che ne è derivata siano stati fattori positivi.
A me pare che i tempi siano maturi per un cambiamento epocale,siamo all’anno zero dell’avvicinamento agli States e con il mondo occidentale.
Un consiglio per Yoani
leggendo la critica alle autorità cubane,accusate di permettere la festa del 1 maggio,a me pare pretestuosa,l’isolamento di Cuba consente con buona ragionevolezza di stare tranquilli.
Auguro a lei e al popolo cubano,un lento cammino verso la democratizzazione,meglio lento,l’organizzazione delle riforme ne gioveranno.
Saluti
Ivo Serenthà
Lupi, anche se discordo, Torreguitart mi fa sempre arrivare una boccata di aria cubana, e sempre delle rissate mi strappa.
Però se non fossi per i suo chiarimento, un po’ con Torreguitart me la prenderei. Però lei ha chiarito: «è ironia letteraria». E così si può dire poco, perché l’ironia ammette tutto. Speriamo che i lettori non lo dimentichino.
Non capisco, però, come Torreguitart abbia scambiato Raúl Castro con Salvador Valdés Mesa (che non centra con me), segretario generale della Centrale di Lavoratori di Cuba. È stato lui ha parlare, «dall’alto del podio», e non Raúl.
Forse Torreguitart si è confuso con alcuni titolari della stampa straniera che dicevano «Raúl presiederà il Primo Maggio». Comunque, se Torreguitart era lì (o davanti alla Tv) avrà notato delle differenze: Salvador è più alto ed è nero.
Certo, con l’ironie e la letteratura, spariscono pure i colori.
Ah… dimenticavo, là «dall’alto del podio» c’era pure Miguel D’Escoto, presidente attuale dell’Assemblea Generale dell’Onu, e George Mavrikos, segretario generale de la Federazione Sindacale Mondiale.
Lupi, chi è Freedom House (FH)? È importante conoscere la bocca per potere capire le parole. Freedom House vuol dire Casa della libertà. Chiarisco che qualsiasi riferimento è puramente casuale.
FH è una delle tante organizzazioni, apparentemente indipendente, made in USA. Passa per un’ONG però è una GoNGO (Governmental nongovernmental organization). Come lo sono pure la Fmc e i Cdr in Cuba, per intenderci.
Secondo FH, il 37% del mondo è «libero», il 30% «parzialmente libero» (concetto che non ho capito bene) e il 33% restante «non libero». Per una relazione della popolazione di 18%, 40% e 42%, rispettivamente. Ovviamente qua, nel fanali di coda, c’è Cuba.
Comunque, il fatto che questa GoNGO definisca un paese in modo tale che occupi gli ultimi posti, non è cosa per trapanarsi il cervello: basta andare a vedere la metodologia (da loro stesso dichiarata) per capire che qualsiasi paese socialista, immediatamente, andrebbe a finire in coda. Invito a leggere nel sito la sezione «Survey Methodology». Costaterete che non mi sto inventando niente e che se la metodologia fossi applicata imparzialmente ai media Usa, uscirebbero molto male.
È interessante vedere, come fino al 2006 – per esempio – Messico era catalogato come «parzialmente libre» però dopo come «libero». Cosa è cambiato? Niente. Proprio niente. L’unico cambiamento è che Messico ha soscritto è accelerato il trattato di libero commercio con gli Usa. E così, dalla notte al mattino Messico passò da parziale a completamente «libero». Magia! E, adesso, quando il governo in Messico comincia a dare segni chiari di ritrovare l’indipendenza che lo ha caratterizzato, indovinate? Messico è scesa di nuovo a «parzialmente libera». Magia: nel giro di un anno su e giù.
Quanto scommettiamo che se la relazioni fra Cuba e gli Stati Uniti migliorano, senza cambiare niente in Cuba, la sua posizione migliora?
Un altro esempio? Bene. La Russia, dopo il crollo dell’Urss fu libera; però già nel 2004, senza essere cambiato niente, la Russia diventò «non libera».
Volete ridere? FH assicurava fino al 2007 che Colombia era «libera». Ancora? Assicura che la situazione in Cuba è peggiore che nella monarchica Arabia Saudita Assicura che Mali, il popolo più povero al Mondo è «libero». E questo è quanto basta per capire cosa intende FH per libertà di stampa.
Chi sono gli stati «non liberi» nel continente americano? Cuba e Venezuela. Ovvio! Comunque, per mantenere tutti sul filo del coltello, la maggioranza è classificata, comunque, come «parzialmente liberi». Fanno eccezione Cile, Uruguay, Costa Ricca, e, stranamente, quasi tutti membri del Commonwealth inglese, quelli cui capo di Stato è ancora oggi, nel secolo XXI, la regina Elisabetta. Addirittura, le isole Maldive, possessione coloniale inglese rubata all’Argentina è classificata come «libera».
FH è un’organizzazione strana, perche valuta la libertà di stampa secondo il numero proprietario PRIVATI. Così, se in Italia Berlusconi detiene i principali messi di comunicazione (paragonabile o sorpassabile a quelli di Stato) non va bene. Se negli Usa ci sono 5; 6 o 20 proprietari, va bene; anche se tutti dicono le stesse cose. Interesante come concetto, vero?
Poi, signori miei, chi è il governo Usa per definire chi è chi non è? Malati. Sono malati.
Lupi, se vogliamo parlare delle mancanze di libertà a Cuba (e anche delle cause) bene, però fare riferimento a Freedom House, un conosciuto istrumento governativo Usa, non mi sembra appropriato.
Il governo cubano – informa Granma (02/05/2009) e si fa eco Reuters – fa un controllo di tutti possibili casi di influenza porcina. Sono seguiti i naturali cubani tornati in patria come i turisti messicani o di là passati. Il governo ha stipolato un seguito epidemiologico «fino a due settimane dopo l’arrivo».
Le persone a rischio sono «visitate da personale specializzato in alberghi e altri posti dove prenotano».
Si precisa che «già sono state debitamente organizzati in ogni provincie delle aree di ricovero ospedaliero per [...] coloro che siano dichiarati sospetti». Una sezione specializzata ai bimbi è stata predisposta.
Il tutto in stretta collaborazione con l’OMS.
Cari miei, oggi, 3 maggio, Yoani perfino nella prima pagina dell’Unità. Per intenderci non è che sia dispiaciuto, è semplicemente che spero che un giorno Il Giornale o Libero dedichino la prima pagina a Yohandry o a Luis Sexto.
Quel giorno si potrà parlare veramente di libertà di stampa in Italia.
DA L’UNITA’ di oggi:
‘Il mio blog contro il regime castrista’
di Natalia Rodriguez
A rispondere al telefono dall’altra parte dell’Oceano è Reinaldo, il marito di Yoani Sanchez: «Siamo felici di parlare con l’Unità – è la prima cosa che dice - E un giornale che rispettiamo molto». Reinaldo è stato fondamentale per il successo del blog di Yoani: «Senza di lui, tutto questo sarebbe stato impossibile» tieni a dirci, non appena Reinaldo ce la passa, la blogger più famosa dell’America latina. Le diciamo subito che una delle sorprese più piacevoli per chi legge «Generacion Y» è la qualità letteraria. Yoani ne è consapevole, ma quasi si scusa: come se fosse peccato scrivere bene su Internet. «Sì, è più forte di me – dice - mi piace scrivere bene». Bene e dentro una formula molto innovativa. Un modo davvero nuovo, il suo, di raccontare l’attualità cubana. «Il fatto è – dice Yoani - che siamo stanchissimi della retorica. Sia quella dei castristi, sia quella degli anticastristi». Naturalmente il telefono è controllato, e i servizi segreti ci ascoltano. Questa piccola donna di cinquanta chili, la cui unica arma è un vecchio computer ricavati da pezzi di altri computer ancora più vecchi, li fronteggia con una prosa deliziosa che disegna con tratto sicuro una realtà lontana dalla mistica rivoluzionaria, dove non c’è posto per l’odio, ma solo per l’ironia. Yoani ha creato una nuova narrativa, che non ha niente che vedere col costume manicheo di dividere la realtà tra buoni e cattivi.
Quali obiettivi ti sei prefissa quando hai cominciato col blog?
«Non avevo e non ho altra pretesa che raccogliere la voce dei cittadini, raccontare la quotidianità di migliaia di persone che non vogliono fare la rivoluzione per salvare il mondo, ma solo trovare il cibo da portare nelle proprie tavole. Nel mio blog non c’è posto per il rancore, ma c’è posto per le frustrazioni che ogni giorno tutti i cubani soffrono».
