Mani che escono fuori da abiti ben tagliati oggi premono all’ONU il bottoncino rosso, verde o giallo per pronunciarsi sul blocco/embargo*. Nelle ultime settimane, la televisione ci ha inondato con il repertorio completo di cifre, testimonianze e analisi sui danni prodotti dalle restrizioni commerciali che soffre Cuba. Il tema è stato così manipolato dai politici che, da qua sotto, molti abbiamo optato per “pigiare off” o “spegnere il sigaro”.

Piuttosto che prevedere il risultato delle votazioni, mi piacerebbe attenermi all’altro assedio, quello di ogni giorno. Quello che impedisce che io possa entrare e uscire liberamente dal mio paese, che mi unisca a un gruppo politico o possa creare una piccola impresa familiare. Un blocco interno, costruito sulla base di limitazioni, controllo e censura, che è costato ai cubani notevoli perdite materiali e spirituali. Provo a seguire ciò che scrive il Granma - devo fare un grande sforzo - e tento di giudicare di primaria importanza l’argomento di cui si dibatte alle Nazioni Unite. Esco in strada e quello che più salta agli occhi  sono le continue restrizioni che i nostri governanti ci impongono; quel muro contro cui nessuno voterà oggi all’ONU.

Se ci lasciassero pigiare il bottone! Se potessimo votare per scrollarci di dosso il cerchio che ci blocca dentro l’Isola! Io lascerei il mio dito sopra il bottone verde per diversi giorni.

 

* Mi rifiuto di chiamarlo nelle due forme coniate - sanno bene i linguisti come siamo maleducati con queste cose -. Nelle mie conversazioni quotidiane lo chiamo semplicemente “il pretesto”, la turpe “giustificazione” che giova così tanto a coloro che ci tengono bloccati qui dentro.

 

Traduzione di Gordiano Lupi

www.infol.it/lupi

Traduzione della didascalia: Questo è “l’altro embargo” quello che ci impedisce di viaggiare liberamente.

49 Respuestas a “Bottoncino verde”
  1. avviso che sul mensile il Mucchio di novembre si parlerà proprio di questo blog.
    ciao
    and

  2. yoani.sanchez dice:

    Bene. Mi fa piacere. Ho collaborato al Mucchio con un articolo su Nadia Cassini e Carmen Villani, ma non mi hanno detto niente.

    Gordiano Lupi

  3. guarda mi arriva a casa la newsletter e ho visto che veniva citata. mi sembra che ci sia un articolo su cuba e lei. ma non l’ho ancora letto.

  4. Parlare del blocco che da 50 anni opprime anche lei è sbagliato per yoani, non gli passa neanche per la mente che forse alcune di queste restrizioni siano dovute proprio all’ embargo.

  5. Leonardo Mesa dice:

    Le mani «che escono fuori da abiti ben tagliati» sono le mani dai rappresentati di tutti paesi del Mondo. Un Mondo che è più capitalista che socialista, più di destra che di sinistra, e nonostante condanna un’ignominia disumana come il Blocco.
    Solo Stati Uniti, autore, e Israele, il servile e dipendente alleato, da sempre appoggiano il Blocco; restando sempre più isolati. Di volta in volta si aggiungono altri dipendenti. Questa volta è corrisposto il triste compito a Palau; e si sono astenuti Micronesia e Isole Marshall. Tutti dipendenze economiche, militari e politiche degli USA. Anzi, tanto di capello per gli astenuti: grazie deviamo darli.
    Yoani confonde: antepone lo che lei – senza dubitare – chiama blocco interno, allo che lei – dubitando – ritiene di non chiamare blocco, e nemmeno embargo. Una schifezza che, da quasi 50 anni, causa fame, malattie, infelicità e morte; inerzia, ostracismo e arroccamento. Per questa schifezza, Yoani, non spende nemmeno una parola. Nemmeno una. Nemmeno la metà di una.
    Yoani travestita d’obbiettiva, democratica, umana e libertaria si allineata sempre di più alla reazione e l’immondizia, a quelli che li hanno dato 15.000 dollari per premiare il lato da lei scelto, per – secondo me – chiudere un occhio (e anche due) sulle schifezze che accerchiano da mezzo secolo la rivoluzione cubana; per non vedere (e non parlare) del Blocco.
    Yoani può incitare a premere il tasto rosso che lasciapassare la serpe; in tanto, dall’altra parte ci sono quelli che premono il tasto verde per condannare il più longevo, generico, multilaterale e extraterritoriale di tutti blocchi. Da una parte ci sono 6.765 milioni; dall’altra 311 milioni + Yoani. Democraticamente parlando: 1 a 22
    Prema Yoani, prema e prema ancora: è inutile: certe schifezze sono riconosciute tali anche da parte degli schifosi.

