
“Le prime vacanze in due anni”, mi sono detta - circa dieci giorni fa - quando ho annunciato la chiusura del blog per riparazioni. Malgrado ciò, non ho certo riposato. Generación Y ha causato continui mal di testa a diversi informatici che mi hanno aiutato a rimodellarlo. Dopo alcuni tentativi, non abbiamo ancora potuto aggiungere il foro di discussione che pare proprio servire. In ogni modo, il tempo dedicato alla nuova grafica, è servito a verificare quanto mi è necessario questo spazio. Senza l’esorcismo personale di scrivere i miei post, vedrei la realtà come opprimente e inutile. Niente sembra uguale, se non ve lo racconto in questi brevi testi virtuali.
Devo superare alcune sfide tecnologiche e certi inconvenienti nella grafica, ma voglio continuare a pubblicare pure se questo Blog in certi casi può sembrare come L’Avana dopo il Periodo Speciale. Fate attenzione alle buche, ai liquami fognari, ai palazzi sul punto di cadere e ai cavi elettrici che si affacciano agli angoli delle strade. Vi assicuro che Generación Y si rimetterà in sesto prima di questa città malandata.
Traduzione di Gordiano Lupi
Un link interessante: on-line sul Re-Censore l’articolo sul libro Adios Fidel di Alejandro Torreguitart. Ecco il link: http://re-censore.com/2009/03/18/adios-fidel/
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UN VECCHIO POST DI YOANI SANCHEZ - presto sul libro CUBA LIBRE - Scrivere oggi a Cuba - edito da RIZZOLI
(Traduzione di Gordiano Lupi)
L’albero dei desideri
Le persone cominciano ad arrivare prima delle sette di mattina. Vediamo di tutto: illusi, disillusi e persino provocatori. Aspettano sotto un albero - forse un flamboyán (1) - nei pressi del Comitato Centrale. Sono lì perché vogliono consegnare le loro lettere, ripetere le loro richieste o provare - per l’ennesima volta - se le loro suppliche ottengono effetto. Alcuni, da quante volte si sono presentati, sono in grado di interpretare i gesti che compie il militare per avvertire che possono passare. Consegnano la loro carta d’identità nella guardiola e dentro - dietro un vetro blindato - un uomo prende le lettere e dà in cambio una ricevuta. Ricorrere alla “massima istanza” è la speranza di tutte le persone in attesa. Molti di loro hanno percorso centinaia di chilometri per tentare un’ultima possibilità. Credono che quando gli “alti leader” saranno a conoscenza dei loro problemi, questi si risolveranno più rapidamente. Sotto l’albero dei desideri è normale sentire frasi come: “Questo mi è accaduto perché Fidel non lo sa, se lui viene informato tutto si risolverà sicuramente”. Le persone attendono di essere chiamate all’interno dell’edificio e intanto coltivano simili utopie. La signora, con i pantaloni rossi, è venuta qui perché da dodici anni le è caduta la casa e vive in un rifugio; il vecchietto - con la voce spezzata - pretende una pensione che la burocrazia e la negligenza le hanno strappato; una ragazza assicura che il suo fidanzato è finito in carcere innocente. C’è anche un uomo piegato nell’erba che sembra appartenere - come me - al gruppo degli increduli. La scena si ripete ogni mattina dal lunedì al venerdì. A volte le pretese salgono di tono, le madri portano i loro bambini per implorare in gruppo e qualcuno richiama alla calma dicendo: “Signori, state zitti e aspettate, altrimenti non otterrete niente”. Tornando a casa posso vedere l’albero dei desideri, che ogni volta proietta la sua ombra su un numero maggiore di persone. Ogni giorno sempre più curvo sotto il peso dei problemi.
(1) Il flamboyán è un albero originario del Madagascar che si incontra con frequenza a Cuba, conosciuto anche come chivato e malinche, il nome tecnico è Delonix regia, ma a Cuba tutti lo chiama no l’albero del fuoco. Si riconosce dai fiori di colore rosso intenso e per le foglie verdi brillanti.
come da noi nel ventennio,allora si diceva “se lo sapesse il duce!”
finalmente riapre il blog “Generacion Leonardo Mesa” ….
….così quel pirla riprende a triturare sue idiozie. ma cuando trovate un lavoro per lui?
Yunislidys, ti prego di rispettare le opinioni altrui e di controbatterle con argomenti. Il nostro blog si caratterizza per una grande diversità rispetto a quello in lingua spagnola: correttezza e scambi di vedute, senza scadere nel linguaggio postribolare.
Gordiano Lupi
Grazie, Lupi.
…
come ovunque ci saranno in giro per l’Isola anche persone ’semplici’ alle quali l’istruzione nn garantisce un adeguato piano di realtà, xcui l’affidarsi alla superstiziosa speranza che un LUI supremo possa intercedere solo ne fosse a conoscenza si può concepire;
ai tempi del citato ‘duce’ italico questa invece era la norma, la condizione in cui un intero Popolo viveva ridotto al’ignoranza dalla vocazione bellica di un regime dove UN dittatore decideva.
Inutile ribadire che la ‘dittatura del proletariato’ NON prevede questa ‘figura’, e che confondere il carisma di Castro con i presupposti e il prosieguo del Socialismo è solo fuorviante, nela democrazia progressiva le decisioni sono frutto di collegialità.
g,
…
ma x continuare nella critica
credo che il “militare” sia dixsè un approccio alle questioni molto rigido e impermeabile(anke nelle Org. Rivoluz.) e quello “burocratico” seppur utile tende ad cronicizzare le incomprensioni, gli aspetti deleteri e tediosi di un sisteme organizzato e pianificato.
Unire le due cose e fare gestire il Pubblico da burocreti militari penso sia ottenere il massimo dell’immobilismo, e favorire la regressione a forme ’spontanee’ alternative.
Ora nn so se questa è la reale situazione, spero e credo di no, ma anche lo fosse in percentuale può essere un elemento solo che frenante dello sviluppo dialettico tra masse e partito, tra governati e governo, essenziale per l’analisi e l’elaborazione dele strategie.
L’asse di trasmissione che rende dinamico questo rapporto dialettico e così possibile la partecipazione diffusa e consapevole credo che vada sottoposto a verifiche e correzzioni continue in sincronia con l’evoluzione della stessa dialettica; impedendone l’irrigimentarsi istituzionale se ne tutela il carattere rivoluzionario.
Ma penso che un militare nn sarebbe d’accordo, ed un burocrate neanche, ma come diceva il poeta “chi si ferma è perduto” oppure anche “adelante, con judicio, pero adelante!”
g,
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Mas que reflexif3n… roasblen de neurona diria yo… pero bueno.. de vez en cuando viene bien!a David:No te esperes gran cosa… lo fanico es que me repatea que el ministro nos venga adecir que una forma de impulsar la sociedad de la informacif3n en Espaf1a es incluyendo la f1 en los nombres de dominio, y eso se recogere1 en la Ley de Impulso… dios mio… ased nos va… ADSL lento y caro… que me caliento!