Eppure molti ancora difendono il modello castrista.
«Cuba è diventata un parco tematico per i nostalgici che hanno deciso di ubicare nella nostra isola le loro utopie. Noi, invece, sappiamo che questa utopia non è vera. Le deficienze materiali, l’avventura giornaliera per portare una lettera alla posta o trovare gli assorbenti non le potrebbero sopportare questi nostalgici. Li inviterei a stare un mese da noi, con il nostro stipendio e ad affrontare la nostra realtà. Senza parlare della asfissia provocata dalla mancanza della libertà».
Avresti potuto vivere in Europa, perché sei tornata?
«La distanza era troppo dolorosa. Essere consapevole ogni volta che mi sedevo a mangiare in Svizzera che i miei non avevano niente da mangiare, oppure potermi connettere a Internet 24 ore al giorno mentre a Cuba questo è impossibile… tutto questo mi ha dato la forza per tornare».
Generacion Y è la generazione dei giovani cubani nati tra gli anni 70 e 80 del secolo scorso. Giovani con nomi variopinti come Yoandri, Yaniseldi o Yuniesky. La scelta del nome del figlio era un spazio di libertà unico, dove la creatività non conosceva limiti. Per questo Yoani non è Giovanna. Nel suo profilo si descrive come «più informatica che filologa», è per questo che viene considerata come la Madre Coraggio degli internauti cubani.
E’ così?
«Sono una blogger cieca, o per lo meno miope. Non posso vedere i miei post, né posso rispondere direttamente ai commenti perché non ho l’acceso ai miei blog. Senza l’aiuto degli amici che ho all’estero e che traducono il blog in 14 lingue e pubblicano i miei messaggi, tutto sarebbe impossibile. Il mio è un blog bloccato».
Hai pensato fino a quando andrai avanti?
«La realtà è cosi ricca che non vedo la fine di questa avventura»
Hai paura?
«Assolutamente sì. Ancora ricordo come tremavano le mie gambe i primi giorni. Ma devo dire che questo è un regime politico maschilista al cento per cento. Così, spesso, succede che la polizia arresti Reinaldo e non me. Io sono donna, un soggetto non abbastanza importante per il carcere»
Esiste una specifica “paura cubana”?
«Anche in questo siamo molto originali… la nostra paura è una combinazione tra la paura in senso stretto, l’indifferenza e la temerarietà. E’ un modo di rischiare molto individualista, alla “ognuno per sé”. Non abbiamo il coraggio di denunciare niente, ma per una saponetta siamo capaci di qualunque cosa. Siamo un’isola che si crede un continente e questo causa in noi una autostima esasperata. Ci crediamo superiori a tutti».
In effetti è difficile essere neutrali verso Cuba.
«Cosi è stato sempre. Questa è la terra delle iperboli, per noi Cuba potrebbe essere Atlantide».
E’ anche la terra degli stereotipi….
«Certamente. Stereotipi che ci fanno credere di essere i migliori ballerini, i migliori musicisti, di vivere nella terra più bella più bella del mondo… Ma non siamo capaci di ammettere di aver sbagliato come cittadini. Abbiamo consegnato un assegno in bianco ad un uomo e alla sua megalomania. Non lo vogliamo riconoscere perché è doloroso accettare il nostro errore storico. Un errore che non inizia con il castrismo, ma con una lunga fila di dittatori chi ci hanno governato fin dalla liberazione dagli spagnoli».
Ti pesano il tuo ruolo, la tua responsabilità?
«Ogni giorno di più. Credo che la mia responsabilità consista soprattutto nel non alimentare l’odio. A Cuba non abbiamo più bisogno di leader ma di cittadini».
Il famoso e atteso cambiamento arriverà grazie all’effetto-Obama?
«La posizione di Obama ha prodotto un effetto immediato: ha destabilizzato la nomenclatura. La minaccia dell’invasione e l’embargo degli Usa sono stati usati per anni come pretesto per limitare le nostre libertà individuali. Poi arriva Obama ed è subito chiaro che il lupo non vuole mangiarci. Ma non sono tanto sicura che tutto questo avrà un effetto concreto: dipende da ciò che farà il governo. Certo, qualcosa dovrebbe fare altrimenti sarebbe come un suicidio della nazione. Ma poiché siamo affezionati alle iperboli, non ne sono affatto sicura. Di certo Obama da noi è molto popolarei. Appartiene a una generazione che non ha causato l’odio. Ed è nero. Ed è impossibile immaginare un presidente cubano nero».
Quali saranno i protagonisti dei cambiamento quando verrà il “momento biologico”?
«Non li conosciamo. Portano la maschera per proteggersi, simulano, si muovono dentro gli interstizi del potere senza essere identificati. Sono convinta che nel partito Comunista c’è chi aspira a un cambiamento in senso democratico, ma non possono ne vogliono parlare. E ciò che qui si conosce come “l’effetto Gorbachov».
Come possono i cittadini cubani contribuire a cambiare il regime?
«Con l’esasperazione. Mancano gli assorbenti, le donne devono usare le poche lenzuola che hanno nei giorni del ciclo… la rivoluzione può avvenire per questo. O, chissà, per una coda per il pane troppo lunga… Cosi fu il giorno in cui il muro di Berlino si sciolse come uno zuccherino in acqua. Cosi sarà a Cuba».
Pensi di dedicarti alla politica?
«Anche se non si può mai dire mai, non voglio fare politica. Ritengo il fare politica presupponga una certa ipocrisia. Vorrei invece fondare un giornale. Un giornale che fosse un autentico motore di libertà, della libertà di stampa, della libertà di espressione. Un giornale che ci accompagnasse alla democrazia che vogliamo. La vera libertà è poter dire sempre ciò che pensi senza paura»…
Per Leonardo. Sì, saiamo tutti chi ha parlato il Primo Maggio, ma il simbolo della “nuova” Cuba è Raul. Torreguitart lo dice che lui parla poco, più che altro ascolta. Non sta facendo cronaca, a lui interessa il culo della creola non chi parla dal podio. Mi pare chiaro…
…
confondere la Politica con le questioni Partitiche è fuorviante,
tutti si fa Politica. è così ovvio,
la differenza è che qualcuno riesce a farla in maniera incisiva rispetto alle dinamiche che ha intorno e nelle quali è inevitabilmente inserito,
anche decidesse di viver da eremita,
poi la consapevolezza e la capacità d’analisi e di determinazione sono valutabili…
la pratica abituale per noi di delegare un partito (entità) a rappresentare i nostri interessi tramite suoi quadri(emanazioni) risolta con la scheda elettorale è davvero marginale rispetto alla dimensione Politica dell’agire umano,
che poi tanto chiasso si faccia quando questo avviene con modalità differenti tali da permettere almeno d’individuare direttamente le responsabilità e di stabilire un’asse dialettico reale estraneo ai partiti tra rappresentati e rappresentanti (come avviene dove il Parlamento fa a meno dei Partiti, a Cuba ad esempio) credo sia solo perchè eurocentrici come siamo vediam il modello anglosassone come unico e assoluto,
da buoni democratici…
g,
…
continuo a vedere similitudini alla Merkel(è tra le poche ancora in auge della dissidenza ad est), ma lei ha trovato dopo lo zuccherino sciolto un Popolo gemello disposto a sacrificare la metà di cio che aveva per reintegrare la metà dei Tedeschi, e l’ha fatto in un batter d’occhio..
i Cubani posson contare solo su se stessi e grazie al Castrismo sull’appoggio dei paese democratici del Continente,
di nuovo credo sia necessario riconoscere questo, accumularlo alle dittature della storia Cubana è ipocrita quanto vedere sempre a Nord l’interlocutore unico e modello d’ispirazione,
g,
Lupi, ebbene. Non capisco, però, perché Torreguitart, per interessarsi al culo della creola, aspetta il Primo Maggio. Saranno i bollori di primavera…
…
tutto torna caro Leo,
è la dimensione politica del’agire umano, giust’appunto,
una buona concezione del Lavoro lo vuole inserito nelle attività umane gratificanti,
questo è possibile dove non esiste competizione e produttività,
lì è naturalmente in sincronia con le altre pratiche vitali e naturali,
a Cuba ad esempio tanto mi pare sia spontaneo correlarle che tempo fa lo Stato dovette contenere gli impulsi sessuali dei lavoratori-trici con la preghiera di farlo fuori dall’orario di lavoro,
ed il 1°maggio essendo la festa dei lavoratori vien naturale concentrar lo “sguardo” su ciò che meglio rappresenta una sana percezione della gioia e del piacere nella festa…
g,
…
provate un pò a telefonare ad un giornalista non d’opposizione ma solo indipensente in Russia e sentite se è così libero di farsi intervistare da un giornale europeo…
o ad un oppositore in Grecia,
potete provare a parlare x tel con un Kurdo nella sua proibita lingua in Turkia…
e nn ho citato tristi Paesi dell’Africa ma moderne democrazie, che assassinano quotidianamente i dissidenti.