  6. non mi sembra che per yoani sia sbagliato parlare del blocco ,e sicuramente molte restrinzioni sono dovute al bloccheo , ma per lo piu il bloccheo è la scusa per nascondere dietro a un dito la enefficenza del sistema economico e politico e mi sembra di leggere bene nelle parole di yoani (….. sono le continue restrizioni che i nostri governanti ci impongono; quel muro contro cui nessuno voterà oggi all’ONU,,,,.)lo stesso blocco mentale aggingo io di chi ancora tuttavia riesce a vedere o vuole vedere il una rivoluzione che purtroppo
    è finita colpendo piu duramente i piu deboli e chi di piu ci ha creduto o chi come me ci crede ancora

  7. yoani.sanchez dice:

    Vi lascio liberi di argomentare e mi tiro fuori. La mia opinione credo che sia nota e coincide con quella di Yoani. Il blocco esiste ed è un male, ma non è IL MALE.

    Gordiano Lupi


  8. credo che la democrazia per esprimersi debba mantenere una fondamentale pretogativa, una discriminante univoca: l’essere basilarmente Antifascista.
    Questo avvenne spontaneo in un Europa uscita da un massacro continentale (ora si sta diluendo, come la memoria), ma anche tutto l’ america latina dovrebbe trarre insegnamento da 50anni di feroci e anacronistiche dittature populiste e militari, fasciste.
    Batista ai suoi tempi e poi da Somoza a Pinoche, tutti questi regimi hanno difeso col sangue privilegi di una classe industriale e latifondista che non volle, e nn vuole, confrontarsi neppure con la modernità che voleva, e vuole, istruzione e sanità, diritti e contratti, partecipazione sindacale.
    Semplicemente neanche un Capitalismo civilizzato ha mai convinto la destra Latinoamericana, ad oggi su posizioni anacronostiche quanto pericolose.

    Vorrei che Yoani prendesse le distanze da tutto quel vociare vendicativo ed arrogante, fascistoide e rabbioso, che circonda l’originale del suo blog,,, che dicesse se e quanto sia radicato l’antifascismo nella sua idea libertaria, che avvertisse i compratori di Terre dirimpettai che non sarà lei a fargli da “procuratore” per il bisness…
    Anche xchè, Leo, 15000$ mi sembran pochi…

    g,

  9. yoani.sanchez dice:

    Mi pare evidente l’antifascismo di Yoani, così come è fuori discussione il mio. Per quel che mi riguarda vengo da una famiglia che ha avuto parenti uccisi a manganellate dai fascisti, quindi non potrei mai essere loro simpatizzante, neppure di quelli in doppio petto che parlano bene ma restano fascisti nell’anima. Non screditiamo il lavoro di Yoani perchè le hanno dato un premio in denaro, mi sembra riduttivo. Le verranno pagati i diritti anche per il libro che uscirà in Italia (Rizzoli) e per altri libri che usciranno in lingua spagnola. Sono soldi dovuti, sta facendo un lavoro ed è normale che il lavoro venga retribuito. Le idee sono una cosa, la retribuzione di un lavoro è altra cosa. Nel mio caso non sono retribuito da nessuno per tradurre questo blog. Lo faccio solo perchè ci credo e penso di fare una cosa giusta e importante. Certo, quando uscirà il libro di Yoani in Italia avrò una retribuzione come traduttore, mi pare logico che l’editore retribuisca autore e traduttore. Non sono comunque grandi cifre, almeno per il traduttore (che resta sempre in ombra).