In questi Paesi non è possibile fare ciò che la “prigioniera” Yoani ha potuto, giustamente, e lo ha fatto in qualità di Cittadina Cubana, tutelata (anche se telefonicamente controllata, come molti di noi, presumo) da una Costituzione e da uno Stato, cmq sia.
g,
Ho finito di leggere l’intervista rilasciata all’Unità da Yoani, (se Gramsci che ha fondato quel giornale fosse vivo di sicuro butterebbe fuori tutta la redazione a forza di calcioni nel culo.. che brutta fine che abbiamo fatto!)
Questa donna è davvero l’espressione più alta della povertà e della disonestà intelllettuale, la sua è una stanca ripetizione di uno schema subdolamente applicato agli spazi di crisi lasciati dalla società cubana che hanno unicamente nell’embargo la loro causa esterna, una responsabilità politica non rovesciabile attraverso la mancanza di assorbenti e lenzuolini ma continuamente scaricata sul governo castrista..
E così che una realtà economica per forza di cose contraddittoria viene continuamente strumentalizzata dalla giovane cubana che fuori dall’isola sarebbe una delle tante reazionarie da sistema…
Lei dice di non fomentare l’odio ma afferma che il governo cubano dovrebbe essere fatto crollare con la forza della disperazione di una popolazione che farebbe di tutto per una saponetta… e cosi che dissidente vaga per cuba fomentando risentimento attraverso miseria ma intellettuale e manzanza di argomenti!
La rivoluzione arancione e lo sfondamento dell’odiosa nomenklatura da parte dei Gorbaciov di turno per adesso con le mani legate sono per Yoani già pronti! Che Idiozia!
Mentre ringrazia i suoi collaboratori che traducono il blog, mettiamogli pure tutti i webmaster, la povera ragazza Y per correttezza dovrebbe fare lo stesso per i suoi finanziatori occulti X, coloro che pagano i server in giro per il mondo e le traduzioni a questa mentecatta da strapazzo che ritorna a Cuba e prepara il terreno alla reazione in attesa di un posto al sole?
Chi sono i manager editoriali, i politici e i relativi gruppi economici che hanno mosso tutto questo mare affinchè un caso editoriale e giornalistico cosi ben orchestrato potesse esplodere fuori dai confini di Cuba e che stanno dietro Yoani Sanchez?
ll toto rebus da 100.000.000. di $ è ufficialmente aperto!
“Cuba libre” - Certo è che la gententaglia e i volponi che ho citato un titolo più originale al libello lo potevano trovare?
L’etimo e il significato di libello ben si addicono alle superficiali tematiche in esso contenute:
LIbello: piccolo libro ordinariamente di piccola mole, satirico, ingiurioso, diffamatorio, col quale si oscura la reputazione di alcuno, detto altrimenti cartello però in questo senso suole apporglisi l’aggiunto di famoso, infamatorio e simili.
Ecco probailmente se Yoani girasse anche con i cartelli al collo magari avrebbe più successo, la povertà dei contenuti ben si presterebbe ad uno spazio così ridotto e diretto giustapposto per le sue infamie!
O forse una cosi forte esposizione metterebbe la sua vita a rischio ma di pubblica ridicolaggine!
Leonardo, tu sei cubano, un culo di una creola per un vero cubano vale più del primo maggio, via…
scherzo, ma non troppo… :)))
Gordiano
Finanziatori occulti? Non cominciamo con questa storia, perchè se ve ne fossero davvero io domani non dovrei andare a battermi le palle in un lavoro alienante, tanto per citare Marx…
Gordiano
Altro appunto. Il senso del ridicolo è sempre molto relativo. Io ho trovato l’intevista di Yoani molto sincera e condivisibile. Scriverei volentieri sul suo giornale, se sapessi scrivere in spagnolo. E spero con lei che molti comunisti cubani aspirino alla libertà e alla democrazia, non intesa in senso capitalistico, ma libertario. Gramsci era un vero comunista libertario, una persona degna del massimo rispetto, credo che sarebbe andata d’accordo con le idee di Yoani. Voglio sperare che non esistano solo due regimi possibili al mondo. Come mi auguro di non morire berlusconiano, auguro a Cuba di non morire fidelista…
Gordiano
Marco Rosso; Lei sì che è un infame, propio da sputarli in faccia…ma che ne sai tù della terribile sofferenza dei cubani!!! vieni a vivere da noi a fare el cubano, senza i tui eurito, que dopo aver perso 30 kili y anche la tua dignita, dovrai continuare a sostenere questo tuo pensiero procastrita, che ti piacia o no, certo è che la gententaglia e volponi si vedono in quelli come te.
I miei piu sinceri rispetti e admirazione per lei sr: Gordiano Lupi, che capisce le realtà altrui, mi domando quando leggo certi commenti come questo Marco el rosso, perchè la inteligenza è cosi scarsa?
la cosa sta prendendo una piega intollerante.
marco il rosso, se usi questi toni accendi gli animi
di chi sta male.
yoani avrà pure il diritto di dire la sua?
quello povero di argomenti e prodigo di insulti sembri proprio tu.
infamie, calci nel culo, ridicolaggine, mancanza di argomenti etc.
lascia stare gli insulti che ti scrivi addosso e basta.
lupi, pasolini è sacro e si evoca con mille cautele.
aspetto ancora di sapere come hai fatto a dare l’intervista
di yoani al “Giornale”.
lì mi hai veramente deluso!
capisco la voglia di fare pubblicità
ma su quel fogliaccio
qualunque cosa viene marcata a fuoco
…
l’esperienza che ho mi fa diffidar e non credere alla sincerità di comm quali tonibal o libercub, nomignoli stupidi per interventi tesi solo a risentimenti che hanno molto del “personale”,
il tempo che dedico personalmente a scrivere cose a cui penso e la disponibilità a renderle pubbliche ha un valore che ritengo dignitoso e certo non viene screditato da chi non ha gli strumenti culturali per usare gli spazi di partecipazione, pur arrivando da una terra dove l’Assemblea è sovrana,
triste ammettere che se cercavan un posto dove chi urla(o chi paga) di più ha ragione l’han trovato in Italia…
g,
Libercub, non condivido le offese. Di nessuno. Non c’è ne bisogno dove bastano gli argomenti.
Credo, nonostante, che una delle offese maggiori sia la bugia. Fare passare l’interlocutore per lo scemo del villaggio (blog). Yoani più di una volta è stata bugiarda, disinformando deliberatamente. Perciò, per me è condonabile tanto l’irruenza di Marco il Rosso, che bugie non dice, come l’eleganza di Yoani, che bugie dice.
Violenza non è solo parlare come Marco il Rosso parla, lo è anche il sistema, che mediante violenza (non tanto) sorda, seppellisce umani. Marco il Rosso – secondo me – va rimproverato; però, anche quelli che sono parte o difendono un sistema che è estremamente violento, anche se con delle parole eleganti.
Un’altra cosa. In Cuba sono arrivato a avere 45 chili meno degli odierni, e nemmeno quel callo mi fece mai cambiare idea: è la mia piccola “rivincita” contro di quelli che hanno preteso farmi morire di «fame e disperazione». Testuali parole nei documento che richiedono il Blocco. Lo stesso Blocco che Yoani chiama «il pretesto».
Forse per quelli chili in meno, e quelli del mio figlio, che prima di condannare Marco il Rosso, condanno cento volte prima l’ipocrita eleganza di Yoani.