    Gordiano Lupi

  10. yoani.sanchez dice:

    Su Pinochet cito Ampuero, critico con il comunismo cubano, ma acceso difensore del socialismo di Allende: “Nel Cile di Allende non accadeva, nel socialismo che avevo difeso si poteva leggere ogni tipo di autore ed era consentito avere idee diverse dal governo. Allende voleva trasformare il Cile in un paese più giusto e democratico attraverso l’uso della ragione e la conquista della maggioranza”. Si può essere contro Pinochet e Somoza ma pure contro i fratelli Castro. Un dittatore resta un dittatore, pure se è meno sanguinario. Esistono metodi più intelligenti di un plotone di esecuzione per annientare una persona che ha idee diverse dal regime.

    Gordiano Lupi


  11. nn vorrei venir frainteso, nessun discredito, anzi chieder una posizione netta è riconoscer l’onesta e l’importanza di questa “voce”, sia sul evidente richiamo nostalgico di alcuni suoi sostenitori sia sulle “distanze” da prendere con la consistente “destra” di Miami.
    Proprio per esprimere il ruolo di interlocutore politico che il suo blog ormai ha assunto (volenti o nolenti), ed in politica alcuni “sostegni” si risolvono in veleni a lenta diffusione…

    (e i soldi oltrechè legittimi mi sembran pure pochi)
    g,

  12. .. cmq ancora grazie a Gordiano per le traduzioni,

    g,

  13. Leonardo Mesa dice:

    Caro Gianni, so che Yoani parlava del “blocco interno” (per chiamarlo allo stesso modo); non fa altro da che iniziò il suo blog. Mi allibisce, però, che nemmeno il giorno che il Mondo condannava l’infame Blocco USA, Yoani ha abbia spesso una parola; mentre, non dubita in nasconderlo dietro, nel fondo.
    Non dico che Yoani deva parlare del Blocco USA, non sto a dire di cosa deva parlare. Non dico che deva nascondere, ignorare, tacciare sui problemi. Dico che se Yoani è veramente interessata ai cubani e Cuba non è concordante che SEMPRE fascia di tutto per nascondere, ignorare, tacciare sul Blocco USA che opprime tutti cubani di Cuba, castristi e non.

  14. Leonardo Mesa dice:

    Non sono contro nessun premio, né anche contro gli stipendi; sono contro qualsiasi premio o retribuzione vincolante per “garantire” che si parli energicamente di alcune cose mentre si tace accuratamente su altre; addirittura, più gravi. Secondo me, non è un premio o retribuzione se non un modo di pagare (o comprare) le idee.
    Non pretendo discreditare a Yoani, non c’è bisogno: lo fa da sola (ci vediamo al prossimo post).
    Sono sicuro che Yoani non è fascista; e meno di meno di meno, Lupi. Lupi espone le sue idee però rispetta altrui, espone suoi criteri e ha dato mostra (spesso) di basarsi su principi e non su una o altre margine del fiume. Per questo lo apprezzo, anche se alcuni non mi credono quando lo dico. Yoani è completamente diversa; critica coloro che la pensano diversamente e non riconosce in loro l’indipendenza e autoria delle idee, li accusa di membri delle “brigate di risposta rapita”;mentre, della altra parte mai menziona gli offensori, bugiardi, ultraconservatori, ultrareazionari, filoterroristi, razzisti e fascisti che frequentano suo blog. Avete mai sentito a Yoani parlare di loro? No. Oltre a una timidissima menzione, la avete sentito mai condannare o criticare il Blocco o la aggressività o il terrorismo made in USA/Miami? Mai. Lupi lo ha fatto, Yoani mai. Mai. In Cuba ci sono tanti problemi, però ci sono più di 4.000 morti e 2.000 riduci per terrorismo; la avete sentito parlare? Mai. Dio la libere di farlo: niente premi, niente riconoscimento,niente spazi.
    Se un giorno retribuiscono o premiano a Lupi per il lavoro che fa volontariamente, io sarei più che contento. Non avrei niente da dire. Avrei da dire quei soldi o riconoscimenti li chiudono un lato della bocca e li spalancano l’altra. Perché Yoani non riconosce mai nemmeno un pregio della Rivoluzione? Nemmeno uno,in un Mondo scarso di pregi.
    Il premio non è il problema, se non il modo che dal niente – con due farse d’oscuramento a livello internazionale, inclusi – , Yoani fu catapultata a vari premi, riconoscimenti e spazi mediatici sorpassando anche altri.
    Vorrei precisare che 15.000 euro sono più di uno stipendio medio annuo di un italiano e pari pari ai soldi che qua in Italia mi devono i datori di lavoro (in quasi 6 anni), e che non vedrò mai. In Cuba sono 347.000 pesos: 538 volte lo stipendio o 45 anni di lavoro o l’intera vita lavorativa di un ministro; 432 volta lo stipendio o 36 anni di lavoro o l’intera vita lavorativa di una coppia media. Dicevo ad un mio caro amico: è come se ad un italiano lo premiassero con 1.035.000 euro!!! Non pochi; né coloro che salvano vita sono così ben premiati. Certo, con tutti questi soldi, tutto sommato (quasi quasi) che uno se ne può fregare del Blocco.