è vero accendo gli animi perche difendo la verità politioca contro la reazione e la propaganda borghese di Yoani Sanchez.. ne sono fiero e mi preoccuperei solo del contrario.. accettate anche voi la lotta politica!
se c’è una persona che strumentalizza la soffferenza dei cubani però questa è Yoani
le tue risposte Lupi sono troppo insufficienti e quando vorrai calarti nel dibbattito potrai sempre farlo..
anche tu rosario sforzati di trovare argomenti e risposte valide a cio che scrivo perche i contenuti ci sono ma sicuramente ma vi fa comodo spostare il piano del discorso, quando asserisco che Yoani sia una menteccatta da strapazzo lo argomento e lo dimostro… come ho a lungo parlato del perchè il suo libro sia solo uno spregievole libello e la sua campagna contro Cuba pianificata, finanziata ed orchestrata…
se poi volete bervi il caso della povera ribellle sola che sfida Castro come l’Uniita e gli altri organi di stampa borghese vorrebbero far credere fate pure, ma sono solo squallide menzogne, è mera propaganda politica..
(per rendersene conto basta ricordare che al governo di qualche anno fa D’alema agli esteri e la sua sinistra politica e d’informazione disprezzavano anche Chavez per seguire il carrozzone USA, fuguriamoci la Cuba comunista!)
Lupi la prima pagina dello sventurato giornale l’Unità con la faccia di Yoani potrebbe semmai andare bene per un rotocalco alla panorama..
dire che un Gramsci possa essere d’accordo con con delle simili posizioni politiche è un offesa bella e buona alla storia di un intellettuale politico e dirigente comunista che ha segnato la storia del marxismo novecentesco non certo del trasformismo conservatore e opportunista della sinistra PD, deriva politica in cui è finita insieme ai cattolici e tutto il suo giornale..
(ricordiamo pure che grazie a questa deriva politca della sinistra italiana che fa del PD la destra moderata e interlocutrice della corrotta borghesia italiana oggi il paese non ha una opposizione alla dittatura di Berlusconi che fa così il bello e il cattivo tempo.. nel campo è rimasto solo il securitario e legalista Di pietro.. che schifo! grazie Veltroni!)
invece di animarvi piuttosto provate a rispondere alla domanda di 100.000.000 di $ con uno straccio di contenuto:
(Chi sono i manager editoriali, i politici e i relativi gruppi economici che hanno mosso tutto questo mare affinchè un caso editoriale e giornalistico cosi ben orchestrato potesse esplodere fuori dai confini di Cuba e che stanno dietro Yoani Sanchez?)
Marco il Rosso, in Italia sono io che ho fatto conoscere Yoani Sanchez. E adesso tutti se ne appropriano e tutti la brandiscono come il loro cartello. Persino L’Unità che mette il mio nome piccolo da una parte, come traduttore, e nemmeno cita il blog in italiano, non si sogna di dire chi ha scoperto la blogger in Italia… Non ci ho guadgnato niente e continuo a non fare soldi con il suo nome, ma solo a credere in lei. Il mio risentimento è grande verso chi non mi dà i giusti meriti (per te lo so che sono demeriti, questione di opinioni), perchè se Yoani Sanchez fosse stata scoperta da un’altra persona più mediatica, più televisiva, oggi sarebbero tutti a dirlo e a parlare di lui. Gordiano Lupi, invece, è dimenticabile, dà fastidio perchè è un cane sciolto, privo di tessere di partito. Il Giornale fa schifo anche a me, ma loro hanno comprato l’intervista, altri no. Che fare? Ho scelto di farla pubblicare. Qualcuno l’ha letta, così…
Gordiano
Anche il Che era un gran maleducato che parlava nelle sedi politiche, non in un piccolo blog, ma davanti a tutta la diplomazia internazionale in doppio petto, un gran maleducato violento che chiamava le cose con il loro nome, che chiamava gli stati capitalisti Affamarori, Bestie Imperialiste, che chiamava Assassini e Torturatori gli uomini che incarnavano queste politiche, che chiamava lotta di vita o morte l’impervia strada che ogni rivoluzionario deve intraprendere senza compremessi passando se il caso anche dall’isolamento..
bene io non saro il Che, Gramsci o Pasolini ma sono un umile comunista rivoluzionario che vive e morirebbe per la causa proletaria come hanno fatto loro.. non devo ingraziarmi i piaceri e i favori di nessuno se non quelli della mia classe, l’unica intelocutrice politica che puo richiamarmi ai giusti modi, ma non penso che lei abbia bisogno di questo…
come maschera fino a quando si scrive in questo blog mi basta un nick.. chiamare reazionari da due soldi, squallidi opportunisti, sgherri, servi i nemici di classe non è un offesa ma definizione di cio verso cui deve essere distante ogni vera lotta politica politica che si possa chiamare tale..
saluti a tutti
E sì, Lupi ha piena ragione: «con le glorie si dimenticano le memorie». Oggi sono in tanti a sbandierare Yoani, però il merito indiscutibile (anche se sono contrario a Yoani) è di Lupi è Tellusfolio.
marco il rosso io non confuto le tue teorie,
sono troppo radicate,
si dovrebbe dissodare troppa terra
e non avrei gli strumenti per farlo.
sono troppo assillato dai dubbi riguardo cuba
che non saprei proprio da dove iniziare
per mettere in discussione le tue certezze.
in genere
mi interessa più un’idea
che il profilo mentale di chi la ha generata
o i suoi compromessi con la vita.
e poi parli come se tu fossi
l’unico concessionario della verità.
per me, se urli, suoni solo stonato.
dell’italia sappiamo abbastanza,
magari dovremmo parlare un pò più di cuba
e di casi singoli e non di teorie generali…
lupi dove sei?
raccontaci del perchè hai dato l’intervista a quel fogliaccio.
rosario, ma sai leggere? l’ho scritto nell’intervento precedente il perchè… ma poi siamo alle solite: tu indichi la luna e c’è chi guara sempre e soltanto il dito!
lupi
Gordiano rispetto all’informazione so bene di cosa parli e non ho mai detto che tu ci facevi i soldi ma solo che il caso editoriale Yoani fosse pianificato, finanziato e orchestrato politicamente..
quindi rispetto molto questa tua risposta anche se non ne posso condividere la posizione..
grazie! saluti sinceri!
lupi sono arrivato in ritardo
e ho letto solo dopo aver mandato il mio.
sai, fra agnizioni e eteronimi a volte mi confondo.
comunque anche tu arrivi in ritardo,
erano mesi che te lo chiedevo.
se ti hanno pagato
la cosa è sacrosanta.
spero solo sia stato a peso d’oro.
non disperare che
quando yoani diventa ministro della cultura nel prossimo governo
magari ti mette al posto di alfredo guevara o alla bienal.
Marco, non so che dire. Non ho la palla magica. C’è chi lo dice che fosse pianificato. Però mi domando, se era pianificato perchè in Italia sono io che me ne occupo? Chi pianifica ha i capitali da spendere, i soldi da buttare… perchè in Italia si sono affidati al caso di una mia amica cubana che mi ha fatto conoscere gli scritti di Yoani? A me potevano pure non piacere… E poi chi mi consce lo sa che non ho un carattere facile, che mi si gestisce male, che sono uno indipendente da tutto e da tutti, un ex comunista che pubblica un’intervista sul Giornale, lo hai visto pure tu, no? Dammi una riposta convincente, per favore.
Gordiano
Pagato a peso d’oro? Credi ancora alle favole? Io no. Non è per i soldi (180 euro lordi) che ho dato l’intervista al Giornale ma perchè qualcuno la leggesse. Non m’importa se di destra o di sinistra, mi bastava che la leggessero. Tutto qui. Se Yoani diventasse ministro della cultura non credo che avrebbe bisogno di un collaboratore italiano…
Lupi
…
a parer mio,
perchè il marketing è una scienza e considera le variabili compresa quella umana traendone cmq profitti e vantaggi per il prodotto che promuove e per il suo valore aggiunto proprio a volte dalla variabile stessa,
caro Lupi, indipendente quanto vuoi sei parte del meccanismo, e bada che non è offensivo, neanche cinico come sguardo ma solo magari disilluso…
g,
adesso finalmente capisco.
«l’(dis)Unità».
Mi fa piacere che un giornale comunista (?) dia spazio a una persona antisocialista e di conseguenza anti comunista. Anzi direi che Yoani è una «anarchica di mercato». Da non confondere con anarchica DEL mercato, né con l’anarchismo al quale aderisce Chomsky. Quella di Yoani è un’apparente variante di anarchismo, però nell’essenza non è altro che un «“ordinerchia” del capitalismo». Una fossilizzazione del mercato: Il mercato e i mercanti, al di sopra di tutti: la minoranza al di sopra della minoranza che sfrutta.
Il primo colpo dell’intervista di Yoani mi è arrivata da elementi riferiti da Lupi. Poco rispetto dell’Unità verso Lupi e Tellusfolio.
Il peggio, nonostante, sta – secondo me – nell’essenza.
Posso scrivere – credetemi – in modo letterario (più o meno riuscito, ci intenda); però da insegnante di fisica preferisco andare passo a passo, pezzo a pezzo. Me scusso con quelli che preferiscono le cose raccontate in due parole, anche se limitate.
L’Unità dice «la blogger più famosa dell’America Latina» senza dire una sola parola del “come” è arrivata a esserlo.
Dopo parla della qualità letteraria, però non sarà difficile, a chi la abbia seguito dal primo giorno, costatare che non tutti i post sono di qualità e anche errori di redazione e ortografia ci sono. Reste chiaro che con questo non pretendo levarli valore; come diceva il noto architetto Wright: «non è che ogni giorno si può produrre una genialità». Ho, semplicemente, l’intenzione di sottolineare che si sta esagerando.
E fin qui siamo alle forme, che tutto sommato – per me – conta meno del contenuto.
Al sodo. Già si capisce la furbizia del saluto: «Siamo felici di parlare con l’Unità. È un giornale che rispettiamo molto». Reinaldo e Yoani hanno criticato i valori che l’Unità ha difeso sempre. Poi, come è che possono avere rispetto per un giornale che non arriva a Cuba se non tramite Internet? C’è Internet o non? Cosa avrebbero detto se l’intervista fossi stata fatta da Libero? Sono curioso!
Una novità c’è. Yoani dice: «Siamo stanchissimi della retorica. Sia quella dei castristi, sia quella degli anticastristi». Furba, eh! All’Unità dice una cosa del genere, nel blog, invece, non ha presso mai posizione e sembra molta, ma molto, compiaciuta degli anticastristi. Avrei gradito che lei dicessi – come dice tranquilla e genuinamente Lupi – «sono anticastrista». Così, chiaro, senza pretendere pigliare a nessuno per il sedere. Questa è una delle ragioni per la che ho un debole per Lupi. Così chiaro: anticastrista. Basta, niente di male.
L’Unità avverte: «i servizi segreti ci ascoltano». E sono sicuro di sì, però questo non fa altro che sbriciolare la tesi che chi in Cuba dissente o offre delle interviste per l’estero va in galera. Bugia, più di una volta ripetuta da Yoani. Per fortuna, qua ci sono delle indiscutibili prove.
L’Unità si spinge oltre: «Yoani ha creato una nuova narrativa [...] che non ha niente che vedere col [...] dividere [...] fra buoni e cattivi». Ma va? Yoani a prodotto più di 300 post, è in tutti è chiaro chi sia “il buono” e chi “il cattivo”. Perché l’Unità fa queste figuracce? Peccato.
L’Unità incomincia: «Questa donna di appena 50 chili». Perché? Quelle più grosse sono meno credibili? Questo giornalismo “facile” che oppone la diminuita magrolina (che ormai non lo è tanto) all’enorme e cattivo Stato socialista, mi fa capovolgere lo stomaco.
L’Unità introduce colpendo con ricette provate: «la cui unica arma è un computer ricavati da pezzi». Devo dire che non ho avuto mai un computer (di tavolo) che non abbia costruito a pezzi: sono fatti per questi. I produttori di schede madre aggiungono gli slot per questo. In più, l’Unità ignora che Yoani da molto usa portatili (come provato delle fotografie) che sono difficilmente spandibili, e quelli che lo sono, di solito, sono di ultima generazione. E non ha uno solo. Già aveva uno e dopo ha vinto due (cosa ne abbia fatto non so). Perciò, cade questa immagine di austerità tecnologica che l’Unità pretende dare.
Yoani dice: «Sappiamo che questa utopia [la rivoluzione cubana] non è vera». Invece di dirlo all’Unità dovrebbe dirlo ai milioni di Latinoamericani che vedono i figli morire [il più grande prodotto umano] per non essere stati capaci di raggiungere gli “spregevoli” indici della “feroce dittatura” cubana. Messo milione di bimbi morti (ammassati) in Latinoamerica ogni anno non sono pochi. Cosa penserebbe Yoani se Theo [suo figlio] avessi integrato quel triste elenco?
«Certe cose non si capiscono finché non ci colpisce».
…
…
Yoani parla del suo “inesplicabile ritorno”. Questa volta esplica che sono state la mancanza del mangiare e di Internet dei suoi; però, poco tempo, fa – dopo inventarsi altri motivi – dice che è tornato perché suo marito non voleva lasciare Cuba. Questo tema e quello del licenziamento di Reinaldo sono quelli che accumulano più versioni. Diverse versioni. Cosa che non capisco perché i fatti sono unici.
Yoani dice (o forse scherza): «La scelta del nome del figlio era uno spazio di libertà unica». Parla dei nomi iniziati con l’Y. Yoani dimentica – oltre a fatti circostanziale della Tv – che prima dei ’70 e ‘80 c’erano dei nomi non molto spagnoli. Alcuni nomi delle mie compagne (sono nato nel 1964): Sinuè, Soraya, Xiomara, Yamilè, Yamila e, perfino, Heidi.
L’uso dell’Y nei nomi va oltre all’influenza straniera per scovare nella radice indigena, dove il suono dell’Y era fondamentale. Mio figlio – per esempio – si chiama Alejandro Yabey. Un’Y in più di Yoani. Fu in rispetto a un cacique, dimenticato della storia. Storia che solo si ricorda dei martiri Guamá e Hatuey (si noti che già nei ‘400 l’Y era importante). Hatuey si pronunciava Yatuey, per completare. La storia raccoglie i martiri (a tutti effetti, gli scelti) che rimassimo nella mente dei conquistatori, però gli eroi sono sfuggiti. Davano troppo fastidio.
Inkito Fungue Yabey è stato dimenticato della storia; perché non fu mai martire se non, semplicemente, un eroe. Morì di vecchiaia. E la storia non è che abbia molta attenzione per quelli che di vecchiaia (secondo Dio) muoiono.
Fatto questo stop, che mi tocca direttamente, continuo.
Yoani mente di nuovo: «non posso rispondere [...] ai commenti perché non ho accesso a miei (vedete che parla in plurale, interessante) blog». «Voces cubanas» – secondo lei – non sta censurato e, addirittura, Generazione è – secondo lei – accessibile da vari posti, anche istituzionali. Ammettendo che tutti siano censurati e bloccati, lei riceve – lei dice – tutti commenti. Perché se gli riceve, tramite la stessa via, non risponde?
Yoani è più chiara di quello che fa vedere: «Abbiamo consegnato un assegno in bianco ad un uomo e la sua megalomania», ubica il castrismo come una continuità della «lunga fila di dittatori» di Cuba; ovvero, come la continuazione, anche dei peggio, di Machado e Batista. Basta un semplice sguardi storico per capire che Yoani sta dicendo proprie e vere fesserie.
Yoani esagera: «spesso succede che la polizia arresti Reinaldo e non me». Domanda diretta ed ESCLUSIVA a Yoani: sarebbe così gentile di elencarci gli arresti che ha subito Reinaldo?
Yoani chiarisci miei sospetti sulla sua (apparente) posizione contro il Blocco: «dipende dello che farà il governo [cubano]». E aggiunge: «Certo, qualcosa dovrebbe fare altrimenti sarebbe come un suicidio nazionale». Con questo è evidente che la qualificazione di «embargo assurdo» a Internazionale è (come pensavo) “ripensata”, precisata e CHIARITA all’Unità. Il tutto, in pochi giorni: alla faccia della coerenza!
Per finire, dico che Yoani mente ancora. Lei dice: «spesso succede che la polizia arresti Reinaldo e non me». E vorrei a questo proposito fare una domanda diretta ed ESCLUSIVA a Yoani (forse Lupi mi può aiutare): potrebbe elencarci gli arresti che ha subito Reinaldo?
Avanzo, una piccola cosa, piccolissima: è un’immensa bugia.
E visto che il livello si sta alzando, alzo anche il mio: mi sono scocciato. A Reinaldo lo ho conosciuto quando lavorava nell’impresa di ascensori di Città dell’Avana. Il capo di squadra era il padre del mio capo di cattedra quando insegnavo fisica nel liceo «Repubblica d’Ungheria», in Melena del Sur. Prego a Lupi di fare arrivare a Reinaldo questo nome: Miguel Govenco. Così vediamo quanto quante ore Reinaldo resta senza fiato.