  15. intendevo dire che son pochi rispetto al ben di dio che si prospetta al’ingordigia dei molti riuniti all’ipotetico capezzale.
    Un intero Paese, povero di risorse primarie ma ricco di quelle umane e paesistiche, in vendita, anzi dopo 50di blocco, in svendita! Energia, Sanità, Scuola…tutto da privatizzare! farebbe gola anche al nostro (sempre attuale) Gelli, avesse 20anni di meno…
    Ma quanti LiciGelli sono pronti e mordono il freno?
    g,

  16. Leonardo Mesa dice:

    Giuseppe, avevo capito quello che lei (tu) voleva(vi) dire, Molto illustrativo: «al’ingordigia dei molti riuniti all’ipotetico capezzale».


  17. e, dall’altra parte, quali sono se ci sono i contatti con i democratici di Obama, e quali le aspettative da una sua elezione…
    Si esprime Yoani su questo? ho cercato su youtube…

    g,

  18. Leonardo Mesa dice:

    Scusate, errore mio. I morti per terrorismo sono più di 3.000, tantissimo, però non 4.000 come avevo scritto per sbaglio.


  19. Leonardo, su questo sono un pò retrò e trovo accattivante il darsi del “Voi”, ma aspetto d’aver i peli bianchi sul petto per pretenderlo,,, il “Lei” in effetti è un pò “scivoloso” e provincial-borghese anche se in voga.
    Credo che darci del “tu” sia magari più britannico che latino ma certo in “linea” con la modernità della rete…
    Perciò puoi eliminar le parentesi, a presto.

    g,

  20. Leonardo Mesa dice:

    Giuseppe, il tu o il lei è solo perchè non vorrei che sia segno di distanza. In Cuba si usa solo per gradazione di età.

    Non so se ci sono contatti diretti con i democratici e Obama. In ogni caso, non sarebbero fatti pubblici perché la Florida è molto importante e il voto è controllato psicologicamente (e non solo) del conservatorismo e la reazione. Le dichiarazioni di Obama vanno, comunque, oltre di quello che la prudenza consiglierebbe.
    Lo certo è che tutti avvicinamenti e allentamenti sono accaduti con le amministrazioni democratiche.

  21. vorrei pprofondire il discorso di leonardo mesa del premio di 15000$ comparandolo con il salario di anni di lavoro , ma vorrei sapere se è stato a cuba e se pensa veramente che oggi si possa chiamare vivere con 500 pesos mensuali (20 $ ) 17 euro al mese dico uno stipendio tra i piu alti cuba , perche un campesino non arriva a 8 forse leonardo non sa che uno spazzolino da denti costa 1 euro e uno shampo 3 euro 500 grammi di detersivo 1 euro un succo di frutta 70 centesimi ecc. ecc.