Yoani e Reinaldo vogliono giocare duro? Bene, sono pronto!
Adesso Leonardo puoi capire cosa io ho provato quando ho letto nell’intervista a l’Unita la saccenza e la millanteria di cui fa sfoggio Yoani Sanchez.. lo ripeto ancora becera propaganda con cui i media italiani si ingrassano di ideologia al vetriolo! ( è gia da piu di 30 anni che l’Unita non difende sul serio i valori della classe ma li mette al bando per conto dei padroni);
Lupi, rispondo a te, il fatto che si voglia dare spazio al caso Yoani in ogni dove e con ogni mezzo è una prova evidente di come editorialisticamente, giornalisticamente e politicamente il tutto sia un buon affare e una buona opportunità.. semplicimante poi ci sono pesci piccoli e pesci grandi.. penso che dietro il caso Yoani ci siano sia gli uni che gli altri.. è evidente che tu sei solo un collaboratore quindi ne l’uno ne l’altro, nondimeno muovere in tutto il globo un operazione editoriale così grande però richiede risorse molto grosse che non penso si possano autorganizzare come nel caso del contatto occasionale.. spese di server, mantenimento blog, pubblicazioni, premi letterari e quant’altro.. il tutto è gonfiato e orchestrato ad arte… non è uno scandalo ma è cosi che funziona il mercato e anche la gestione politica delle cose nel mondo che deve reggere il suo sistema!
perchè si preoccupa di una falsa epidemia? avete contato i morti di questo “terribile” virus?
…
l’effetto mediatico c’entra poco, credo, con il superamento dei 100comm su GY(L),
aggiungo che forse se il Blog fosse letto senza problemi a Cuba il dibattito che ne seguirebbe sarebbe più simile alla versione italiana che alla attuale versione spagnola-di-Miami,
come sarà quando ’sto cavo potrà funzionare e nelle case cubane si ci potrà connettere, magari con i sistemi di gratuità già possibili e da noi così osteggiati,
La libertà d’espressione di cui gode Yoani, e credo tutti i cittadini, è talmente evidente che ovviamente per tener caldo il ferro è utile recriminare su cose difficilmente superabili nell’immediato, come la questione dei visti e dei permessi di movimento, o su ipotetiche perseguzioni civili, del resto praticate molto anche da noi, vedi il mobbing o l’allontanamento dal lavoro di quadri Cub o Cobas…
g,
g,
“…recriminare su cose difficilmente superabili nell’immediato, come la questione dei visti e dei permessi di movimento, o su ipotetiche perseguzioni civili…”
Ah, e queste sarebbero cose difficilmente superabili nell’immediato, eh?
Interessante.
sono difficilmente superabili perche non sono cose che dipendono dall’amministrazione del governo cubano ma dall’isolamento e dalla pressione politica internazionale ad esso imposta
La richiesta di “Carta de Invitación”, il rilascio del PVE (che si ottiene dopo aver dimostrato di non aver incorso in problemi di differente natura), la tassa (tassa, riscatto, per meglio dire) di 40 euro al mese da pagare all’Ambasciata Cubana del paese in cui si risiede, sono forse “cose che dipendono [...] dall’isolamento e dalla pressione politica internazionale ad esso imposta”?
Dai, per piacere.
Per il Sig.Leonardo Mesa
vorrei precisare in merito a quanto scritto sul 1° Maggio cubano:
Ma allora le piazze piene, il consenso di massa che si manifesta pubblicamente e che vediamo in tv?
“Il Primo Maggio 5 se non partecipi alla Manifestazione, ti viene decurtato lo stipendio” – denuncia Nicolás. (da http://jacopobrogi-omnibus.blogspot.com/2009/02/cuba-e-cuba-mas-o-menos.html)
La testimonianza raccolta è un semplice esempio, di come il presunto consenso di massa al regime sia ormai forzato.
Ad alcune professioni oltre il regolare salario in peso cubano (ripeto, fittizio per il reale costo della vita quotidiana) viene riconosciuto via, via una sorta di premio di produzione elargito in peso convertibile.
La minaccia principale per far aderire il lavoratore alla manifestazione del 1° Maggio, è proprio il taglio di questa piccola e sporadica quota in moneta pesante.
Le testimonianze di PERSONE REALI sono molteplici e chiare: a Cuba è dittatura piena.
Un ulteriore esempio:
“Un amico è stato sorpreso mentre fuggiva verso Miami – racconta Alicia – è stato prima richiuso nel carcere de la Isla de la Juventud per tre mesi, poi è stato rilasciato con l’interdizione per uno anno dagli studi universitari ed il divieto permanente di lavoro” . (da http://jacopobrogi-omnibus.blogspot.com/2009/02/cuba-e-cuba-mas-o-menos.html)
Come vedi si può uccidere una persona anche lasciandola in vita.
Un saluto e grazie dell’ attenzione.
sono misure che il governo cubano adotta ma che sono adeguate alla condizione politica di isolamento internazionale in cui si viene a trovare uno stato che non viene riconosciuto politicamente, pressato e ricattato economicamente perche socialista..
ricordiamo solo le politiche di aggressione, provocazione e terrorismo pscologico da sempre adottate dal dipartimento di stato americano contro Cuba, la propaganda e la pressione politica dei cubani americani, la dichiarata campagna di appoggio e finanziamento per una opposizione anticastrista da parte di tutti i presidenti USA
Ma di cosa stai parlando, ma cosa ne sai, ma cosa vuoi ricordare?
“…misure che il governo cubano adotta ma che sono adeguate alla condizione politica di isolamento internazionale in cui si viene a trovare uno stato che non viene riconosciuto politicamente, pressato e ricattato economicamente perche socialista…”. Tu non hai idea di quello di cui parli.
Qui si tratta semplicemente di restrizioni burocratiche interne che rendono difficile - per alcuni impossibile - muoversi dal proprio paese. Punto. Adempimenti da assolvere che rendono la possibilità di viaggiare una chimera, anche per chi ne avesse la capacità economica.
Non c’è la spazio né la voglia, guarda, di spiegarti la trafila per uscire dal paese, nonchè la sterminata anedottica al riguardo.
Penso davvero che tu c’entri con Cuba come Gorki Aguila c’entra con la rappresentazione di un’opera lirica.
…
ho già raccontato quanto fosse efficace l’amuleto conservato da Luis nell’evitare che a lui chiedessero i documenti le varie “camice” che incontravamo nei nostri lievi spostamenti, per andar al mare o a qualche festa non di più, e di quanto questo fosse insopportabile ma comprensibile nel periodo speciale, l’idea era che passasse, ma così pare non è stato, e le responsabilità sicuro van cercate anche all’interno ma sono cmq derivate e congiunturali ad una abnorme condizione di status quo imposta dal Blocco e dalle sue conseguenze.
Lo Stato costretto all’arroccamento è riuscito ad evitarlo tessendo una buona rete di rapporti internazionali e collaborazioni (compreso in usa) mq questo stride con l’idea che si è forse sviluppata che l’Istituzione lì x sè, a prescindere dall’ispirazione politica che la motiva sia irremovibile e immodificabile,che la struttura burocratica dello Stato conservi in se la soluzione e non sia necessario mantenere dinamica nè la dialettica ne l’aderenza con la società,
Quello che ne può derivare da una prospettiva di questo tipo è evidente nell’est europeo dove la struttura dello Stato è integra e funzionale ma i principi socialisti sono scomparsi mettendo il tutto a servizio di uno sfrenato liberismo…
Credo che il Castrismo con la dimessa della divisa verde di Fidel abbia già i presupposti per superare la ‘reazione’ burocratica e proseguire sulla strada Socialista dettata dalla sua Costituzione.
g,
…
a jack faccio sapere che se volessi emigrar negli States avrei mollte più difficoltà di quelle descritte, e fino a pochi anni fa bastava l’iscrizione a cgil o al pci per vedersi rifiutar l’ingresso anche solo turistico…. da italiano.
g,
…
non penso certo che sian di poca importanza le questioni poste ma di difficile soluzione immediata,,,
anzi penso che la possibilità di muover/si agevolmente sarebbe un buon aiuto alle varie emergenze interne,
la solidarietà spontanea fa molto e l’arrangiarsi nei limiti leciti è auspicabile,
ma porre la questione in termini di evidenti cambiamenti anche legislativi presuppone un’ampia discussione e la procedura che questa richiede,
penso che lo si possa fare anche in tempi umani,
ma un’istanza diventa popolare quando da questo è sostenuta e dibattuta,
non credo che bastino dei post su un mezzo effimero ed esclusivo come internet a determinare in qualche modo la discussione in un intero Paese, sarebbe una velleità,
anche Yoani lo sa ed infatti prova a passar dalle padelle alle luci spente, insisto a dire sbagliando a non utilizzare gli strumenti che la stessa Costituzione le offre come Cittadina…
g,
Forse si sta facendo confusione.