  22. Leonardo Mesa dice:

    Caro Gianni, anche i ministri (650 pesos) e le coppie “media” (2 x 204 pesos) devono comprare lo spazzolino di denti ed altro. Il mio è un paragone è dentro di Cuba, dove non dico la situazione sia agiata, sennonché, in mezzo del disaggio, 15.000 dollari sono tanti; ma tanti.
    I calcoli sono rispetto agli stipendi statali e non include rimesse, mance, vendite nel mercato libero, né altri introiti. Se vuole includerli sono – secondo la più alta delle stime non ufficiali – 1,2 miliardo l’anno; ossia come se ogni lavoratore ricevesse altri 20 dollari circa. Certo, molti non ricevono niente, per tanto, lo che fa che la media mensile di quelli che ricevono si aggira intorno a 40 dollari.
    Ritorniamo alle matematiche: aggiungendo questi extra, sono 35 dollari mensili. Detto in un altro modo, 15.000 dollari sono l’equivalente degli introiti medi (ipoteticamente) per quasi 36 anni o l’intera vita lavorativa. Se ci limitiamo alla media di quelli che ricevono extra, 15.000 dollari sono l’equivalente di 23 anni. Se stiamo a che in Cuba per vivere dignitosamente c’é bisogno di 100 dollari, l’equivalente di 15.000 dollari si “abbassa” a 12,5 anni. Buono, in ogni caso.
    I cubani sopravvivono (non dico vivono) grazie alle politiche e garanzie sociali. L’equivalente effettivo mensile che riceve in media un cubano è al in circa di 275 dollari; non 15 dollari. Con 15 dollari muoiono come mosche pure nell’Africa, e non solo.
    Secondo l’ONU (2006), fra i paesi del Terzo Mondo, Cuba è 6° posto con minore povertà assoluta. Colpisce in ogni caso 526.000 cubani, il 4,7%. Cuba è preceduta da Uruguay 3,3%, Cile 3,7%, Argentina 4,3%, Costa Rica 4,4%, Barbados 4,5%. Per avere un’idea, dietro ci sono collosi come Messico 7,2%, Venezuela 8,8% (prima di Chavez erano peggio) e Brasile 10,1%.
    Gianni, sono cubano e anche se dalla fine del 2001 sono qua, ho patito la fame (fame che era niente in confronto alla vera fame che colpisce il Terzo Mondo). Come testimonio, lascio in una serie di fotografie in: «http://file.webalice.it» usando come username: l.mesa, password: libero. La più significativa data dal 1993, in pieno Periodo Speciale e legge Helm-Burton, quando il poco mangiare andava al mio figlio nato alla fine di 1991. Aggiungo altre per comparazione; con la faccia come un pallone, triplo mento, più brutto e anche più vecchio; e 30 kg in più.
    Se comodamente dall’Italia, con la panza MOLTO piena, difendo accanitamente la libertà di mie compatrioti di scegliere il suo destino e condanno l’infame Blocco che li pesta, forse è dovuto al ricordo dei rumori dello stomaco vuoto di cibo e pieno pieno pieno di acido e la disperazione per trovare cosa dare di mangiare al mio piccolino. E io e i miei siamo stati, tutto sommato, fra i meno disagiati; chiarisco.

  23. Leonardo Mesa dice:

    Scusate, nella freta ho sbagliato di nuovo.Per la coppie è 2 x 402 pesos.

  24. yoani.sanchez dice:

    Ho già detto come la penso. La mia distanza da ogni tipo di destra è ENORME. Non sono un uomo di destra ma un indipendente. Non mi piacciono le etichette e le definizioni, ma forse le idee radicali (in questo momento) sono le più vicine alle mie idee. Sono un libertario che lotta per i diritti umani. Il terrorismo USA contro Cuba è un fatto storico innegabile. Esistono vicende oscure ed episodi di attentati che gridano ancora vendetta. Tutto questo non mi può impedire, però, di chiedere le libertà più elementari per i cittadini cubani. Il premio che Yoani ha ricevuto non può screditarla: non scrive per ricevere premi in denaro, ma ha ricevuto premi per le cose che scrive. Il sillogismo giusto è questo.

    Gordiano Lupi


  25. scusa Gordiano, ma nn avevo dubbi sulla tua posizione, bene anche le tue conferme, infatti nn ci son fanatici che scrivon a questo blog,
    … ma a Yoani, al suo blog, si e frequenti…xchè non si distacca, differenzia, non prende le distanze nettamente da quella destra, quella che sostiene gli attentati di ieri e di domani?

    g,


  26. Leonardo, capita spesso anche a noi di fare questo tipo di “conti”, cioè di veder il salario come unico reddito senza includere gli amortizzatori di costi messi dalla Collettività (Stato), se così fosse quale salario può garantire una operazione chirurgica al semplice ginocchio? o le spese per farmaci milionari che molti son costretti a prendere? Certo che tutto è lentamente messo in discussione ed eliminato, mia madre nn aveva costi per i libri scolastici, con un cedolino li andava a ritirare gratuiti, e mio padre non era così costretto a guadagnare molto,,, io spendo più di 300E ogni anno (alle medie) e anche se lavoro molto non ci riesco!
    Eppure il reddito dei miei era inferiore, apparentemente io sono più ricco,,,,

    sigh!
    g,

  27. yoani.sanchez dice:

    Yoani non esprime posizioni politiche. Lei si definisce una cittadina che parla. E’ voluta rientrare a Cuba proprio per parlare della sua tera vivendo tra la sua gente. Questo fatto di per sè la pone lontana (credo) dalla destra di Miami. Resta una mia opinione personale, però. Purtroppo conosco Yoani ma non in maniera così profonda come vorrei.

    Gordiano Lupi


  28. eheheh, attento che la tua Sposa non fraintenda!

    g,

  29. Leonardo Mesa dice:

    Caro Lupi, ripeto, non sono in disaccordo con il premio di Yoani, sono in disaccordo nel modo “strano” che è stata così elevata dal nulla. Il silenzio assoluto e i continui intenti di passare all’ultimo piano il Blocco e l’aggressività USA e di Miami, mi fa pensare a che è rimasta così in alto che da là sopra non riesce a vederli.
    Discordo: Yoani in tutto quello che scrive esprime posizioni politiche. È evidente. Se prima lo faceva implicitamente ormai è sempre più esplicita. Le sue posizioni politiche sono SEMPRE dalla stessa parte e sempre più vicino – forse senza accorgersi – ai cubani di Miami che ai cubani di Cuba e alla politica aggressiva di loro. È evidente. La storiella che Yoani non sia una dissidente è smentita da lei stessa: dissente di tutto.
    Forse Yoani non scrive per essere premiata, anche se ho forti dubbi. Lo che è certo che è stata premiata (come ben dice) per le cose che scrivere. Aggiungerei, però: perché scrive d’alcune cose e tacce insistentemente su altre.

  30. yoani.sanchez dice:

    Leonardo, le ricordo che in Italia ho tradotto Yoani per primo, quando nessuno la conosceva, solo perchè mi piacque molto un suo testo letterario sull’Avana. Credo di essere - come Padilla - fuera del juego per poter essere partecipare a una cosa organizzata dal potere. Non sono il tipo e - mi creda - non si fiderebbero di un cane sciolto come me. E farebbero bene, perchè - come Padilla - non starei al gioco, se solo me ne rendessi conto.

    Gordiano Lupi

  31. yoani.sanchez dice:

    Questo è il brano di Yoani da me tradotto in tempi non sospetti:

    L’altra Avana
    di Yoani Sánchez

    L’autrice di questo articolo è laureata in Filologia. Risiede all’Avana e unisce la passione per l’informatica al lavoro per la rivista digitale Consenso.

    C’è una città che discorre accanto a noi senza toccarci. Un’Avana che parla di “formaggio parmigiano” di “centimetri di prato” e di “fine settimana a Cancún”. Quest’altra città appena si mescola con la nostra e in niente assomiglia allo scenario di distruzioni e mancanze che costituisce il nostro ambiente. Le due “Avane” coabitano e al tempo stesso si negano. Chi vive in una non può immaginarsi - in tutta la sua estensione - l’altra città che la completa. Una discorre velocemente sopra le ruote, mentre la nostra invecchia nelle fermate, aspettando l’autobus. La dolce Avana dell’opulenza si espande a ovest specialmente nella zona di Miramar, Cubanacán, Atabey y Jaimanitas. La mia, la vera Avana, cresce saltuariamente verso San Miguel, Diez de Octubre, El Calvario e Fontanar. Quando entrambe le città coincidono e si scontrano non possono comprendersi perché vivono realtà troppo lontane. Mentre una si lamenta dei suoi vecchi mobili Ikea e delle difficoltà per trasportare il container della permuta dal porto, l’altra si culla nelle logore sedie a dondolo ereditate dai nonni e si tuffa nel mercato nero. La mia deteriorata Avana compra contando gli spiccioli, parla sotto voce e odora di acqua di fogna, mentre la città abitata da ministri, alti funzionari e diplomatici, si muove tra divani, ricevimenti ed emana un delicato aroma di crema idratante. Preferisco senza dubbio la capitale decrepita che tornando sui propri passi ogni giorno, almeno è coerente e trasparente con quello che conserva al suo interno. L’abbiamo fatta a nostra immagine e somiglianza, o, per meglio dire, siamo noi che la imitiamo nella sua rassegnazione e nella sua miseria.