Allora, stiamo, almeno stavo, parlando delle limitazioni che il Governo di Cuba impone ai suoi cittadini per uscire dal paese.
Un cittadino cubano, brasiliano, venezuelano, messicano, quello che volete voi, per rimanere nell’area centro e sudamericana, ha due passaggi da superare:
Uno è l’ottenimento del visto da parte del paese ospitante, e il rilascio di questo dipende naturalmente dal paese che lo deve rilasciare.
Due, l’autorizzazione che il proprio paese, eventualmente, rilascia per l’espatrio, ed è questo il “punctum dolens”.
Se giuseppe vuole andare negli Stati Uniti, il problema è che deve ottenere il visto dalle autorità degli Stati Uniti, con tutte le complicazioni del caso. Al governo italiano non “gliene po’ frega’ de meno” dove va giuseppe, basta che abbia il passaporto in regola.
E’ chiaro il parallelismo?
visto che non puoi fare a meno di offendermi, (poi mi dicono che sbaglio io) ,
Jack devo ricondurti alla tuo stato di piccolezza intellettuale, con i post precedenti avevo già schiacciato e smascherato la tua misera ideologia borghese dietro cui nascondi il tuo linguaggio arrisicato, le tue inadeguate e vuote analogie citazioniste..
le restrizioni di cui parli non sono maneggio e trastullo di onnipotenti burocrati in delirio perche il non potere liberare le frontiere è imprenscindibile da minaccie, politiche di aggressione, sabotaggio, isolamento, ricatto economico, finanziamenti a gruppi poliici anticastristi e ogni sorta di minaccia che Cuba subisce da parte delle dittatura imperialista USA e degli sgherri al loro seguito!
come tutti gli altri per sparare contro “il mostro” anche tu devi per forza isolare ogni problema da tutto il resto che in verità lo causa ma è un problema tuo, ed è sempre questo stesso reiterato errore su cui basi tutte le tue critiche a fare in modo che io debba ripeterti sempre le stesse cose non il contrario!
L’idea che le questioni poste siano di “difficile soluzione immediata” è questa sì velleitaria.
Forse che per snellire le pratiche di emissione della Carta de Invitación e sopprimere quel ridicolo documento (PVE, più conosciuto come “Carta Blanca”) che certifica e autorizza la possibilità di viaggiare del cittadino cubano si richiede una profonda revisione della legge vigente in materia?
O forse non è che per il rilascio di questi due anacronistici documenti, visto che per la loro emissione occorrono circa 350 CUC, che uniti ai 40 euro mensili che il cubano deve sganciare allo stato che gli ha permesso di vedere com’è brutto il mondo fuori da Cuba, sono un’altra fonte di reddito dello stato alla quale dispiacerebbe rinunciare?
NO
Ma cosa vuoi schiacciare e cosa vuoi smascherare, con la tua filosofia, si, ma da stadio.
Io non ti sto offendendo e sommessamente ti ripeto che io non perseguo nessuna ideologia e tantomeno “misere ideologie borghesi”, ma guarda te!
Ti sto semplicemente dicendo che non sai di cosa parli.
Si stava parlando di cose concrete, vere, di tutti i giorni, come ti posso dire, di cose che si possono toccare con mano. E’ inutile che tu continui con le tue strampalate affermazioni. Ma davvero non vuoi capire?
Gesù, come posso fare, boh, vediamo…
E’ come se dibattessimo del fatto che il calcio si possa giocare in 7 o in 11 e tu te ne vieni con l’importanza sociale ed educativa dello sport.
Siamo tutti d’accordo, ma cosa c’entra?
Guarda, continuo a pensare che tu sia troppo distante da una realtà complessa e contraddittoria come quella cubana attuale.
tutto è ideologia Jack la mia e la tua anche se di segno opposto.. ma lasciamo perdere
io non nego le contraddizioni e non parlo di Cuba come se fosse una realtà monolitca ne tanto meno armonica, metto solo in relazione la società cubana con il suo contesto storico politico non ne isolo le problematiche come invece tu continui a fare
facciamo un esempio concreto, prendendo solo una delle tante possibili implicazioni che scaturirebbero dalla concessione e apertura indiscriminata di permessi e frontiere: nella situazione in cui storicamente si trova Cuba e che ho ripetuto 1000 volte puo essere mai possibile che dissidenti, finananziatori, spie, provocatori politici, e sabotatori facciano avanti e indietro dalle frontiere con l’unico fine storicamente noto e apertamente dichiarato di abbattere il governo e di mettere al potere la reazione imperialista? o vogliamo credere ai soliti lupi propagandieri quando ci dicono che queste sono solo paranoie infondate e servono a mantenere l’esercizio della dittatura sul popolo? credere a questo significa negare la storia ed essere totalmente a servizio della menzogna.
…
vero, fonte di rediito per lo Stato, se vogliamo definirla così, se no anche rimborso, in un altra ottica,
m’informo e vedo un pò quanto “lucra” direttamente e no lo Stato italiano sul movimento alle frontiere,
qualsivoglia passaggio, turistico o per lavoro,
a presto..
g,
…
giusto, è una realtà complessa, anche contradittoria,
sicuramente moderna e non riconducibile in facili schemi dai quali sfugge per la sua unicità ed inedito percorso, percorso che l’ha portata a sperimentare modelli antagonisti all’attuale egemonia economica e culturale,
tra l’altro in parte certo non smentiti ed in parte vincenti tanto da dover confrontarsi con un Paese “all’altezza” degli interlcutori Occidentali…
…
due questioni differenti il muover/si libero all’interno, istanza a cui credo aderisca gran parte della popolazione e l’uscire e rientrare da Cuba, la seconda non solo è relativamente inscrivibile tra le priorità esistenziali dell’immediato ma rimane collusa alle questioni diplomatiche internazionali, la cui soluzione ora vien osteggiata dai falketti della CasaBianca, ma che è imminente, allora il problema per i cubani sarà simile al nostro, procurarsi abbastanza soldi per fare una vacanza all’estero, cosa che non mi pare moltissimi lavoratori posson permettersi neppure qui da noi…
Diverso sarà per alcuni intellettuali che ne fan il loro cavallo di battaglia e/o mazetas con denaro poco documentabile, giacchè gia oggi e gratuitamente per musicisti o artisti uscir da Cuba e far conoscer quella cultura al mondo non è un grosso problema, così come per chi volontario offre la sua collaborazione all’estero, certo difficilmente in usa..,
i Cubani ovviamente conoscono il Mondo e Cubani se ne trovan, relativamente ai numeri, a diverse latitudini, anche turisticamente molti hanno un’idea di vacanza e di viaggio moderna e praticata da anni, magari verso Est ma diffusa in tempi sincronici coi ‘nostri’…
dire che si chiudon le frontiere xchè il mondo esterno è cattivo, questo si che è semplicistico, credo.
g,
sempre in relazione al problema è semplicistico dire che il mondo è cattivo solo dimenticandosi dellla situazione di pressione e difesa in cui si trova Cuba, dimenticandosi di tutto ciò chen 50 anni ha dovuto subire dall’imperiaslismo!
sono i paesi capitalisti che non riconoscendo politicamente il socialismo di Cuba che per loro è una minaccia fanno in modo che a Cuba certe cose siano anomale rispetto agli altri stati, (non che in Italia come tu stesso, Giuseppe, ricordi il popolo abbia tempo e soldi per fare il giro del mondo.. non che nel vero terzo mondo la gente pensi a farsi dei viaggi legali piuttosto scappa clandestinamente e muore in mezzo al mare!)
per difendere Cuba e fare avanzare la giustizia del proletariato bisogna spingere verso altre rivoluzioni sociali costruendo tante altre barricate socialiste; attraverso l’incalzare delle lotte bisogna rovesciare dall’interno la borghesia degli stati imperialisti!
oggi nel bel mezzo della crisi mondiale che il capitalismo sta imponendo al proletariato internazionale e con il cambiamento sensibile e radicalizzabile dei rapporti di forza in America latina mai momento storico è stato più opportuno negli ultimi 50 anni..
ma ricordiamo che la bestia imperialista non mollera mai e poi mai la presa sulla classe oppressa, perche il cpitalismo si regge su di essa, bisogna sfiancarla e darle il colpo di grazia!