    L’Avana, 27 novembre 2007

    La lettura di questo articolo, che traduco letteralmente cercando di lasciare il più possibile intatte le espressioni spagnole, conferma che i principi comunisti sono soltanto aria fritta per giustificare una spietata dittatura. Yoani Sánchez rischia sulla propria pelle a diffondere sul web un pensiero pericoloso, ma conferma l’esistenza delle classi sociali e delle differenze economiche in una Cuba dove i dirigenti del partito hanno dimenticato l’insegnamento di Ernesto Guevara. Nessuno rinuncia ai privilegi e se il popolo non ha il pane, vale il detto di Maria Antionietta, può sempre comprare le brioches…(Gordiano Lupi).

  32. Leonardo Mesa dice:

    Caro Lupi, non ho mai dubitato di lei, né considerato parte del intralcio. Lo prova il mio apprezzo.
    Il pezzo che ci propone di Yoani, fu da lei tradotto il 03 dicembre 2007 in Tellusfolio. Credo che fino al 27 febbraio 2008 non la traduce più; poco dopo, comincia a tradurla abitualmente. E sono contento di questo.
    Proprio in dicembre 2007 si sparsi la notizia che il blog era stato oscurato delle autorità cubana, che non si poteva accedere da nessuna parte del mondo. Nell’euforia dimenticarono che il server non è cubano e per tanto, fuori di Cuba, il governo no può fare niente. Questa notizia di censura assieme di un articolo “per incarico” pubblicato da un giornale spagnolo, lanciò sulla scena a Yoani. Non sarebbe straneo che senza questa “stranezza” – secondo me, fabbricata a tavolino – lei non avessi conosciuto Yoani. Lo provano i pochissimi commenti fino a quella data.
    Non dandosi per vinti, la stessa farsa fu riproposta pochi giorni prima del premio Ortega e Gasset provocando una valanga di visita molte in solidarietà con l’eroina censurata nel mondo per magia dei tentacoli castristi.
    Il premio Ortega e Gasset non è del giornalismo internazionale, come alcuni hanno voluto fare passare, se non un premio internazionale annuale de El País (senza niente toglierle al premio né al giornale, anche se sono lontano dei suoi punti di vista). La scenata arriva in cima quando Yoani viene nominata fra le 100 persone più influenti del Mondo, credo nella categoria pionieri. Secondo me, questa è una buffonata, possibile solo se dietro c’è un “apparato” ben influente che gestisca. In, fatti non hanno dubitato in oscurare altri reporter che da anno scrivono su Cuba e che recentemente ci sono pubblicamente lamentati e a mantenere il nome di Yoani lontano delle testate dissidenti. Come mai queste testata che basta cada una goccia in più di acqua per informare non si ne siano accorti di Yoani? Recentemente e in concomitanza con le proteste dei dissidenti, CubaNet ha incluso una sua intervista molto significativa che spiega anche le autopublicità e la pubblicità ad altri bloger della stessa compagnia: suo marito, Gorki, la amica o fidanza di Gorki e Claudia. E seguiranno altri. Cosa che non trovo riprovabile. Trovo, invece, inammissibile, sotto il manto della libertà di espressione, tergiversare, confondere, nascondere e mentire.
    Confermo: Lupi è fuori del gioco (lo dico senza ironie).

  33. ….
    credo sia cmq inevitabile che dal’ampliarsi politico del “circolo” si producano anche voci propositive e costruttive, nn solo di critica pur necessaria, non strumentali esclusivamente all’autopromozione (evidente sul blog di gorki, ma nn così tanto come prospetta Leo su GY)
    Questo Yoani volente o nolente,,, penso volente.

    g,

  34. hello…

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