Per Leonardo Mesa: vorrei precisare in merito a quanto scritto sul 1° Maggio cubano:
Ma allora le piazze piene, il consenso di massa che si manifesta pubblicamente e che vediamo in tv?
“Il Primo Maggio 5 se non partecipi alla Manifestazione, ti viene decurtato lo stipendio” – denuncia Nicolás.
(da http://jacopobrogi-omnibus.blogspot.com/2009/02/cuba-e-cuba-mas-o-menos.html)
La testimonianza raccolta è un semplice esempio, di come il presunto consenso di massa al regime sia ormai forzato.
Ad alcune professioni oltre il regolare salario in peso cubano (ripeto, fittizio per il reale costo della vita quotidiana) viene riconosciuto via, via una sorta di premio di produzione elergito in peso convertibile.
La minaccia principale per far aderire il lavoratore alla manifestazione del 1° Maggio, è proprio il taglio di questa piccola e sporadica quota in moneta pesante.
Le testimonianze di PERSONE REALI sono molteplici e chiare: a Cuba è dittatura piena.
Un ulteriore esempio:
“Un amico è stato sorpreso mentre fuggiva verso Miami – racconta Alicia – è stato prima richiuso nel carcere de la Isla de la Juventud per tre mesi, poi è stato rilasciato con l’interdizione per uno anno dagli studi universitari ed il divieto permanente di lavoro” . (da http://jacopobrogi-omnibus.blogspot.com/2009/02/cuba-e-cuba-mas-o-menos.html)
Come vedi si può uccidere una persona anche lasciandola in vita.
Un saluto e grazie dell’ attenzione.
…
50 euro annuali x utilizzare il passaporto italiano, vero che nn sono molti,
probabilmente alzare il prezzo è un deterrente all’utilizzo del servizio, a Cuba, poi possiam analizzar il perchè…
g,
Alzare il prezzo non è un deterrente, rende semplicemente la cosa impossibile se non sopravvengono aiuti esterni.
Il costo di un passaporto fatto ex-novo è di circa 60 CUC. Il rinnovo, biennale, o quadriennale, non ricordo bene, costa intorno ai 250 CUC. Si parla quindi di cifre impossibili se paragonate al solito esempio dello stipendio medio.
Per quanto riguarda poi il perché, in un contesto di protezione e di salvaguardia della propria territorialità possono trovare giustificazione anche le osservazioni postate da marco il rosso, anche se, come al solito, sembrano un po’ tirate per i capelli, ma tant’è.
Difficile che i “dissidenti, finananziatori, spie, provocatori politici, e sabotatori” si fermino di fronte al migliaio di euro da spendere per entrare e uscire da Cuba. Un po’ di tempo fa si era anche parlato, in ambito governativo di rivedere la validità e l’emissione della “carta blanca” ma sembra non se ne sia fatto poi di nulla e le cose sono rimaste insormontabili come prima, anche perché, continuo a sostenere, per quale motivo si dovrebbe rinunciare a ulteriori 150 CUC?
Per quanto riguarda il discorso “del mondo cattivo” poi, mi sembrava chiaro si trattasse di una boutade, un estremizzazione di fronte al fatto che spesso, nei canali di informazione statali, il mondo cosiddetto capitalista viene sempre descritto come un concentrato di violenza.
Ognuno, una volta messo il capo fuori dal protettivo nido, credo abbia la capacità di discernere, o almeno farsi una vaga idea di quanto questo gli possa piacere o convenire in termini di qualità di vita. Certo, se questa possibilità viene praticamente negata a priori…
…
vero è che x andarci son necessari i soldi e molti anche, cosa quasi impossibile per un modesto lavoratore con famiglia che vede moltiplicar la spesa almeno x tre, perciò me ne sto del mio viaggio, muy barado, nel periodo speciale, delle notizie ufficiali, delle MAIL con amici e amiche Cubani a Cuba, ed infine del blog di Yoani,,,
da cui il pensiero che se la cittadinanza sentisse questo come un problema prioritario e come un esigenza diffusa di ciò si parlerebbe nelle Assemblee e di questo si discuterebbe a più livelli cercando una via, possibile con criterio ma soluzionante,,,
g,
…
anche ammesso che il problema sia “sentito” da molti e sia “disinteressato” il cancan che si ci fa attorno, non credo che x lo sviluppo democratico del Paese sia un nodo essenziale,
in più credo che semplicemente rifacendosi a cio che sancisce la Costituzione Cubana sia possibile intavolare una discussione risolutrice delle singole questioni burocratiche o legali ..
g,
Gordy io aggiungerei che oltre chi guarda il dito e chi guarda la luna c’ è chi guarda il portafogli vero?
…
“il capo furi dal nido”, di nuovo mi pare che molte siano le persone per i più disparati motivi che negli anni hanno potuto visitare diversi posti al mondo e valutare quanto e quali siano vantaggiosi i differenti Sistemi, dall’Unione Sovietica (mezzo mondo circa) a molti Paesi Africani, Americani, Asiatici, compresa la vecchia Europa, alcune di queste si son mosse per turismo, poche credo, altre invece gratuitamente e per motivi forse più profondi come le missioni umanitarie di medici e maestri, collaborazioni scentifiche, studi tecnici…
g,
..
aggiungo che quasi tutte sono tranquillamente rientrate nel loro amato Paese, anche perchè è amato, certo.
g,
Comunque il virus A/H1N1 è dello stesso tipo di quello dell’influenza stagionale che circola per il mondo ogni anno e uccide circa lo 0.1% degli infettati”. Lo ha comunicato il World Influenza Centre di Mill Hill, Gran Bretagna. Ma lo spettacolo cara yoani deve continuare. Ovviamente il Comandante ne era già a conoscenza perchè Lui sa sempre tutto.
La minaccia principale per far aderire il lavoratore alla manifestazione del 1° Maggio, è proprio il taglio di questa piccola e sporadica quota in moneta pesante
…
allora la metà, e forse più, di lavoratori di l’Habana e dintorni avrà quest’anno decurtata questa presunta gratifica, guardando i mumeri…
a me pare una notizia manipolata, basta inserire un’info poco documentata in un teorema preconcetto x argomentarlo,
come è inquadrato questo ipotetico compenso in cuc e su che basi viene elargito, merito e produzione?anzianità e disciplina?solidarietà e impegno?bisogno familiare? e da chi dipende? e in quali settori è in uso?
e soprattutto come è possibile se questo è legalmente riconosciuto privarne chi ne avrebbe diritto in base a parametri che non mi si dica corrispondono a: “presenza alle adunanze di massa”….
a me pare chiaro che l’aneddoto come vien riportato dal sig.Brogi è falso e tendenzioso, come si suol dire,
g,
Signora Titty, parla del suo portafogli, credo… il mio è vuoto come sempre. Non sono come certi suoi amici. A Cuba non frequento il Nacional e neppure le case di protocollo.
Lupi
—
come mai ogni volta che scrivo VIVA FIDEL sul blog originale cubano di YOANI mi viene cancellato ???
chi mi risponde ???
katia
—
—
Anche oggi ho provato a scrivere
VIVA FIDEL ALEJANDRO CASTRO RUZ
sul blog originale cubano di Yoani
ma mi à stato cancellato - PERCHE?
Chi mi risponde seriamente ? —
ciao da katia —
—
venezuela turistico…
Tantas cosas en Internet no tiene ningún sentido. Yo estaba buscando venezuela turistico y encontrado su puesto. Es genial ver que no todo lo puedes encontrar en Internet es basura!…
venezuela turistico…
Dice que la Internet está llena de basura? Aprecio sus opiniones sobre este puesto….
PianoGuy…
Hello
Thanks heaps for this indeed!… if anyone else has anything, it would be much appreciated. Great website Super Piano Links http://www.en.Grand-Pianos.org Enjoy!…
Flygels…
You made some good points there. I did a search on the super topic and found most people will agree with your blog Extra website Ezines Links Thanks!….
Casino 1276714986…
Casino 1276714986…
Creation site internet Brest…
We tailor web sites to your needs……